“Non è per contraddire BaracK Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l'Italia. Dove è possibile che il capogruppo del partito di maggioranza commenti l'elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. È possibile che il leader di un altro partito di governo abbia definito "bingo bongo" gli africani. È possibile che un altro autorevole leader di quel partito abbia definito "culattoni" gli omosessuali. È possibile che un sindaco del Nord inviti a trattare gli immigrati come "leprotti", a fucilate. È possibile che Marcello Dell'Utri (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della Repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. È possibile che il premier, proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. È possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. È possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. È possibile che un ex presidente della Repubblica rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato”. Michele Derra su Repubblica.
* * *
“La moglie di Obama per fare la first lady ha dovuto levarsi i pantaloni. Da noi c’e’ chi per fare il ministro ha dovuto togliersi le mutande”. Battuta greve di striscia la notizia.
* * *
Quando Berlusconi incontra Obama gli dirà: "Anche io da giovane sono stato negro”.
* * *
"E se Berlusconi incontra Mandela è capace di dirgli: "Troppe lampade, eh?" Da un blog.
* * *
La battutaccia di Berlusconi ha fatto immediatamente il giro del mondo, blog e giornali.
"Berlusconi, che personalmente porta una abbronzatura perenne, è famoso per le sue battute inappropriate" e le elenca. L'Herald Tribune.
* * *
Occorre ricordare a Berlusconi e alla Lega che in Occidente esiste un termine, "political correct", che indica una correttezza del linguaggio politico. Sarà meglio che se la imparino prima di rischiare l'incidente diplomatico! Ma che anche la mettano in pratica!
Sempre se non si vuol fare la figura dei baluba.
* * *
“E ci è anche andata bene che non lo ha chiamato faccetta nera!” Il Manifesto.
* * *
Titolo: Obama abbronzato. Veltroni nero.
* * *
Questo individuo, questa ‘opera pop’, come lo chiama Ferrara, è la dimostrazione che i ‘quatrini’ non ti danno la classe ne’l’intelligenza. Col DNA non c’e’ nulla da fare e questa classe di governo ha il DNA dei cafoni.
* * *
“Conquistare l’Abruzzo saranno cavoli amari ma intanto l’Ohio è nostro”. La battuta folgorante di Parisi. Come dicevano gli albanesi, “Noi e i cinesi siamo un miliardo di abitanti”.
* * *
L'unica funzione delle previsioni economiche è quella di far apparire rispettabile l'astrologia. John Kenneth Galbraith.
* * *
Visto il coro di critiche, Berlusconi ha dato di imbecille a tutti!
Nel coro di rampogne, l'unico a favore è il Foglio di Ferrara, che si chiede: "E che sarà mai?".
E che sarà mai un par di zeri! Ci sono guerre che sono scoppiate per una virgola spostata, le battute di Berlusconi non ci procureranno delle guerre ma certo non favoriranno delle amicizie. Intanto Obama penserà che il governo italiano sia in mano a dei razzisti e questo non concilierà buoni rapporti. Che poi nell'acclamazione di tutto il mondo, l’unica nota stonata sia venuta proprio dal nostro paese non è cosa che ci procura grande soddisfazione. Cresce il rigetto di questo leader incapace che è indegno del ruolo che copre e che ogni giorno cresce nella propria ignominia. Difficile fare il signore quando si nasce buffone, ma ci sono dei buffoni di vaglia che danno punti anche al re e altri che guitti sono e guitti restano.
La posizione di Ferrara comunque è "appecorata", termine che Berlusconi ha voluto usare per la stampa a lui nemica e da cui Augias si è sottratto con molta dignità, aggiungendo che la lingua italiana è una delle più belle e ricche del mondo e non sarebbe il caso di involgarirla con neologismi poco raffinati! ☺
ninive@aliceposta.it
“Non è per contraddire BaracK Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l'Italia. Dove è possibile che il capogruppo del partito di maggioranza commenti l'elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. È possibile che il leader di un altro partito di governo abbia definito "bingo bongo" gli africani. È possibile che un altro autorevole leader di quel partito abbia definito "culattoni" gli omosessuali. È possibile che un sindaco del Nord inviti a trattare gli immigrati come "leprotti", a fucilate. È possibile che Marcello Dell'Utri (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della Repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. È possibile che il premier, proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. È possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. È possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. È possibile che un ex presidente della Repubblica rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato”. Michele Derra su Repubblica.
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“La moglie di Obama per fare la first lady ha dovuto levarsi i pantaloni. Da noi c’e’ chi per fare il ministro ha dovuto togliersi le mutande”. Battuta greve di striscia la notizia.
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Quando Berlusconi incontra Obama gli dirà: "Anche io da giovane sono stato negro”.
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"E se Berlusconi incontra Mandela è capace di dirgli: "Troppe lampade, eh?" Da un blog.
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La battutaccia di Berlusconi ha fatto immediatamente il giro del mondo, blog e giornali.
"Berlusconi, che personalmente porta una abbronzatura perenne, è famoso per le sue battute inappropriate" e le elenca. L'Herald Tribune.
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Occorre ricordare a Berlusconi e alla Lega che in Occidente esiste un termine, "political correct", che indica una correttezza del linguaggio politico. Sarà meglio che se la imparino prima di rischiare l'incidente diplomatico! Ma che anche la mettano in pratica!
Sempre se non si vuol fare la figura dei baluba.
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“E ci è anche andata bene che non lo ha chiamato faccetta nera!” Il Manifesto.
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Titolo: Obama abbronzato. Veltroni nero.
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Questo individuo, questa ‘opera pop’, come lo chiama Ferrara, è la dimostrazione che i ‘quatrini’ non ti danno la classe ne’l’intelligenza. Col DNA non c’e’ nulla da fare e questa classe di governo ha il DNA dei cafoni.
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“Conquistare l’Abruzzo saranno cavoli amari ma intanto l’Ohio è nostro”. La battuta folgorante di Parisi. Come dicevano gli albanesi, “Noi e i cinesi siamo un miliardo di abitanti”.
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L'unica funzione delle previsioni economiche è quella di far apparire rispettabile l'astrologia. John Kenneth Galbraith.
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Visto il coro di critiche, Berlusconi ha dato di imbecille a tutti!
Nel coro di rampogne, l'unico a favore è il Foglio di Ferrara, che si chiede: "E che sarà mai?".
E che sarà mai un par di zeri! Ci sono guerre che sono scoppiate per una virgola spostata, le battute di Berlusconi non ci procureranno delle guerre ma certo non favoriranno delle amicizie. Intanto Obama penserà che il governo italiano sia in mano a dei razzisti e questo non concilierà buoni rapporti. Che poi nell'acclamazione di tutto il mondo, l’unica nota stonata sia venuta proprio dal nostro paese non è cosa che ci procura grande soddisfazione. Cresce il rigetto di questo leader incapace che è indegno del ruolo che copre e che ogni giorno cresce nella propria ignominia. Difficile fare il signore quando si nasce buffone, ma ci sono dei buffoni di vaglia che danno punti anche al re e altri che guitti sono e guitti restano.
La posizione di Ferrara comunque è "appecorata", termine che Berlusconi ha voluto usare per la stampa a lui nemica e da cui Augias si è sottratto con molta dignità, aggiungendo che la lingua italiana è una delle più belle e ricche del mondo e non sarebbe il caso di involgarirla con neologismi poco raffinati! ☺
“Non è per contraddire BaracK Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l'Italia. Dove è possibile che il capogruppo del partito di maggioranza commenti l'elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. È possibile che il leader di un altro partito di governo abbia definito "bingo bongo" gli africani. È possibile che un altro autorevole leader di quel partito abbia definito "culattoni" gli omosessuali. È possibile che un sindaco del Nord inviti a trattare gli immigrati come "leprotti", a fucilate. È possibile che Marcello Dell'Utri (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della Repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. È possibile che il premier, proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. È possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. È possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. È possibile che un ex presidente della Repubblica rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato”. Michele Derra su Repubblica.
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“La moglie di Obama per fare la first lady ha dovuto levarsi i pantaloni. Da noi c’e’ chi per fare il ministro ha dovuto togliersi le mutande”. Battuta greve di striscia la notizia.
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Quando Berlusconi incontra Obama gli dirà: "Anche io da giovane sono stato negro”.
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"E se Berlusconi incontra Mandela è capace di dirgli: "Troppe lampade, eh?" Da un blog.
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La battutaccia di Berlusconi ha fatto immediatamente il giro del mondo, blog e giornali.
"Berlusconi, che personalmente porta una abbronzatura perenne, è famoso per le sue battute inappropriate" e le elenca. L'Herald Tribune.
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Occorre ricordare a Berlusconi e alla Lega che in Occidente esiste un termine, "political correct", che indica una correttezza del linguaggio politico. Sarà meglio che se la imparino prima di rischiare l'incidente diplomatico! Ma che anche la mettano in pratica!
Sempre se non si vuol fare la figura dei baluba.
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“E ci è anche andata bene che non lo ha chiamato faccetta nera!” Il Manifesto.
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Titolo: Obama abbronzato. Veltroni nero.
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Questo individuo, questa ‘opera pop’, come lo chiama Ferrara, è la dimostrazione che i ‘quatrini’ non ti danno la classe ne’l’intelligenza. Col DNA non c’e’ nulla da fare e questa classe di governo ha il DNA dei cafoni.
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“Conquistare l’Abruzzo saranno cavoli amari ma intanto l’Ohio è nostro”. La battuta folgorante di Parisi. Come dicevano gli albanesi, “Noi e i cinesi siamo un miliardo di abitanti”.
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L'unica funzione delle previsioni economiche è quella di far apparire rispettabile l'astrologia. John Kenneth Galbraith.
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Visto il coro di critiche, Berlusconi ha dato di imbecille a tutti!
Nel coro di rampogne, l'unico a favore è il Foglio di Ferrara, che si chiede: "E che sarà mai?".
E che sarà mai un par di zeri! Ci sono guerre che sono scoppiate per una virgola spostata, le battute di Berlusconi non ci procureranno delle guerre ma certo non favoriranno delle amicizie. Intanto Obama penserà che il governo italiano sia in mano a dei razzisti e questo non concilierà buoni rapporti. Che poi nell'acclamazione di tutto il mondo, l’unica nota stonata sia venuta proprio dal nostro paese non è cosa che ci procura grande soddisfazione. Cresce il rigetto di questo leader incapace che è indegno del ruolo che copre e che ogni giorno cresce nella propria ignominia. Difficile fare il signore quando si nasce buffone, ma ci sono dei buffoni di vaglia che danno punti anche al re e altri che guitti sono e guitti restano.
La posizione di Ferrara comunque è "appecorata", termine che Berlusconi ha voluto usare per la stampa a lui nemica e da cui Augias si è sottratto con molta dignità, aggiungendo che la lingua italiana è una delle più belle e ricche del mondo e non sarebbe il caso di involgarirla con neologismi poco raffinati! ☺
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