indignazione
17 Aprile 2010 Share

indignazione

 

Se gli occhi non li usiamo oggi per vedere, li useremo domani per piangere. I nostri silenzi conniventi sono pagati a caro prezzo da altri; prima o poi si ritorceranno contro di noi. E allora sarà troppo tardi.

Una virtù che dovremmo fare nostra e vivere è l’indignazione “un’abitudine rara al giorno d’oggi, giorno di omologazioni, di appiattimenti, di pensiero debole, di minimi comuni denominatori, di identità slavate, di paure delle differenze che emarginano, giorno di maggioranze trionfanti e contagiose, di minoranze strette alle corde, impotenti” (F. Gentiloni).

Nella favola è un bambino che grida “il re è nudo” e tutti i cortigiani finalmente ne prendono atto con somma vergogna del potente narcisista.

Con Il costo della democrazia Cesare Salvi e Massimo Villone nel 2005 denunciarono che gli italiani che vivono della politica, ogni anno, assorbono 1 miliardo e 900 mila euro. Ci siamo indignati, ma purtroppo è il prezzo necessario per far funzionare le istituzioni!

Con La casta Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella ci hanno spiegato come la classe dirigente del paese sia diventata una classe di intoccabili, pronti a sguazzare negli sprechi e nei privilegi. Dopodiché siamo andati alla ricerca di altre caste e privilegiati e la ribellione non è durata a lungo!

Con il V.day Beppe Grillo ha imperversato per le piazze d’Italia durante tutta l’estate, ha raccolto firme, ha acceso dibattiti intorno alla sua azione per individuare se era di destra o di sinistra, dove voleva andare a parare, ecc. ma poi?

Con Impuniti. Storie di un sistema incapace, sprecone e felice Antonello Caporale ha documentato, trascinando il lettore su e giù per la penisola, con nomi e cognomi, i danni procurati alle casse dello stato, all’ambiente, al territorio. Ce n’è abbastanza per rimanere esterrefatti. Ma può bastare questo stato d’animo?

Il presidente-commissario-padro- ne del Molise Angelo Michele Iorio spende e spande senza ritegno, comprando auto e appartamenti, firmando a tutto spiano decreti di elargizioni economiche con il pretesto del terremoto e della ripresa produttiva del territorio, fino a finanziare lo studio della patata turchese di Pesche”, come mensilmente abbiamo cercato di documentare. E tutto sembra ancora normale.

Che il sindaco di Casacalenda, Nicola Eugenio Romagnuolo, sub-commissario per la ricostruzione, si ritrovi catapultato sugli scanni del consiglio regionale, costringendo pro- babilmente un paese alle elezioni anticipate, che hanno un costo per la collettività, non fa fare una piega, anzi fa nascere invidia o apprezzamenti della serie: Beato lui! D’altronde chi si meraviglia che senatori e deputati del centrosinistra stiano riuscendo in un’impresa che ha visto inutilmente impegnato il “cavalier serventesi” degli italiani, nel provocare la fine anticipata della legislatura e il ritorno alle urne?

Vado a votare da 35 anni, non poche volte costretto a scegliere il male minore, se non a tapparmi naso, orecchie e bocca, con la consapevolezza frustrante di scandali, corruzione, falsità di promesse elettorali, alleanze opportunistiche, sottomissione di governi alle oligarchie e condizionamenti indecorosi e tuttavia non mi rassegno perché la politica non può essere ridotta ad affari. Essa è organizzazione della vita umana, coinvolgimento di tutte le dimensioni della vita sociale, esercizio d’amore, celebrazione quotidiana di una convivenza veramente umana. Interpella anche l’essere religioso della persona a tal punto che chi dice che “la religione non ha nessuna relazione con la politica non sa cosa significa la religione” (Gandhi) e Desmond Tutu non esita ad annotare: “Non so che Bibbia leggono coloro che dicono che la religione non ha niente a che vedere con la politica”.

È pur vero che un autore latino asserisce: “Se il saggio dovesse adirarsi per tutte le malefatte, la sua non sarebbe collera ma follia”, eppure non è il momento della rassegnazione; i tempi cominciano a cambiare, nonostante tutto. Facciamo dell’indignazione la virtù della resistenza. Senza rabbia si finisce alleati di chi vuole sconfiggerci. La vittoria non è dietro l’angolo. Occorre sognare camminando perché un’altra politica è possibile. ☺

 

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