Giona (di Rosalba Manes – Marzia Rogante)
Giona, profeta refrattario alla chiamata e dalla mentalità esclusivista, diviene, suo malgrado, strumento di salvezza per il popolo di Ninive, popolo straniero, paradigma del nemico più ostile. A Dio però non sta a cuore solo questo risultato. Egli desidera anche che il profeta cambi il suo cuore indurito, provi i suoi stessi sentimenti di misericordia e tenerezza e gioisca per la salvezza di un popolo di peccatori e nemici. In un viaggio tra Bibbia (Rosalba Manes) e psicologia (Marzia Rogante) vengono colte le provocazioni del racconto biblico e i suoi peculiari interessi teologici e antropologici, alla luce di alcune “perle” racchiuse nell’Evangelii gaudium.
Il messaggio racchiuso nel libro di Giona è una forte provocazione al cambiamento e alla dilatazione dei propri confini: la chiamata profetica è un invito al cambiamento, come lo è pure l’esperienza del fallimento della fuga, che si muta in preghiera durante l’immersione nelle acque del mare, e la missione nella città-quartier generale delle malvagità dell’acerrimo nemico del popolo di Dio, Ninive.
Ma a quale cambiamento provoca un libro così pieno di humor? Di certo al cambiamento del proprio cuore, dell’io profondo, della qualità delle proprie decisioni. Cambiamento come passaggio dal vivere per se stessi, arroccati alle proprie logiche asfittiche, al farsi dono per gli altri; dal voler salvare la propria vita, conservandosi e proteggendosi, al perderla investendosi e immedesimandosi con gli altri in una vita a braccia aperte.
Come è possibile effettuare questo cambiamento? Lasciandosi sciogliere il cuore da ciò che trafigge il cuore di Dio: la tenerezza, che è sensibilità, coinvolgimento, compassione, forza di immedesimazione. Giona rivela un alto grado di insensibilità: non ama la salvezza dei peccatori, dei nemici, ma ama piccoli lussi, come l’ombra di un ricino che può garantirgli il riparo dalla calura. Dio invece è straordinariamente sensibile. La sua sensibilità è flessibile all’urto delle variazioni dell’umana libertà e porge sempre nuove chances. Per Giona la tenerezza divina è uno scandalo ed egli v’inciampa perché è una realtà troppo grande per lui che è così abituato a misurare tutto. L’amore eccedente di Dio lo confonde e gli provoca risentimento.
Ninive si converte e Dio cambia, preferendo all’atto punitivo l’azione perdonante. E Giona? Accetterà di cambiare mentalità e di rendersi vulnerabile alle vicende di uomini che, seppur un tempo violenti e sanguinari, ora hanno scelto la vita? Accetterà di “riscrivere” la storia insieme a Dio? Deciderà per la sua personale conversione, preferendo all’ostinazione dei superbi la sensibilità e la tenerezza del Dio umilissimo che nella storia apre sempre per primo le danze, ma sa anche aspettare il passo del suo compagno di danza per condurle meglio?
