Indignazione e progettualità
8 Settembre 2024
laFonteTV (4204 articles)
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Indignazione e progettualità

Quando penso al nostro Molise, mi sale un grande indignazione.
Cos’altro deve accadere, perché un gruppo di persone, tante o poche che siano, provi a cambiare il futuro di questa nostra piccola regione?! Un futuro che rischia di essere inesorabilmente compromesso dalla rassegnazione dei più, da un gruppo di manigoldi politici, da affaristi, dai conflitti di interessi di chi dovrebbe fare l’opposizione e dal disinteresse delle direzioni dei partiti romani.
la fonte da più di venti anni in splendida solitudine, o quasi, ha contestato il malcostume politico, il vuoto progettuale, la fragilità della protesta e la miseria del potere. Uno straordinario esempio di etica politica e di resistenza. Se oggi resiste la fiammella della speranza, questo lo si deve a quanti e non sono molti che come la fonte non si sono arresi. Presenze ed attività essenziali, encomiabili, esemplari, ma insufficienti per cambiare la realtà.
Il Molise in questi ultimi venti anni ha perso più di trentamila persone e la gran parte dei giovani ha scelto un futuro di migranti. I nemmeno trecentomila abitanti che popolano il Molise, se pensiamo ai servizi e ai diritti sociali essenziali, sono cittadini italiani di serie B. Quella molisana potremmo definirla un esempio tipico della “democrazia dei clienti”. È stato così da sempre, anche quando votavano in tanti e per le strade contestavamo l’on. La Penna e i suoi commensali. Ma oggi la situazione è divenuta ancora più insostenibile, per almeno due ragioni.
Nell’era del non voto, dell’ astensionismo di massa bastano poche decine di migliaia di voti per godere dei privilegi del potere. Basti riflettere che nelle ultime elezioni regionali ha votato il 47%; appena il 25% degli aventi diritto al voto sarebbero stati sufficienti per governare la regione.
In secondo luogo, allora i comunisti erano pochi, ma erano un’opposizione reale, oggi gli oppositori sono sempre pochi, ma siedono nelle seconde file di chi amministra il potere. Il trasversalismo, il passaggio da un partito all’altro e da uno schieramento all’altro sono fra gli sport più di successo in questa nostra regione.
È tempo di uscire dall’angolo dei buoni sentimenti. È tempo di dare gambe, teoria, progettualità, concretezza a quello spirito di “scissione” da un potere malsano e da un malcostume generale, condizione essenziale per un vero cambiamento. Una scelta di radicalità etica e politica deve però nutrirsi di idee e scelte chiare. Due sono le derive da evitare: l’assistenzialismo e la mistica dell’industrialismo d’altri tempi. Badando bene a non fare confusione.
Rifiutare l’assistenzialismo non si- gnifica negare la presenza dello Stato e del Pubblico, anzi. Né l’efficienza dei servizi, né un nuovo e innovativo sistema produttivo che abbia l’ agricoltura al centro, è possibile senza una presenza attiva della società civile organizzata e dello Stato. Così come il rifiuto dell’ industrialismo d’altri tem- pi e della mitologia del prodotto interno lordo (PIL) non può significare la negazione della produzione della ricchezza sociale.
Alcune ipotesi per i primi passi.
– La “sostenibilità” non come categoria dello spirito, ma come guida per riconciliare l’uomo con la natura, principio ispiratore di un nuovo e radicale cambiamento. L’ agricoltura e la trasformazione dei prodotti agricoli dovrebbero essere il cuore del new deal molisano. Un’agricoltura libera da pesticidi, un esempio di biodiversità e di qualità. L’ agricoltura come architrave di una sostenibilità che deve essere di tutto il territorio. Prima che sia troppo tardi, il Molise dovrebbe divenire un vero laboratorio del futuro, dove si producono e si trasformano cose “buone, pulite e giuste”.
– La transizione energetica da problema ad opportunità. Energia ed innovazione sono una grande possibilità che sarebbe delittuoso dimenticare. Come la fonte noi abbiamo proposto sia un parco eolico, al largo, molto al largo di Termoli, sia le comunità energetiche. Le ragioni sono chiare: un impianto offshore e le comunità energetiche sono l’ alternativa a tutti quei progetti che intendono devastare con pannelli solari e pale eoliche i terreni agricoli e il paesaggio. In secondo luogo, gran parte dell’energia prodotta dovrebbe essere destinata e a quei cittadini che hanno bassi redditi e alle aziende agricole, perché ne abbiano un vantaggio competitivo Da ultimo un sistema che produce energia rinnovabile bene si coniuga con un’azienda come Stellantis, un’ azienda che può contribuire ad andare oltre l’energia fossile, un’ azienda che potrebbe essere un motore di ricerca e innovazione della transizione energetica.
– Infine, la cosa più preziosa: la nostra regione è un luogo di rara bellezza. Il nostro Molise è uno scrigno di tesori naturali, di cultura, di civiltà e di grande ospitalità. Tutti valori che possono rappresentare uno straordinario valore aggiunto per quanti intendano vivere nei nostri territori, per quanti vogliano conoscere le bellezze della nostra natura e la ricchezza della nostra storia.
Lavorare a queste strategie non è un “pranzo di gala”. Richiede progettualità, concretezza, innovazione, e la consapevolezza che la cultura e il sapere non sono un lusso, ma una necessità ineludibile. Richiede, inoltre, la determinazione a sfidare quei poteri politici ed economici che stanno condannando la nostra comunità e la nostra regione alla irrilevanza e ad un declino senza ritorno.☺

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