In ricordo di camilo torres
13 Marzo 2026
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In ricordo di camilo torres

L’8 marzo, alle 19.00, inauguriamo la mostra di dipinti realizzati dalla pittrice argentina Ana Maria Erra de Guevara. L’evento sarà nell’auditorio dell’ex-convento di Bonefro e la nostra amica Ana Maria sarà presente. Non perdete questa occasione di incontrare una donna eccezionale, avanti negli anni, ma fortissima.

Domenica 15 febbraio, a Bogotà, Colombia, i rappresentanti del corpo dei medici forensi hanno presentato al pubblico i resti mortali di Camilo Torres Restrepo, trovati il 22 gennaio. Esattamente 60 anni fa, il 15 febbraio del 1966, il prete e componente della guerriglia colombiana ELN era morto nel suo primo combattimento. Cinque mesi prima, Camilo Torres aveva scritto un articolo del quale voglio farvi conoscere una parte.
Messaggio ai Comunisti
Ho detto che sono rivoluzionario come colombiano, come sociologo, come cristiano, come prete. Considero che il Partito Comunista ha degli elementi autenticamente rivoluzionari, e per questo non posso essere anticomunista né come colombiano, né come sociologo, né come cristiano, né come prete.
Non sono anticomunista come colombiano, perché l’anticomunismo perseguita i nostri compatrioti dissidenti, comunisti o non, essendo la maggioranza di loro gente povera.
Non sono anticomunista come sociologo, perché in quello che i comunisti propongono per combattere la povertà, la fame, l’analfabetismo, la mancanza di case, la mancanza di servizi per il popolo, ci sono soluzioni efficienti e scientifiche.
Non sono anticomunista come cristiano, perché credo che l’anticomunismo condanni in blocco tutto quello che i comunisti difendono, e fra tutto quello che loro difendono ci sono cose giuste e cose non giuste. Condannandoli del tutto, dobbiamo condannare nello stesso modo le cose giuste e le cose non giuste, e questo è anticristiano.
Non sono anticomunista come prete, perché, anche se proprio i comunisti non lo sanno, fra loro ci possono essere molti che sono autentici cristiani. Se fanno il bene, possono tenere la grazia santificante, e se hanno la grazia santificante ed amano il prossimo, si salvano.
Io non penso di fare proselitismo rispetto ai miei fratelli comunisti, cercando di fare in modo che loro accettino il dogma e pratichino il culto della chiesa. Quello che pretendo è che tutti gli uomini vadano d’accordo con la loro coscienza, che cerchino la verità e che amino il prossimo.
I comunisti devono sapere molto bene che io non entrerò nelle loro file, che non sono e non sarò comunista, né come colombiano, né come sociologo, né come cristiano, né come prete. Ma sono disposto a lottare assieme a loro per obiettivi comuni, contro l’oligarchia e il dominio degli USA, e per la presa del potere da parte delle classi popolari.
(…)
Giovanni XXIII mi autorizza a marciare in unità d’azione con i comunisti quando dice nella sua enciclica Pacem in Terris: “Può succedere che certi contatti di ordine pratico che fino ad oggi sono stati considerati assolutamente inutili, oggi possono essere di profitto o possono diventarlo. Decidere se tal momento è arrivato o no, e anche decidere le forme ed il grado nel quale si devono realizzare contatti per ottenere obiettivi positivi sia in campo economico e sociale, ed anche in campo culturale o politico, sono punti che solo può insegnare la virtù della prudenza che regola tutte le virtù che guidano la vita morale dell’individuo e della società”.
Quando la classe popolare prenderà il potere, grazie alla collaborazione fra tutti i rivoluzionari, il nostro popolo discuterà su quale sarà l’orientamento religioso.
Penso che queste parole di Camilo Torres non hanno mai perso la loro attualità, anzi…☺

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