Il mio augurio
Mi torna la voglia di mettere giù due righe, spinta da chi o cosa non importa, forse anch’io spinta da un’esasperazione che ho dentro che diventa necessaria buttare fuori. Non si può non parlare e stare zitti anche se oramai ci si trova e mi trovo davanti muri altissimi che mi uccidono un po’.
L’input arriva dagli ultimi fatti accaduti a Milano o meglio dal ”fatto” di Milano ma sopratutto dalle cose dette, dai commenti e dalle parole scritte e lette. Ciò che è stato a Milano è un fatto grave, tanto ma tanto grave e questo è certo. Non voglio descrivere i fatti, non mi interessa farlo e poi ne avete sicuramente già lette di molte.
Ad occupare quell’autobus c’erano bambini e non tutti bambini con nonno o bisnonno o trisnonno necessariamente italiano o europeo. Quella persona invece è sicuramente una persona decisamente instabile, malata e squilibrata. Il suo gesto va condannato. É questo il punto, il dato che conta e che non deve essere confuso con altro. Padri, madri, nonni, amanti o amici di merende che commentano questo episodio e altri sottolineando e attribuendo la causa o il perché del gesto ad una nazionalità, sono complici spesso anche poco consapevoli e attenti di questa esaltazione all’odio che ormai i tanti fatti ci dicono che non porta a cose buone. Sono certa che quei bambini non abbiano mai pensato ad una differenza tra loro né durante né dopo i fatti e che non abbiano mai pensato ”alla peggio lasciamo dentro chi non è italiano e chi se ne frega”. Chi parla di gialli o neri, di verdi o neri, di fucsia o lilla, sono gli adulti e sono gli stessi che rischiano di esaltarsi in negativo sempre più e sono sempre loro anon rendersi conto, o forse sì, che condannano gesti così gravi incitando all’odio e quindi anche loro stessi inevitabilmente ed indirettamente a fare del male. Non credo sia mai giusto esaltarsi per nessun fronte e in nessun senso, come anche tutti quei morti ogni giorno in mare credo non chiedano giustizia in questo modo. É necessario imparare e ricordarsi di contare fino a dieci prima di scrivere qualsiasi cavolata e sforzarsi invece a ricoprire ruoli migliori, sforzarsi di ricoprire ruoli di facilitatori per la conoscenza reciproca tra persone dal colore diverso di capelli, tra persone dal colore diverso degli occhi, dei denti, del naso, della bocca e perché no tra persone dal colore di pelle diverso. Anche perché giovani adulti di oggi tra qualche anno andrete a cancellare tutti i vostri commenti perché avrete paura che i vostri figli o nipoti alla vista di scritte così crudeli e stupide non si riconoscano in voi neppure per un’unghia, altro che per la pelle.
I senegalesi comunque non sono mai state persone note per una certa propensione alla violenza. A me questa cosa non l’ha insegnata nessun testo ma semplicemente un po’ di esperienza e sopratutto le giornate al mare da bambina quando mio padre alla vista di un ambulante senegalese mi trasmetteva non odio o paura ma curiosità e apertura nel conoscere persone con storie diverse sottolineando la bontà di questo popolo. Non voglio correre io stessa il rischio di generalizzare ma credo sia sempre meglio insegnare e trasmettere il bene piuttosto che trasmettere e nutrire odio.
E questo è il mio augurio.☺
