libri: “Contro l’oligarchia”  di Bernie Sanders
8 Luglio 2026
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libri: “Contro l’oligarchia” di Bernie Sanders

Bernie Sanders, in Contro l’ oligarchia (Chiare- lettere 2026), partendo dalla  descrizione della società statunitense e dei rapporti di potere in essa esistenti, individua molto bene chi comanda realmente nel mondo contemporaneo; spiega come siamo condizionati in un sistema in cui pochi individui estremamente ricchi controllano la vita economica, politica e mediatica di una nazione. È un sistema in cui le possibilità reali delle persone normali di determinare il proprio futuro è assolutamente minimo e di sola facciata.
Negli Stati Uniti d’America di oggi ci sono molte più disuguaglianze che in qualsiasi altro momento nella storia della nazione. Mentre i ricchi diventano sempre più ricchi, la classe media fatica a pagare l’affitto o a mettere il cibo in tavola, senza parlare delle costosissime e privatizzate spese sanitarie. I poveri vivono nella totale sussistenza, subalternità e disperazione. Un solo uomo, Elon Musk, possiede più ricchezza del 52% delle famiglie americane più povere, con un patrimonio di 400 miliardi di dollari.
Ma non sono solo le disparità di reddito a fare di questo sistema un’oligarchia. Oggi negli Stati Uniti troviamo una concentrazione di proprietà mai vista prima, con poche grandi aziende che controllano settori su settori dell’economia e influenzano tutte le scelte politiche. “Volete sapere perché nei negozi di alimentari di questo Paese i prezzi della carne di manzo, di maiale e di pollo sono così alti? Be’, forse dipende dal fatto che appena quattro aziende americane controllano l’80% della lavorazione della carne bovina, il 70% di quella suina e quasi il 60% del pollame”.
Questo avviene anche per i trasporti, i servizi finanziari, l’energia, la sanità, le grandi aziende tecnologiche. Negli USA una piccola manciata di multinazionali decide cosa viene prodotto, come vengono trattati i dipendenti e i prezzi dei prodotti. Chi possiede queste multinazionali? Vanguard, BlackRock e State Street, tre aziende di Wall Street che hanno un’influenza assoluta su centinaia di altre aziende, tra cui General Motors o Ford.
Anche i mass media sono controllati da un pugno di giganteschi conglomerati internazionali, di proprietà di pochissimi ultramiliardari. Tutto tace perciò riguardo alla classe lavoratrice: non c’è mai stato un programma televisivo incentrato sul motivo per cui gli Stati Uniti non garantiscono l’ assistenza sanitaria per tutti i cittadini né assicurano congedi retribuiti per motivi familiari e medici.
L’oligarchia odierna è rappresentata da Elon Musk, che possiede X (ex Twitter); Jeff Bezos, che possiede il Washington Post, Amazon Prime e Twitch; Mark Zuckerberg proprietario di Meta, che controlla Instagram, Facebook e WhatsApp; Larry Ellison ha appena acquistato la Paramount, che controlla la CBS; Rupert Murdoch possiede la Fox, il Wall Street Journal, il New York Post, la HarperCollins e altri media di destra in tutto il mondo. I miliardari possiedono e controllano praticamente tutti i maggiori quotidiani e le principali reti radiofoniche degli StatiUniti.
La loro influenza in campo politico è ben visibile. Le elezioni americane ormai riguardano sempre meno i candidati e le idee. Hanno a che fare piuttosto con la competizione tra gli spot pubblicitari prodotti da comitati sotto il controllo dei miliardari. Nel luglio 2025, i repubblicani hanno approvato la legge che garantisce sgravi fiscali per 1.000 miliardi di dollari all’1% più ricco della popolazione, ma dall’altro prevede tagli massicci al programma di assistenza sanitaria Medicaid, all’ aiuto alimentare per i poveri e all’istruzione pubblica.
L’autore, riferendosi alle azioni di Israele verso la popolazione della Striscia di Gaza, sostiene che i parlamentari americani ne siano ampiamente al corrente e molti di loro sono disgustati dal comportamento di Netanyahu. Ma allora perché continuano a votare per sostenerla con miliardi di dollari statunitensi? Se votassero contro gli aiuti militari a Israele, dovrebbero vedersela con una forte opposizione da parte del Comitato per gli affari pubblici israelo-americani, AIPAC). E non si tratta di una minaccia a vuoto: alcuni punti fondamentali della politica estera sono oggi decisi dai potenti comitati di azione politica e dai miliardari che li finanziano.
L’oligarchia non ha un impatto soltanto sulla vita economica e politica, ma anche sulla nostra cultura. L’avidità delle aziende e la ricerca incessante del profitto decidono in larga misura i film che vediamo, la musica che ascoltiamo e ciò che i nostri figli considerano cool. Il potere degli oligarchi continua a crescere, costringendo la democrazia a stare sulla difensiva. In mezzo a tutto questo, Donald Trump aiutato da tutti i maggiori oligarchi con miliardari di dollari nella campagna elettorale vince le elezioni presidenziali. E stiamo vedendo a che situazione estremamente pericolosa e terrificante l’oligarca Trump sta portando il mondo intero!☺

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