C'è qualcosa di profondamente malato e particolarmente inquietante nel nostro Paese. Ci riferiamo all'atteggiamento che gli eletti hanno verso i loro elettori, a partire da quelli che ad essi sono più vicini: i loro collaboratori. Facciamo riferimento ai parlamentari, ma il ragionamento può essere applicato pari pari ai consiglieri regionali. Com'è noto, i nostri parlamentari si avvalgono del supporto tecnico di collaboratori, ai quali è stata affibbiata l'etichetta di “portaborse” che bene esprime la condizione di subalternità e di umiliazione in cui questi ultimi sono costretti da meccanismi copiati direttamente dal caporalato.
Ma veniamo ai fatti. Ogni mese ciascun parlamentare riceve infatti circa 4.000 euro per i
collaboratori ed è libero di farne il seguente uso:
a) metterli in tasca;
b) metterli in tasca e spenderne una parte per pagare, in nero, qualcuno che gli faccia da autista e da
badante;
c) utilizzarli per qualificate collaborazioni regolarmente contrattualizzate.
Trattandosi di legislatori, saremmo portati a pensare che ciascuno di essi faccia ricorso all'opzione c. E invece no. I parlamentari che hanno stipulato contratti regolari con i loro collaboratori sono pochissimi. I più preferiscono trattenere la pecunia o assumere in nero collaboratori senza diritti e, di conseguenza, senza tutele e senza dignità. Ma c'è dell'altro. Di fronte alla richiesta di correttezza, trasparenza e sobrietà che si alza dai cittadini vessati e tartassati, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica hanno finalmente annunciato la volontà di imporre ai parlamentari di rendicontare le spese per i collaboratori. E, a questo punto, è accaduto qualcosa di incredibile. I parlamentari si sono ribellati e sono riusciti ad ottenere la possibilità di rendicontare solo il 50% dei fondi in questione. Il loro diritto a continuare a praticare l'opzione a e l'opzione b è parzialmente salvo. Ormai l'umiliazione non viene inflitta solo ai collaboratori ma a tutti i cittadini-elettori. Per questo noi NON CI STIAMO !
Chiediamo, pertanto, ai parlamentari molisani di mettersi sulla via della redenzione e di procedere alla rendicontazione di tutte le somme che ricevono per i loro collaboratori. Chiediamo altresì di inviare alla nostra redazione copia degli atti che, ovviamente, faremo conoscere ai nostri lettori. Pari comportamento chiediamo ai consiglieri della Regione Molise perché essi, al pari dei nostri parlamentari, non abbiano a pensare di poter continuare a superare i limiti della decenza e, al tempo stesso, a prenderci per il… naso.☺
la redazione
C'è qualcosa di profondamente malato e particolarmente inquietante nel nostro Paese. Ci riferiamo all'atteggiamento che gli eletti hanno verso i loro elettori, a partire da quelli che ad essi sono più vicini: i loro collaboratori. Facciamo riferimento ai parlamentari, ma il ragionamento può essere applicato pari pari ai consiglieri regionali. Com'è noto, i nostri parlamentari si avvalgono del supporto tecnico di collaboratori, ai quali è stata affibbiata l'etichetta di “portaborse” che bene esprime la condizione di subalternità e di umiliazione in cui questi ultimi sono costretti da meccanismi copiati direttamente dal caporalato.
Ma veniamo ai fatti. Ogni mese ciascun parlamentare riceve infatti circa 4.000 euro per i
collaboratori ed è libero di farne il seguente uso:
a) metterli in tasca;
b) metterli in tasca e spenderne una parte per pagare, in nero, qualcuno che gli faccia da autista e da
badante;
c) utilizzarli per qualificate collaborazioni regolarmente contrattualizzate.
Trattandosi di legislatori, saremmo portati a pensare che ciascuno di essi faccia ricorso all'opzione c. E invece no. I parlamentari che hanno stipulato contratti regolari con i loro collaboratori sono pochissimi. I più preferiscono trattenere la pecunia o assumere in nero collaboratori senza diritti e, di conseguenza, senza tutele e senza dignità. Ma c'è dell'altro. Di fronte alla richiesta di correttezza, trasparenza e sobrietà che si alza dai cittadini vessati e tartassati, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica hanno finalmente annunciato la volontà di imporre ai parlamentari di rendicontare le spese per i collaboratori. E, a questo punto, è accaduto qualcosa di incredibile. I parlamentari si sono ribellati e sono riusciti ad ottenere la possibilità di rendicontare solo il 50% dei fondi in questione. Il loro diritto a continuare a praticare l'opzione a e l'opzione b è parzialmente salvo. Ormai l'umiliazione non viene inflitta solo ai collaboratori ma a tutti i cittadini-elettori. Per questo noi NON CI STIAMO !
Chiediamo, pertanto, ai parlamentari molisani di mettersi sulla via della redenzione e di procedere alla rendicontazione di tutte le somme che ricevono per i loro collaboratori. Chiediamo altresì di inviare alla nostra redazione copia degli atti che, ovviamente, faremo conoscere ai nostri lettori. Pari comportamento chiediamo ai consiglieri della Regione Molise perché essi, al pari dei nostri parlamentari, non abbiano a pensare di poter continuare a superare i limiti della decenza e, al tempo stesso, a prenderci per il… naso.☺
C'è qualcosa di profondamente malato e particolarmente inquietante nel nostro Paese. Ci riferiamo all'atteggiamento che gli eletti hanno verso i loro elettori, a partire da quelli che ad essi sono più vicini: i loro collaboratori. Facciamo riferimento ai parlamentari, ma il ragionamento può essere applicato pari pari ai consiglieri regionali. Com'è noto, i nostri parlamentari si avvalgono del supporto tecnico di collaboratori, ai quali è stata affibbiata l'etichetta di “portaborse” che bene esprime la condizione di subalternità e di umiliazione in cui questi ultimi sono costretti da meccanismi copiati direttamente dal caporalato.
Ma veniamo ai fatti. Ogni mese ciascun parlamentare riceve infatti circa 4.000 euro per i
collaboratori ed è libero di farne il seguente uso:
a) metterli in tasca;
b) metterli in tasca e spenderne una parte per pagare, in nero, qualcuno che gli faccia da autista e da
badante;
c) utilizzarli per qualificate collaborazioni regolarmente contrattualizzate.
Trattandosi di legislatori, saremmo portati a pensare che ciascuno di essi faccia ricorso all'opzione c. E invece no. I parlamentari che hanno stipulato contratti regolari con i loro collaboratori sono pochissimi. I più preferiscono trattenere la pecunia o assumere in nero collaboratori senza diritti e, di conseguenza, senza tutele e senza dignità. Ma c'è dell'altro. Di fronte alla richiesta di correttezza, trasparenza e sobrietà che si alza dai cittadini vessati e tartassati, la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica hanno finalmente annunciato la volontà di imporre ai parlamentari di rendicontare le spese per i collaboratori. E, a questo punto, è accaduto qualcosa di incredibile. I parlamentari si sono ribellati e sono riusciti ad ottenere la possibilità di rendicontare solo il 50% dei fondi in questione. Il loro diritto a continuare a praticare l'opzione a e l'opzione b è parzialmente salvo. Ormai l'umiliazione non viene inflitta solo ai collaboratori ma a tutti i cittadini-elettori. Per questo noi NON CI STIAMO !
Chiediamo, pertanto, ai parlamentari molisani di mettersi sulla via della redenzione e di procedere alla rendicontazione di tutte le somme che ricevono per i loro collaboratori. Chiediamo altresì di inviare alla nostra redazione copia degli atti che, ovviamente, faremo conoscere ai nostri lettori. Pari comportamento chiediamo ai consiglieri della Regione Molise perché essi, al pari dei nostri parlamentari, non abbiano a pensare di poter continuare a superare i limiti della decenza e, al tempo stesso, a prenderci per il… naso.☺
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.