“Non dare retta a chi ti indica scorciatoie, prova a osare strade difficili, evita tutto ciò che è comodo e diffida da chi te lo propone”, scrive in un suo libro Paolo Crepet. Guarda caso esso è intitolato I figli non crescono più. Abbiamo mai riflettuto noi ragazzi (e non solo) sul nostro modo di ragionare? Bene: costretti a scegliere tra una strada più facile ed una più difficile, quale prendiamo? Indubbiamente la prima. Senza nemmeno rifletterci. Optiamo per quella facile non perché siamo sicuri che sia quella giusta ma perché è quella comoda.
Nessuno credo sia attratto dalle responsabilità: ci piace vivere spensierati e spesso fingiamo di non essere consapevoli delle difficoltà che invece siamo costretti a superare. Proviamo ad immaginare una vita senza ostacoli: bah… senz'altro sarebbe più facile, ma di certo darebbe spazio alla monotonia, e sono sicura che anche quella ci stancherebbe presto. La vita è fatta di gioie e dolori, sorrisi e pianti, felicità e tristezza. È un misto di sentimenti, un’altalena di emozioni.
La vera identità degli ostacoli non è quella che siamo portati ad attribuirgli noi, bensì un'altra. La vita è fatta di sfide e quando ci troviamo a doverne affrontare una, invece di perdere tempo a disperarci, dovremo trovare il modo di vincerla. Più che pensare di metterci in competizione con gli altri, proviamo a metterci in competizione con noi stessi! Gli ostacoli che oggi ci appaiono come problemi irrisolvibili, domani li ringrazieremo poiché ci faranno diventare più forti e grazie a loro saremo ciò che diventeremo. Purtroppo adesso non proviamo a riflettere sul motivo per cui siamo portati a confrontarci con problemi, con situazioni particolari e, quando ci tocca, reagiamo di malavoglia.
Ci piacerebbe trovare ogni volta una strada facile per imboccarla ad occhi chiusi e, se fatta di incroci, perché no, trovare anche dei segnali durante il nostro cammino che ci indichino come proseguire, naturalmente continuando per ciò che è più semplice, in modo che non dobbiamo sforzarci minimamente. Invece no. Ci tocca anche sbagliare. Ci tocca sbagliare per capire, per pensare, per riflettere. Ci tocca sbagliare per non fare di nuovo lo stesso errore. Ci tocca sbagliare per imparare. Bah, certo, sarebbe più facile trovare indicazioni del tipo “gira a destra”, “vai dritto”, o ancora “questo amico ti sta ingannando”,“è con lui che puoi confidarti”, “questo è il mestiere che devi fare”, ecc.
A questo punto conviene andare a fare l’attore almeno ci si guadagna da vivere. Ma davvero saremo più contenti a recitare la parte leggendo un copione di cui non conosciamo nemmeno il regista e quale sarà il nostro destino? Davvero preferiremo non trovare nessun ostacolo nel nostro percorso, ostacolo che, pensandoci bene, se superato ci porta ad essere soddisfatti di noi stessi? Segnali del genere li troviamo solo per strada quando siamo in auto. E sapete il motivo? Perchè se sbagliamo non possiamo rimediare all’errore commesso, ma nella vita no, non funziona così. E per fortuna. Nella vita non è mai troppo tardi.
Non è mai troppo tardi per cambiare qualcosa e renderla migliore, per rimediare ad un errore, per chiedere scusa, per cercare la verità, per aiutare.
Non è mai troppo tardi per amare. Non è mai troppo tardi per essere felici. ☺
“Non dare retta a chi ti indica scorciatoie, prova a osare strade difficili, evita tutto ciò che è comodo e diffida da chi te lo propone”, scrive in un suo libro Paolo Crepet. Guarda caso esso è intitolato I figli non crescono più. Abbiamo mai riflettuto noi ragazzi (e non solo) sul nostro modo di ragionare? Bene: costretti a scegliere tra una strada più facile ed una più difficile, quale prendiamo? Indubbiamente la prima. Senza nemmeno rifletterci. Optiamo per quella facile non perché siamo sicuri che sia quella giusta ma perché è quella comoda.
Nessuno credo sia attratto dalle responsabilità: ci piace vivere spensierati e spesso fingiamo di non essere consapevoli delle difficoltà che invece siamo costretti a superare. Proviamo ad immaginare una vita senza ostacoli: bah… senz'altro sarebbe più facile, ma di certo darebbe spazio alla monotonia, e sono sicura che anche quella ci stancherebbe presto. La vita è fatta di gioie e dolori, sorrisi e pianti, felicità e tristezza. È un misto di sentimenti, un’altalena di emozioni.
La vera identità degli ostacoli non è quella che siamo portati ad attribuirgli noi, bensì un'altra. La vita è fatta di sfide e quando ci troviamo a doverne affrontare una, invece di perdere tempo a disperarci, dovremo trovare il modo di vincerla. Più che pensare di metterci in competizione con gli altri, proviamo a metterci in competizione con noi stessi! Gli ostacoli che oggi ci appaiono come problemi irrisolvibili, domani li ringrazieremo poiché ci faranno diventare più forti e grazie a loro saremo ciò che diventeremo. Purtroppo adesso non proviamo a riflettere sul motivo per cui siamo portati a confrontarci con problemi, con situazioni particolari e, quando ci tocca, reagiamo di malavoglia.
Ci piacerebbe trovare ogni volta una strada facile per imboccarla ad occhi chiusi e, se fatta di incroci, perché no, trovare anche dei segnali durante il nostro cammino che ci indichino come proseguire, naturalmente continuando per ciò che è più semplice, in modo che non dobbiamo sforzarci minimamente. Invece no. Ci tocca anche sbagliare. Ci tocca sbagliare per capire, per pensare, per riflettere. Ci tocca sbagliare per non fare di nuovo lo stesso errore. Ci tocca sbagliare per imparare. Bah, certo, sarebbe più facile trovare indicazioni del tipo “gira a destra”, “vai dritto”, o ancora “questo amico ti sta ingannando”,“è con lui che puoi confidarti”, “questo è il mestiere che devi fare”, ecc.
A questo punto conviene andare a fare l’attore almeno ci si guadagna da vivere. Ma davvero saremo più contenti a recitare la parte leggendo un copione di cui non conosciamo nemmeno il regista e quale sarà il nostro destino? Davvero preferiremo non trovare nessun ostacolo nel nostro percorso, ostacolo che, pensandoci bene, se superato ci porta ad essere soddisfatti di noi stessi? Segnali del genere li troviamo solo per strada quando siamo in auto. E sapete il motivo? Perchè se sbagliamo non possiamo rimediare all’errore commesso, ma nella vita no, non funziona così. E per fortuna. Nella vita non è mai troppo tardi.
Non è mai troppo tardi per cambiare qualcosa e renderla migliore, per rimediare ad un errore, per chiedere scusa, per cercare la verità, per aiutare.
Non è mai troppo tardi per amare. Non è mai troppo tardi per essere felici. ☺
“Non dare retta a chi ti indica scorciatoie, prova a osare strade difficili, evita tutto ciò che è comodo e diffida da chi te lo propone”, scrive in un suo libro Paolo Crepet. Guarda caso esso è intitolato I figli non crescono più. Abbiamo mai riflettuto noi ragazzi (e non solo) sul nostro modo di ragionare? Bene: costretti a scegliere tra una strada più facile ed una più difficile, quale prendiamo? Indubbiamente la prima. Senza nemmeno rifletterci. Optiamo per quella facile non perché siamo sicuri che sia quella giusta ma perché è quella comoda.
Nessuno credo sia attratto dalle responsabilità: ci piace vivere spensierati e spesso fingiamo di non essere consapevoli delle difficoltà che invece siamo costretti a superare. Proviamo ad immaginare una vita senza ostacoli: bah… senz'altro sarebbe più facile, ma di certo darebbe spazio alla monotonia, e sono sicura che anche quella ci stancherebbe presto. La vita è fatta di gioie e dolori, sorrisi e pianti, felicità e tristezza. È un misto di sentimenti, un’altalena di emozioni.
La vera identità degli ostacoli non è quella che siamo portati ad attribuirgli noi, bensì un'altra. La vita è fatta di sfide e quando ci troviamo a doverne affrontare una, invece di perdere tempo a disperarci, dovremo trovare il modo di vincerla. Più che pensare di metterci in competizione con gli altri, proviamo a metterci in competizione con noi stessi! Gli ostacoli che oggi ci appaiono come problemi irrisolvibili, domani li ringrazieremo poiché ci faranno diventare più forti e grazie a loro saremo ciò che diventeremo. Purtroppo adesso non proviamo a riflettere sul motivo per cui siamo portati a confrontarci con problemi, con situazioni particolari e, quando ci tocca, reagiamo di malavoglia.
Ci piacerebbe trovare ogni volta una strada facile per imboccarla ad occhi chiusi e, se fatta di incroci, perché no, trovare anche dei segnali durante il nostro cammino che ci indichino come proseguire, naturalmente continuando per ciò che è più semplice, in modo che non dobbiamo sforzarci minimamente. Invece no. Ci tocca anche sbagliare. Ci tocca sbagliare per capire, per pensare, per riflettere. Ci tocca sbagliare per non fare di nuovo lo stesso errore. Ci tocca sbagliare per imparare. Bah, certo, sarebbe più facile trovare indicazioni del tipo “gira a destra”, “vai dritto”, o ancora “questo amico ti sta ingannando”,“è con lui che puoi confidarti”, “questo è il mestiere che devi fare”, ecc.
A questo punto conviene andare a fare l’attore almeno ci si guadagna da vivere. Ma davvero saremo più contenti a recitare la parte leggendo un copione di cui non conosciamo nemmeno il regista e quale sarà il nostro destino? Davvero preferiremo non trovare nessun ostacolo nel nostro percorso, ostacolo che, pensandoci bene, se superato ci porta ad essere soddisfatti di noi stessi? Segnali del genere li troviamo solo per strada quando siamo in auto. E sapete il motivo? Perchè se sbagliamo non possiamo rimediare all’errore commesso, ma nella vita no, non funziona così. E per fortuna. Nella vita non è mai troppo tardi.
Non è mai troppo tardi per cambiare qualcosa e renderla migliore, per rimediare ad un errore, per chiedere scusa, per cercare la verità, per aiutare.
Non è mai troppo tardi per amare. Non è mai troppo tardi per essere felici. ☺
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