Gli obiettivi della tirannide
6 Giugno 2024
laFonteTV (4175 articles)
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Gli obiettivi della tirannide

“What is a name?” si chiedeva accorata la Giulietta di Shakespeare. E beh, insomma, verrebbe da risponderle, è perché non sei qui ora e non sai. In occasione della conferenza programmatica di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, annunciando la propria candidatura alle elezioni europee, ha chiesto agli Italiani di scrivere sulla scheda elettorale il suo nome (ma il suo nome di battesimo, attenzione), perché per lei, che è sempre stata una “persona del popolo”, il nome è “una cosa preziosa”. Ovvio e conseguente il rincalzo del fido cognato Lollobrigida che, spiegata una volta per tutte la liceità di tale procedura, ha aggiunto: “Giorgia ha chiarito che la sua forza è che lei da militante, da cittadina, da Presidente del Consiglio è rimasta una donna legata ai suoi valori e che non intende distinguersi dal popolo nemmeno con questioni di natura formale”. Amen. Tolta la penna di qualche giornalista indisciplinato o le vignette di un paio di fumettisti che, prossimi alla pensione, paiono ancora animati da incontenibili passioni adolescenziali, tolto pure qualche rigurgito di opposizione politica dura e pura, il tutto è stato digerito dai più sic et naturaliter, quando non si è addirittura plaudito alla pratica mediatica di una democrazia aumentata.
Identico torpore collettivo ora che la Meloni, agli inizi di maggio, impettita ed imbronciata come suole, se fa al caso, a bordo di un veicolo tattico dell’Esercito italiano ha passato in rassegna un comparto di militi, per festeggiare il 163esimo anniversario di fondazione dell’Esercito stesso; il gigantesco Crosetto, dapprima umilmente abbacchiato alla sinistra del/della Premier, ha poi pronunciato il prevedibile Peana di ringraziamento alla Meloni, in quanto la sua presenza tra i soldati avrebbe significato l’aver lei capito lo “straordinario momento” che vivono le forze armate e la difesa italiane. Amen come sopra, altro che le baruffe chiozzotte dei tempi del Berlusconi d’oro: quiete greve, per ovunque.
Ammantato di assordante silenzio è passato pure un episodio verificatosi ancora una volta alla convention di Fratelli d’Italia, allorché il prefetto Bruno Frattasi, direttore dell’agenzia per la cyber sicurezza, e Stefano Pontecorvo, presidente della società pubblica “Leonardo”, hanno dato bella mostra di una maglietta con scritto sul petto “L’Italia cambia l’Europa”: tra i pochi a parlarne, garbatamente scandalizzato, l’ex magistrato Adriano Sansa che, su Famiglia cristiana del 12 maggio, ha evidenziato che “non è tanto l’insulso e presuntuoso messaggio a contare” quanto il fatto che, dimentichi della loro funzione pubblica e di uomini di Stato, i due suddetti abbiano ostentato senza remore un’adesione al partito Fratelli d’Italia, proprio in un momento in cui – prosegue Sansa – “il Governo sta procedendo ad un’invasione dei luoghi di potere in ogni campo e sta per varare il premierato e una rovinosa riforma della magistratura”.
Non bisogna “lasciar correre”, conclude Sansa il suo breve intervento, perché “il moto si fa sempre più veloce e potrebbe travolgerci”.
Già.
Negli otto libri della sua Politica Aristotele sintetizza i risultati condotti nella sua ricerca sulle varie forme di governo e definisce nell’apposita sezione i tratti caratteristici dei regimi tirannici, almeno così come egli ha potuto desumerli da quanto si è verificato in ciascuna polis greca; scrive tra l’altro Aristotele: “Tre sono gli obiettivi che la tirannide si pone: in primo luogo che i sudditi abbiano pensieri meschini, dato che le persone meschine non pensano a tramare contro nessuno; in secondo luogo che siano diffidenti l’uno verso l’altro (la tirannide non può essere abbattuta prima che i cittadini intessano rapporti di fiducia reciproci: perciò i tiranni combattono i nobili d’animo, non solo perché costoro ritengono indegno essere sottoposti ad un regime dispotico, ma anche perché essi sono leali con sé stessi e con gli altri e non li tradiscono mai); in terzo luogo che i sudditi siano impossibilitati all’azione, dal momento che nessuno si accinge all’impossibile e dunque neanche a rovesciare la tirannide, quando ne manchi la possibilità…”.
Italia, 2023/2024: migranti e rave, ecoterroristi ed anarchici, reddito di cittadinanza e divanisti, comunità LGBT e dissoluzione morale, fisco-pizzo, premierato, magistratura.
Nella sezione delle sue Storie dedicata alla tirannide corinzia, Erodoto inserisce l’aneddoto sul consiglio che, tramite un messaggero, il tiranno di Mileto Trasibulo fece pervenire al suo omologo Periandro. Racconta infatti Erodoto che Trasibulo alla richiesta dell’araldo di Periandro di ricevere per conto del suo signore qualche dritta sul modo di gestire e conservare una tirannide non fece motto alcuno, ma, passeggiando con lui in un campo di grano, prese a tagliare ogni spiga che vedesse emergere tra le altre e la gettava via; quando l’araldo tornò da Periandro, riferì al suo signore del comportamento di Trasibulo e si disse meravigliato della stoltezza del tiranno che non solo non gli aveva dato risposte, ma era tanto stolto da dissipare le sue sostanze nel modo che lui aveva visto; allora Periandro, conclude Erodoto, “intuì che l’amico gli consigliava di eliminare tutti i cittadini che emergevano dalla massa e di lì in avanti prese a compiere ogni sorta di malvagità”.
Italia, 2023/2024: Canfora, Saviano, Sinibaldi, Annuziata, Scurati, chissà chi altri.
E siamo qui a lasciar correre?
A presto.☺

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