Nel medesimo truogolo. Il Molise a 14 anni dal terremoto, tra sprechi, beffe e assurdi
8 Novembre 2016
La Fonte (351 articles)
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Nel medesimo truogolo. Il Molise a 14 anni dal terremoto, tra sprechi, beffe e assurdi

Quattordici anni fa un terremoto di elevata intensità ha scosso il Molise in quella parte di territorio contenuta tra il lago di Guardialfiera e quello di Occhito, più nota come terra del Sacramento: il posto in cui oggi viviamo o crediamo di farlo. Crollò una scuola, la Jovine, guarda il caso, morirono 27 bambini insieme alla loro maestra, ci furono anche altre due vittime ma non hanno fatto mai notizia. L’Italia tutta intera restò attonita. Tutti fecero a gara per farci sentire la loro vicinanza. Non fummo in grado, allora, di liberarci dal nostro destino, non lo siamo oggi, ancora più depressi di prima. Continuiamo ogni anno a sfilare per le strade di quel borgo per ricordare al mondo che i bambini vanno protetti prima di ogni cosa e poi scopriamo che per loro quasi nulla è stato fatto.

Nonostante i nostri 27 bambini morti sotto le macerie della Jovine, le scuole non sono ancora sicure

[caption id="attachment_16517" align="alignright" width="300"]san giuliano di puglia scuola jovine La scuola Jovine di S. Giuliano di Puglia dopo il terremoto del 2002[/caption]

Animati da capipopolo senza scrupoli abbiamo pensato molto, in questi anni, al passato e poco al futuro. Questa tragedia avrebbe dovuto insegnarci che tutelare i bambini è il compito primario di ogni società evoluta; scopriamo, senza restarne sorpresi, che una scuola appena ristrutturata è crollata nel comune di Amatrice, non si sa bene se in occasione o a causa del sisma. Avremmo auspicato che il presidente del comitato vittime di San Giuliano di Puglia si fosse speso, in questi anni, anche sfruttando il suo elevato carico di credibilità, perché a nessun bambino potesse accadere ciò che è stato riservato ai nostri, e avesse rivolto lo sguardo verso chi, ogni giorno, lotta contro le ingiustizie prodotte dagli uomini: è bene ricordarlo, non fu il terremoto a uccidere quei bambini e tuttavia ancora oggi non tutte le nostre scuole sono state messe in sicurezza.

In questi anni con l’aiuto di qualche sceriffo abbiamo distillato odio in quantità, nella speranza che una condanna potesse placare il dolore. Per far rinascere una comunità colpita così duramente sarebbe stato invece giusto elevare quel piccolo borgo a centro regionale per la sicurezza dei bambini, affidando a ognuno dei genitori colpiti un ruolo di verifica e controllo della sicurezza di tutte le scuole molisane; avremmo dato un senso alla loro vita oltre che al sacrificio dei loro bambini, ed oggi le scuole della regione sarebbero tutte più sicure.

“Esperti” di ricostruzione. In Molise i comuni del “cratere” sono lievitati da 14 a 83 e i fondi per lo sviluppo economico son finiti per la campagna elettorale di Iorio.

[caption id="attachment_17198" align="alignleft" width="251"]iorio-ansa-258 Michele Iorio – campagna elettorale coi fondi del terremoto[/caption]

Nonostante l’evidente fallimento della gestione post sisma, in Molise, qualche bullo di paese si ostina a sostenere di essere il più bello del bigoncio e si candida, meschino, a gestire la ricostruzione di Amatrice al posto di Vasco Errani. Purtroppo la mamma dei cretini è sempre incinta e in qualche caso il cretino diventa anche sindaco, ma questo è il pegno che ogni democrazia deve pagare. Il rischio che qualche megalomane possa occuparsi della ricostruzione del proprio comune non ci distoglie dalla convinzione che, se si fosse affidata la gestione post sisma ai sindaci del “cratere”, almeno si sarebbe evitato il fenomeno della lievitazione, e i 14 comuni destinatari dei benefici finanziari non sarebbero diventati 83, così come i fondi stanziati per lo sviluppo economico sarebbero stati utilizzati per la ripresa produttiva dell’area del sisma, e non per la campagna elettorale di Michele Iorio.

Queste cose le ha dette pochi giorni fa, in maniera più sobria, il dr. Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione e non la solita “stampa spazzatura” nemica di Iorio, che tuttavia con altri toni le denuncia, inascoltata, da oltre dieci anni. Le tre misure messe in campo nell’era dell’emergenza – il commissariamento, l’allargamento dell’area del cratere e la campagna elettorale dell’ex presidente – hanno comportato l’esclusione dal programma di ricostruzione di un consistente numero di interventi di classe “A”, oltre cento, a detta dell’Avvocatura dello Stato che difende gli interessi della regione, causa l’insufficienza dei fondi.

La Regione Molise in tribunale contro i terremotati esclusi dai benefici della ricostruzione

L’aria purtroppo non è cambiata con il cambio della guardia, i riti neanche. I nuovi governanti, che ogni anno “vanno a battersi il petto” a San Giuliano di Puglia, invece di affrontare il problema di chi ha perso la casa, combattono, ad armi impari e con i nostri soldi, contro quei terremotati ingiustamente esclusi dai benefici destinati alla ricostruzione. Dal tenore delle loro memorie difensive è facile intuire che lo scopo perseguito dagli inquilini di via Genova è solo quello di guadagnare tempo per lasciare ad altri ciò che hanno trovato; rinunciando al mandato ricevuto dagli elettori molisani, da oltre tre anni continuano a frapporre, tra loro e questa categoria di terremotati, un campionario variegato di ostacoli giuridici, con l’auspicio che qualcuno abbocchi; consapevoli di avere torto, invece di elaborare percorsi politici credibili, si affidano alla sorte, nella speranza che qualcuno passi a miglior vita, qualcun’altro se ne vada a vivere altrove ed altri ancora, esausti, si arrendano. La dimostrazione che questi signori lavorano senza sosta contro la ricostruzione sta nel fatto che, invece di ottemperare alle condanne da parte dei giudici amministrativi, le quali impongono alla regione di riconsiderare le scelte fatte “in assenza di motivazioni plausibili”, al contrario riconfermano in toto non solo il loro operato ma anche quello dei loro predecessori con la generica, oltre che ridicola promessa di un non meglio precisato finanziamento aggiuntivo per i più sfigati.

[caption id="attachment_17196" align="alignright" width="147"]raffaele-cantone-corruzione-matteo-renzi-20 Raffaele Cantone, Autorità Nazionale Anti Corruzione[/caption]

Raffaele Cantone: soldi spesi per soddisfare una “miope logica elettorale”

Dalla nuova giunta ci saremmo aspettati un’indagine conoscitiva per capire se queste numerose esclusioni siano state solo il frutto di errori commessi in buona fede – avremmo magari scoperto che ha torto il dr. Cantone quando afferma: “non sempre i soldi spesi per la ricostruzione sono andati nella giusta direzione se non, spesso, nelle logiche di favorire comunità, organizzazioni, in una miope logica elettorale” – e ha invece ragione il presidente Iorio quando, rispondendo al suo accusatore, dichiara: “il lavoro della spesa di quei fondi è passato al setaccio di inchieste e processi tanto che i suoi stessi colleghi della Procura hanno accertato l’inesistenza di qualunque ipotesi di reato. Noi che assistiamo a questa pantomima ormai da tanto tempo, restiamo dell’idea che i politicanti di questa regione sono fatti tutti della stessa pasta e si alimentano tutti nel medesimo truogolo.☺

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