I recenti fatti che hanno colpito l’Italia quali la crisi economica e sociale, le crisi ambientali, ed ora anche un terremoto, prevenibile nei suoi danni e nelle perdite di vite umane, hanno messo ancor di più in evidenza che questo è un paese in croce. A volte, come in questo caso, da legislazioni buone ed inapplicate, ed a volte da legislazioni profondamente ingiuste e pericolose. Ne è un esempio anche la legge Regionale 3/3/2009 n.8, la “Nuova disciplina in materia di organizzazione del servizio idrico integrato”, che ha finalità, come specificamente indicato nell’art.1, di dettare nuove norme in materia di organizzazione del servizio idrico integrato facendo riferimento ai principi di efficienza e di riduzione della spesa richiamati dall’art. 2, comma 38, della Legge 24/12/2007 n.244. Essa sancisce che “tutte le funzioni e i compiti assegnati all’Autorità di ambito… sono svolti dalla Regione”, sopprimendo e facendo cessare di operare l’Autorità di ambito precedentemente costituita con la citata legge regionale 5/99, ed istituendo il Comitato di ambito a cui potranno partecipare gli enti locali con semplici funzioni consultive e propositive.
Per legittimare l’emanazione della Legge Regionale n.8/09 è stato fatto riferimento all’art.2 comma 38 della L.244/2007 (Legge Finanziaria 2008), secondo il cui disposto le Regioni procedono entro il 1/7/2008 alla rideterminazione degli ambiti territoriali ottimali per la gestione del servizio idrico integrato. Tale rideterminazione deve essere effettuata secondo le finalità previste nell’art.2 comma 33 della Finanziaria 2008, le quali prevedono la possibilità per le Regioni di sopprimere o accorpare enti, agenzie od organismi titolari di funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate dagli enti territoriali e di riallocarle agli enti locali secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, al fine, quindi, di permettere un notevole risparmio per la spesa pubblica attraverso la soppressione di enti ritenuti inutili. Sopprimere propri enti e non enti emanazioni dei comuni come in questo caso. La lettera a) del comma 38 dell’art.2 L.244/2007, di primo acchito, sembra sostenere che la delimitazione dell’ambito abbia la finalità di attribuire delle funzioni, in materia di servizio idrico integrato alla Regione.
Il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, già nella segnalazione Antitrust del 22/11/2007 sul testo della legge finanziaria, segnalava l’esigenza di poter garantire con la Finanziaria 2008, e, quindi, con l’attribuzione alle Regioni delle funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato, una funzione di regolazione tecnicamente adeguata e libera dai conflitti di ruolo, ovviamente compatibilmente con le esigenze di ridimensionamento degli apparati. Infatti, l’attribuzione diretta agli enti locali delle funzioni di regolazione del settore deve necessariamente garantire che non si confondano nello stesso soggetto le funzioni di regolazione con l’attività di gestione del servizio. Purtroppo questo timore ha trovato conferma con l’emanazione della Legge Regionale n.8/09, in quanto tutte le funzioni in materia di servizio idrico integrato sono svolte dalla Regione ed il Comitato di ambito, composto da un assessore regionale competente nella materia, dai Presidenti delle Province, dai Sindaci dei Comuni di Campobasso ed Isernia, dai Sindaci di 15 Comuni individuati, hanno funzioni consultive in quanto, ai sensi dell’art.7 della legge regionale citata, la Giunta Regionale può discostarsi, con puntuale motivazione, dai pareri espressi dal Comitato. L’unica possibilità per evitare l’attribuzione di funzioni alle Regioni potrebbe essere quella di mettere in risalto che l’art.3, comma primo del D. Lgs. 152/06 dispone che “Le norme di cui al presente decreto non possono essere derogate, modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa, mediante modifica o abrogazione delle singole disposizioni in esso contenute”, mentre l’art. 2 comma 38 delle Legge finanziaria n. 244/2008, non avendo dichiarato espressamente di modificare il D.Lgs. 152/2006, non poteva legittimamente attribuire alle Regioni le funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato, sottraendole agli enti locali, in quanto, in tal modo, si è posto in contrasto con il citato decreto.
Il federalismo è già iniziato e conferma la linea di tendenza di sottrarre potere ai comuni per darlo alle regioni. Una tendenza pericolosa perché svuoterà ancor di più la reale partecipazione dei cittadini alla polis e provocherà la morte dell’Italia dei comuni. Oltre alla crisi economica che divide l’Italia longitudinalmente tra ricchi e poveri, regolari e clandestini, vi sarà con il federalismo, anche una divisione tra nord e sud, e tra cittadini e poteri forti regionali. Una croce che richiama ad una passione, che spero anticipi la rinascita di una società civile che ha voglia di giustizia. ☺
adelellis@virgilio.it
I recenti fatti che hanno colpito l’Italia quali la crisi economica e sociale, le crisi ambientali, ed ora anche un terremoto, prevenibile nei suoi danni e nelle perdite di vite umane, hanno messo ancor di più in evidenza che questo è un paese in croce. A volte, come in questo caso, da legislazioni buone ed inapplicate, ed a volte da legislazioni profondamente ingiuste e pericolose. Ne è un esempio anche la legge Regionale 3/3/2009 n.8, la “Nuova disciplina in materia di organizzazione del servizio idrico integrato”, che ha finalità, come specificamente indicato nell’art.1, di dettare nuove norme in materia di organizzazione del servizio idrico integrato facendo riferimento ai principi di efficienza e di riduzione della spesa richiamati dall’art. 2, comma 38, della Legge 24/12/2007 n.244. Essa sancisce che “tutte le funzioni e i compiti assegnati all’Autorità di ambito… sono svolti dalla Regione”, sopprimendo e facendo cessare di operare l’Autorità di ambito precedentemente costituita con la citata legge regionale 5/99, ed istituendo il Comitato di ambito a cui potranno partecipare gli enti locali con semplici funzioni consultive e propositive.
Per legittimare l’emanazione della Legge Regionale n.8/09 è stato fatto riferimento all’art.2 comma 38 della L.244/2007 (Legge Finanziaria 2008), secondo il cui disposto le Regioni procedono entro il 1/7/2008 alla rideterminazione degli ambiti territoriali ottimali per la gestione del servizio idrico integrato. Tale rideterminazione deve essere effettuata secondo le finalità previste nell’art.2 comma 33 della Finanziaria 2008, le quali prevedono la possibilità per le Regioni di sopprimere o accorpare enti, agenzie od organismi titolari di funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate dagli enti territoriali e di riallocarle agli enti locali secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, al fine, quindi, di permettere un notevole risparmio per la spesa pubblica attraverso la soppressione di enti ritenuti inutili. Sopprimere propri enti e non enti emanazioni dei comuni come in questo caso. La lettera a) del comma 38 dell’art.2 L.244/2007, di primo acchito, sembra sostenere che la delimitazione dell’ambito abbia la finalità di attribuire delle funzioni, in materia di servizio idrico integrato alla Regione.
Il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, già nella segnalazione Antitrust del 22/11/2007 sul testo della legge finanziaria, segnalava l’esigenza di poter garantire con la Finanziaria 2008, e, quindi, con l’attribuzione alle Regioni delle funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato, una funzione di regolazione tecnicamente adeguata e libera dai conflitti di ruolo, ovviamente compatibilmente con le esigenze di ridimensionamento degli apparati. Infatti, l’attribuzione diretta agli enti locali delle funzioni di regolazione del settore deve necessariamente garantire che non si confondano nello stesso soggetto le funzioni di regolazione con l’attività di gestione del servizio. Purtroppo questo timore ha trovato conferma con l’emanazione della Legge Regionale n.8/09, in quanto tutte le funzioni in materia di servizio idrico integrato sono svolte dalla Regione ed il Comitato di ambito, composto da un assessore regionale competente nella materia, dai Presidenti delle Province, dai Sindaci dei Comuni di Campobasso ed Isernia, dai Sindaci di 15 Comuni individuati, hanno funzioni consultive in quanto, ai sensi dell’art.7 della legge regionale citata, la Giunta Regionale può discostarsi, con puntuale motivazione, dai pareri espressi dal Comitato. L’unica possibilità per evitare l’attribuzione di funzioni alle Regioni potrebbe essere quella di mettere in risalto che l’art.3, comma primo del D. Lgs. 152/06 dispone che “Le norme di cui al presente decreto non possono essere derogate, modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa, mediante modifica o abrogazione delle singole disposizioni in esso contenute”, mentre l’art. 2 comma 38 delle Legge finanziaria n. 244/2008, non avendo dichiarato espressamente di modificare il D.Lgs. 152/2006, non poteva legittimamente attribuire alle Regioni le funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato, sottraendole agli enti locali, in quanto, in tal modo, si è posto in contrasto con il citato decreto.
Il federalismo è già iniziato e conferma la linea di tendenza di sottrarre potere ai comuni per darlo alle regioni. Una tendenza pericolosa perché svuoterà ancor di più la reale partecipazione dei cittadini alla polis e provocherà la morte dell’Italia dei comuni. Oltre alla crisi economica che divide l’Italia longitudinalmente tra ricchi e poveri, regolari e clandestini, vi sarà con il federalismo, anche una divisione tra nord e sud, e tra cittadini e poteri forti regionali. Una croce che richiama ad una passione, che spero anticipi la rinascita di una società civile che ha voglia di giustizia. ☺
I recenti fatti che hanno colpito l’Italia quali la crisi economica e sociale, le crisi ambientali, ed ora anche un terremoto, prevenibile nei suoi danni e nelle perdite di vite umane, hanno messo ancor di più in evidenza che questo è un paese in croce. A volte, come in questo caso, da legislazioni buone ed inapplicate, ed a volte da legislazioni profondamente ingiuste e pericolose. Ne è un esempio anche la legge Regionale 3/3/2009 n.8, la “Nuova disciplina in materia di organizzazione del servizio idrico integrato”, che ha finalità, come specificamente indicato nell’art.1, di dettare nuove norme in materia di organizzazione del servizio idrico integrato facendo riferimento ai principi di efficienza e di riduzione della spesa richiamati dall’art. 2, comma 38, della Legge 24/12/2007 n.244. Essa sancisce che “tutte le funzioni e i compiti assegnati all’Autorità di ambito… sono svolti dalla Regione”, sopprimendo e facendo cessare di operare l’Autorità di ambito precedentemente costituita con la citata legge regionale 5/99, ed istituendo il Comitato di ambito a cui potranno partecipare gli enti locali con semplici funzioni consultive e propositive.
Per legittimare l’emanazione della Legge Regionale n.8/09 è stato fatto riferimento all’art.2 comma 38 della L.244/2007 (Legge Finanziaria 2008), secondo il cui disposto le Regioni procedono entro il 1/7/2008 alla rideterminazione degli ambiti territoriali ottimali per la gestione del servizio idrico integrato. Tale rideterminazione deve essere effettuata secondo le finalità previste nell’art.2 comma 33 della Finanziaria 2008, le quali prevedono la possibilità per le Regioni di sopprimere o accorpare enti, agenzie od organismi titolari di funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle assegnate dagli enti territoriali e di riallocarle agli enti locali secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, al fine, quindi, di permettere un notevole risparmio per la spesa pubblica attraverso la soppressione di enti ritenuti inutili. Sopprimere propri enti e non enti emanazioni dei comuni come in questo caso. La lettera a) del comma 38 dell’art.2 L.244/2007, di primo acchito, sembra sostenere che la delimitazione dell’ambito abbia la finalità di attribuire delle funzioni, in materia di servizio idrico integrato alla Regione.
Il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, già nella segnalazione Antitrust del 22/11/2007 sul testo della legge finanziaria, segnalava l’esigenza di poter garantire con la Finanziaria 2008, e, quindi, con l’attribuzione alle Regioni delle funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato, una funzione di regolazione tecnicamente adeguata e libera dai conflitti di ruolo, ovviamente compatibilmente con le esigenze di ridimensionamento degli apparati. Infatti, l’attribuzione diretta agli enti locali delle funzioni di regolazione del settore deve necessariamente garantire che non si confondano nello stesso soggetto le funzioni di regolazione con l’attività di gestione del servizio. Purtroppo questo timore ha trovato conferma con l’emanazione della Legge Regionale n.8/09, in quanto tutte le funzioni in materia di servizio idrico integrato sono svolte dalla Regione ed il Comitato di ambito, composto da un assessore regionale competente nella materia, dai Presidenti delle Province, dai Sindaci dei Comuni di Campobasso ed Isernia, dai Sindaci di 15 Comuni individuati, hanno funzioni consultive in quanto, ai sensi dell’art.7 della legge regionale citata, la Giunta Regionale può discostarsi, con puntuale motivazione, dai pareri espressi dal Comitato. L’unica possibilità per evitare l’attribuzione di funzioni alle Regioni potrebbe essere quella di mettere in risalto che l’art.3, comma primo del D. Lgs. 152/06 dispone che “Le norme di cui al presente decreto non possono essere derogate, modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa, mediante modifica o abrogazione delle singole disposizioni in esso contenute”, mentre l’art. 2 comma 38 delle Legge finanziaria n. 244/2008, non avendo dichiarato espressamente di modificare il D.Lgs. 152/2006, non poteva legittimamente attribuire alle Regioni le funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato, sottraendole agli enti locali, in quanto, in tal modo, si è posto in contrasto con il citato decreto.
Il federalismo è già iniziato e conferma la linea di tendenza di sottrarre potere ai comuni per darlo alle regioni. Una tendenza pericolosa perché svuoterà ancor di più la reale partecipazione dei cittadini alla polis e provocherà la morte dell’Italia dei comuni. Oltre alla crisi economica che divide l’Italia longitudinalmente tra ricchi e poveri, regolari e clandestini, vi sarà con il federalismo, anche una divisione tra nord e sud, e tra cittadini e poteri forti regionali. Una croce che richiama ad una passione, che spero anticipi la rinascita di una società civile che ha voglia di giustizia. ☺
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