Un piano di sviluppo diffuso sul territorio, capace di integrare agro-alimentare, ambiente, turismo, beni culturali e di utilizzare al meglio le risorse rese disponibili attraverso i Fondi strutturali: questo il contenuto della proposta elaborata da Libertà e Giustizia Molise e condivisa e sostenuta da associazioni regionali della società civile e da importanti esponenti del mondo imprenditoriale e sindacale.
Il progetto di Clean Economy Molise, finalizzato a costruire un’esperienza di economia “pulita” quale tratto distintivo dell’identità regionale, è stato il tema centrale della conferenza stampa indetta dal presidente Frattura il 13.9.2013 presso la sede dell’Associazione Industriale di Termoli, e del successivo convegno su Democrazia e Sviluppo territoriale, tenutosi il 23 novembre presso il Nucleo Industriale di Termoli, alla presenza dell’ex-ministro Fabrizio Barca.
In entrambe le occasioni sulla proposta c’è stato un consenso pressoché unanime e l’impegno esplicito del presidente Frattura a procedere in tempi brevi al coinvolgimento delle parti sociali per dare concretezza all’iniziativa.
Ma a tutt’oggi di atti concreti non c’è traccia, mentre la drammaticità della crisi economica in cui versa la nostra regione impone la necessità e l’urgenza di operare scelte in grado di offrire nuove opportunità di sviluppo e di lavoro.
Libertà e Giustizia Molise, Pax Christi Molise, la fonte, Larino viva, Libera Molise, Fondazione “Lorenzo Milani”, Arca sannita, sono tra i soggetti della società civile che, consapevoli della posta in gioco, sollecitano con determinazione un rapido avvio del progetto, ben sapendo tuttavia che per il raggiungimento di tale obiettivo è insostituibile il ruolo di tutti gli attori della filiera agroalimentare, a partire dalle associazioni di categoria del comparto agricolo.
Di qui la richiesta di un incontro, collegialmente rivolta nei giorni scorsi a Coldiretti, CIA e Confagricoltura, per verificare contenuti e fattibilità della proposta e per concordare un percorso di confronto con le istituzioni regionali. ☺
Un piano di sviluppo diffuso sul territorio, capace di integrare agro-alimentare, ambiente, turismo, beni culturali e di utilizzare al meglio le risorse rese disponibili attraverso i Fondi strutturali: questo il contenuto della proposta elaborata da Libertà e Giustizia Molise e condivisa e sostenuta da associazioni regionali della società civile e da importanti esponenti del mondo imprenditoriale e sindacale.
Il progetto di Clean Economy Molise, finalizzato a costruire un’esperienza di economia “pulita” quale tratto distintivo dell’identità regionale, è stato il tema centrale della conferenza stampa indetta dal presidente Frattura il 13.9.2013 presso la sede dell’Associazione Industriale di Termoli, e del successivo convegno su Democrazia e Sviluppo territoriale, tenutosi il 23 novembre presso il Nucleo Industriale di Termoli, alla presenza dell’ex-ministro Fabrizio Barca.
In entrambe le occasioni sulla proposta c’è stato un consenso pressoché unanime e l’impegno esplicito del presidente Frattura a procedere in tempi brevi al coinvolgimento delle parti sociali per dare concretezza all’iniziativa.
Ma a tutt’oggi di atti concreti non c’è traccia, mentre la drammaticità della crisi economica in cui versa la nostra regione impone la necessità e l’urgenza di operare scelte in grado di offrire nuove opportunità di sviluppo e di lavoro.
Libertà e Giustizia Molise, Pax Christi Molise, la fonte, Larino viva, Libera Molise, Fondazione “Lorenzo Milani”, Arca sannita, sono tra i soggetti della società civile che, consapevoli della posta in gioco, sollecitano con determinazione un rapido avvio del progetto, ben sapendo tuttavia che per il raggiungimento di tale obiettivo è insostituibile il ruolo di tutti gli attori della filiera agroalimentare, a partire dalle associazioni di categoria del comparto agricolo.
Di qui la richiesta di un incontro, collegialmente rivolta nei giorni scorsi a Coldiretti, CIA e Confagricoltura, per verificare contenuti e fattibilità della proposta e per concordare un percorso di confronto con le istituzioni regionali. ☺
Un piano di sviluppo diffuso sul territorio, capace di integrare agro-alimentare, ambiente, turismo, beni culturali e di utilizzare al meglio le risorse rese disponibili attraverso i Fondi strutturali
Un piano di sviluppo diffuso sul territorio, capace di integrare agro-alimentare, ambiente, turismo, beni culturali e di utilizzare al meglio le risorse rese disponibili attraverso i Fondi strutturali: questo il contenuto della proposta elaborata da Libertà e Giustizia Molise e condivisa e sostenuta da associazioni regionali della società civile e da importanti esponenti del mondo imprenditoriale e sindacale.
Il progetto di Clean Economy Molise, finalizzato a costruire un’esperienza di economia “pulita” quale tratto distintivo dell’identità regionale, è stato il tema centrale della conferenza stampa indetta dal presidente Frattura il 13.9.2013 presso la sede dell’Associazione Industriale di Termoli, e del successivo convegno su Democrazia e Sviluppo territoriale, tenutosi il 23 novembre presso il Nucleo Industriale di Termoli, alla presenza dell’ex-ministro Fabrizio Barca.
In entrambe le occasioni sulla proposta c’è stato un consenso pressoché unanime e l’impegno esplicito del presidente Frattura a procedere in tempi brevi al coinvolgimento delle parti sociali per dare concretezza all’iniziativa.
Ma a tutt’oggi di atti concreti non c’è traccia, mentre la drammaticità della crisi economica in cui versa la nostra regione impone la necessità e l’urgenza di operare scelte in grado di offrire nuove opportunità di sviluppo e di lavoro.
Libertà e Giustizia Molise, Pax Christi Molise, la fonte, Larino viva, Libera Molise, Fondazione “Lorenzo Milani”, Arca sannita, sono tra i soggetti della società civile che, consapevoli della posta in gioco, sollecitano con determinazione un rapido avvio del progetto, ben sapendo tuttavia che per il raggiungimento di tale obiettivo è insostituibile il ruolo di tutti gli attori della filiera agroalimentare, a partire dalle associazioni di categoria del comparto agricolo.
Di qui la richiesta di un incontro, collegialmente rivolta nei giorni scorsi a Coldiretti, CIA e Confagricoltura, per verificare contenuti e fattibilità della proposta e per concordare un percorso di confronto con le istituzioni regionali. ☺
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