I disastri del neoliberismo
13 Settembre 2026
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I disastri del neoliberismo

Abbiamo letto, grazie a Rifondazione comunista – Sinistra europea, il discorso di Miguel Diaz- Canel, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, in occasione della chiusura del XXIV Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai dell’8 Agosto a L’Avana. Il linguaggio è quello di un tempo, di quando vivevamo da militante e dirigente il PCI, il grande partito che, dopo aver segnato con caratteri cubitali la Resistenza al nazifascismo, ha dato quanto serviva alla nascita della Repubblica italiana, alla redazione e pubblicazione della Carta Costituzionale, alla nascita dell’Unione Europea, alla democrazia e alla pace.
Significativo il titolo dell’articolo Cuba isola di resistenza contro imperialismo e fascismo. Altrettanto significative le parole del segretario del Partito comunista cubano, Miguel Diaz-Canel, quando sottolinea che “il mondo sta attraversando uno dei periodi più incerti e pericolosi della sua storia e che stiamo vivendo un periodo di estrema intensificazione delle contraddizioni del capitalismo: eccessiva concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, disuguaglianze nella sua distribuzione, distruzione ambientale e guerre per i mercati, le risorse e le aree di influenza”. Una profonda crisi, non casuale, “bensì il risultato delle leggi di sviluppo del capitalismo monopolistico e imperialista, che, consumato dalle proprie contraddizioni, ha scatenato una tempesta perfetta: guerre di aggressione nell’Europa orientale e in Medio Oriente; un genocidio aperto a Gaza; una crisi climatica che non è più un avvertimento, ma una realtà; una fame strutturale che divora milioni di persone; e un debito estero che i popoli del Sud del mondo non saranno mai in grado di ripagare, perché è stato concepito per schiavizzarci, non per svilupparci. In questo contesto, la rinascita del fascismo ci lancia un severo monito. Nazionalismo, egemonia, supremazia e discriminazione razziale; xenofobia, deportazione e sterminio di popolazioni; guerre di conquista di territori e risorse naturali; punizioni che si abbattono su milioni di esseri umani e la messa al bando di ideologie e libertà civili: questi sono tratti inequivocabili dell’attuale fascismo e del suo predecessore hitleriano. Non contenti del genocidio a Gaza e della sua vergognosa diffusione pubblica, stanno cercando di ripeterlo a Cuba, attraverso una politica aggressiva e criminale, che viene dichiarata e negata, confutata e intensificata senza veli… Coloro che con sadismo ordiscono un blocco energetico contro un’intera nazione, lasciando dietro di sé un bilancio umanitario di proporzioni allarmanti che priva i bambini cubani della vita alla nascita, riduce l’aspettativa di vita dei malati di cancro e nega al nostro popolo l’accesso a medicine, cibo, elettricità, acqua, trasporti e molte altre risorse per una vita dignitosa, non possono essere definiti altro che criminali e fascisti”.
Una realtà, quella cubana, che ci riguarda e ci porta ad esprimere tutta la nostra solidarietà ad un popolo che abbiamo sempre amato. Ci riguarda, anche per capire ancor più e meglio il sistema che ha dato vita alla fine del secolo scorso alla globalizzazione e, per effetto delle sue politiche, agli inizi di questo nuovo millennio, alla grande crisi economica, che lo ha segnato, visto che la sua crisi è peggiorata con gli effetti sopra delineati.
Stiamo parlando del neoliberismo, il sistema predatorio e distruttivo delle banche e delle multinazionali, che non ha il senso del limite e della fine, ispirato dal dio denaro, e da esso guidato a vivere il “consumismo”con tutte le sue strutture e tutti i suoi strumenti a partire dalla comunicazione. Il sistema che ha nelle sue mani la politica e, sempre più, la cultura, usa la tecnologia e, con la capacità innata di nascondersi, riesce a non essere additato come la causa dei disastri che il mondo vive e che la natura, con noi, paga a caro prezzo. Il clima è l’esempio di un mondo profondamente malato, quello segnato da “sviluppo” e “progresso”, che il sistema continua a propagandare per nascondere la realtà e non dare il giusto significato agli effetti da esso provocati, visto che ne è la causa.
Il fatto che il neoliberismo, il sistema che sta portando il mondo nel baratro, non viene citato neanche da chi proclama di voler cambiare il mondo e avere certezza di un nuovo domani, è la ragione prima della non politica, che segna a tutti i livelli governi e opposizioni, e, con esso, la crescita della sfiducia, del qualunquismo, del fascismo. La politica, l’arte del fare pensando all’altro, a una comunità, per costruire un domani all’insegna del rispetto. Il valore che anima di democrazia, pace, giustizia e eguaglianza una comunità e dà alla natura quella tranquillità che merita nel momento in cui essa è la vita. Non contro e pronti per distruggerla, come succede quando il dio che domina è il denaro.☺

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