Il verde che pulisce
8 Gennaio 2021
laFonteTV (4175 articles)
Share

Il verde che pulisce

Come ampiamente risaputo, le principali sostanze inquinanti disperse in atmosfera, specie nelle aree urbanizzate, sono il biossido di zolfo, il piombo, il monossido di carbonio, il biossido di azoto e l’ozono; ad essi si associano quantitativi variabili di pulviscolo, in relazione al luogo, al susseguirsi delle stagioni e non di meno al mutare delle condizioni meteo-climatiche locali. Gli effetti negativi più importanti sull’ambiente naturale e sul costruito, dovuti alle sostanze inquinanti, sono essenzialmente l’effetto serra e le piogge acide. Si parla, nel primo caso, di sostanze primarie, di quelle cioè emesse direttamente in atmosfera; nel secondo, di sostanze prodotte da reazioni chimiche coinvolgenti sostanze preesistenti.

A creare, invece, i maggiori e più importanti problemi allo status della salute umana e alle relative conseguenze, a cominciare dalla qualità e dall’aspettativa di vita, sono senza dubbio la presenza del gas ozono e del particolato atmosferico, specie quello di minori dimensioni.

Per contrastare le più diverse forme d’inquinamento atmosferico si cerca, da anni ormai, di mettere in atto tutta una serie di azioni tendenti a limitare la presenza di tutto quanto possa costituire la fonte e/o le fonti responsabili della produzione di sostanze gassose e soprattutto aerosol ovvero miscugli di sostanze in sospensione particolarmente pericolose.

A contribuire alla purificazione dell’aria delle nostre città la comunità scientifica internazionale, nella sua interezza, indica, quale rimedio principe, il far ricorso alla diffusa presenza di piante, tanto se allocate al suolo, come tradizionalmente è sempre avvenuto, quanto, sempre più spesso accade, a rivestire tetti e pareti dell’edificato, sia moderno che tradizionale. Le piante, infatti, oltre a trattenere la CO2 e a produrre ossigeno, attraverso la fotosintesi, sono anche in grado, in particolare alcune di esse, di fissare sul loro fogliame quantitativi non trascurabili del tanto pericoloso e diffuso particolato atmosferico, proprio quello considerato da tutte le nostre più importanti autorità sanitarie maggiormente nefasto per la salute umana e non solo. Senza contare gli ulteriori e non meno importanti vantaggi che la presenza del verde può determinare sull’ambiente, quali l’aumento della ritenzione idrica del suolo e gli effetti sul miglioramento del clima urbano, tramite il contenimento delle escursioni termiche, per le migliori prestazioni termoisolanti.

È acclarato, ormai, che i gas inquinanti presenti in atmosfera, per di più nelle aree urbanizzate e/o industrializzate, sono essenzialmente di origine antropica. Diversamente, invece, il pulviscolo atmosferico, oltre che di provenienza antropogenica, origina anche da fonti naturali, quali le eruzioni vulcaniche, gli incendi boschivi, la disgregazione delle rocce, pollini e resti organici di diversa natura e provenienza. Dunque, ogni e qualunque modalità del suo contenimento è da estendere, inevitabilmente, anche ai centri abitati minori, specie nelle aree site in situazioni geomorfologiche particolari, quali pianure e valli intramontane.☺

 

laFonteTV

laFonteTV