La dieta giusta
13 Settembre 2026
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La dieta giusta

Incontro il biologo e nutrizionista dottor William Sergio, borsista di ricerca presso il Dipartimento di Medicina dell’Università del Molise dove sta studiando la correlazione tra alterazioni gastroenteriche e deficit cognitivi nel quadro dell’asse intestino-cer- vello. È anche impegnato come libero professionista in diversi comuni molisani.
La mia prima domanda è: dottore, perché la gente non sa più cosa e come mangiare? Le persone, è la risposta, hanno ormai poco tempo per consumare i pasti, è subentrato il mercato che offre cibi di facile reperibilità, ma ultra-processati che compromettono la salute. Invece di adottare uno stile di vita sano si sceglie la soluzione più veloce e pratica: una dieta bella e pronta. La dieta mediterranea, invece, è uno dei modelli alimentari con le più solide evidenze scientifiche riguardo agli effetti antiossidanti e antinfiammatori. Non dimentichiamolo, è patrimonio Unesco.
Chiedo lumi in merito a una “dieta” molto di moda: cosa dice, dottore, del digiuno intermittente? Secondo l’approccio proposto dal prof. Valter Longo, e sulla base della mia esperienza clinica, il digiuno intermittente va valutato caso per caso, tenendo conto dell’età, dello stato di salute e delle eventuali patologie. C’è poi, incalzo, la dieta chetogenica che pare abbia molti seguaci e che consiste nell’eliminazione dei carboidrati. Il dottore William Sergio a riguardo è molto chiaro: essa ri- chiede un’attenta supervisione specialistica e non è indicata per tutti.
Uno dei cibi migliori, aggiunge con un largo sorriso, è il pane, che, soprattutto se integrale e inserito nel contesto della dieta mediterranea, è un alimento prezioso e non va demonizzato. La colazione più sana è pane e olio EVO. È falsa anche la formula più proteine più muscoli, solo una dieta bilanciata crea un corpo armonico: 40/45% di carboidrati, 25% di proteine, 30% di grassi. Questo prevede la dieta mediterranea. Cereali, legumi, verdure, poca carne e pochi latticini. Sedetevi a tavola con i vostri antenati, questo ci esorta a fare il dottor Sergio. La dieta mediterranea, tuttavia prosegue, è definita soprattutto dalla qualità degli alimenti e dallo stile di vita più che da una ripartizione fissa dei macronutrienti e non dimentichiamo che ai pasti va dedicato il giusto tempo, anche per gustarli.
La situazione in Molise, mi illustra il dottor Sergio in risposta a una mia domanda, è fatta di luci ed ombre. Se da una parte siamo primi in Italia per numero di centenari in rapporto alla popolazione, siamo primi per consumo di alcol e per obesità pediatrica (secondo gli ultimi dati disponibili del 2025). Le donne hanno cambiato stile di vita e a causa di alcol e fumo sono affette da molte patologie tumorali. Da noi la percentuale di sedentarietà è al 52%, in alcune zone del nord Italia è del 7 %! La nutrizione è una forma di prevenzione, per fare in modo che le malattie non sorgano, ancora oggi non ne siamo consapevoli.
Perché ha scelto questo campo di studio e di lavoro, dottore? Per aver sempre avvertito l’importanza del prendersi cura di sé, proiettare sugli altri la cura di se stessi costituisce la passione di una vita, è la risposta entusiasta.
Cosa chiede alla politica?  Anche se esistono delle belle realtà associative, mi spiega, manca l’idea del consorziarsi, i finanziamenti ai centri di prevenzione dovrebbero essere più consistenti perché la sanità prevede multidisciplinarietà. L’ultima riforma della sanità nazionale, lamenta, risale agli anni ’90. Vanno adottate politiche che rafforzino la prevenzione perché se è vero che non si può intervenire sulle condizioni genetiche, si può e si deve intervenire sui fattori di rischio: alimentazione errata, sedentarietà, fumo, alcol e stress e, da non sottovalutare, l’ambiente. Non dimentichiamo che un tumore su tre è prevenibile perché deriva dallo stile di vita.
​E in caso di malattia che fare? domando. Numerosi studi suggeriscono che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea è associata a un migliore controllo dell’infiammazione e, in alcune tipologie di tumore, a esiti clinici più favorevoli. 
Una conquista c’è, conclude ottimista il dottore Sergio: in tre regioni, Sicilia, Campania e Lombardia, sono stati avviati screening nutrizionali per malati oncologici per evitare forme di malnutrizione, il biologo nutrizionista è entrato nello staff. ☺

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