L’ineffabile roberto ruta
19 Maggio 2024
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L’ineffabile roberto ruta

Ci risiamo, lo schema nel centrosinistra è sempre lo stesso: quando c’é qualcuno che intende innovare, si lavora per abbatterlo; quando invece non c’è, i cacicchi si moltiplicano come i vermi nel formaggio e ognuno gioca in proprio questa partita, quasi sempre promuovendo gli scarti della Destra. Il motto degli strateghi del centrosinistra è ormai contenuto nella sua idea fondante: se il candidato non sono io è meglio che vinca l’avversario. È ormai da più di vent’anni che questa idea ha inquinato la Sinistra italiana e ancora di più quella molisana. Il primo sintomo si registrò con lo storico ribaltone del governo Veneziale, quando uno dei protagonisti di quella porcata, l’ineffabile Roberto Ruta, che chiameremo Jep, si sedette sullo scranno più alto del Consiglio regionale con gli stessi voti che permisero a Iorio di diventare Presidente della Giunta. Ci fu, poco dopo, un contro-ribaltone che permise al vecchio Presidente di tornare al suo posto: quello che invece non cambiò allora, e non cambiò mai, fu il Presidente del Consiglio regionale.
Dopo quella cura, neanche un cavallo da corsa ce l’avrebbe fatta a sopravvivere. Il povero Veneziale uscì dalla scena politica con le ossa rotte. Non fu così per il Presidente del Consiglio che in seguito all’ indubbio successo elettorale si autoproclamò Principe Azzurro della politica molisana. Nella giunta Di Stasi ricoprì il ruolo di vicepresidente e dopo alcuni starnazzamenti decise di cambiare posto con quello più comodo di parlamentare. Di Stasi, allora, ebbe l’infelice idea di comunicare, urbi et orbi, che avrebbe voluto rivoltare la Regione come un pedalino, e meno male che il suo ex vice rassicurò tutti al grido: “non preoccupatevi, non accadrà, perché il prossimo presidente sarò io e non lui”. Naturalmente vinse Iorio e il centrodestra ancora governa incontrastato da circa ventitre anni. Voglio precisare, ho detto ventitre anni e non diciotto perché nessun politico sano di mente può pensare di avvicinare l’esperienza del governo Frattura a qualcosa che assomigli vagamente ai sapori della Sinistra se non si vuole confondere la Sinistra con il sinistro.
Lo stesso autore di questa panzana (l’idea di avvicinare Patriciello al centrosinistra e candidare alla presidenza della regione un uomo di FI, già sconfitto per due volte di seguito nelle file del suo partito, non sarebbe venuta in mente neanche al Presidente della Regione Puglia) dopo quattro anni di governo, prese le distanze da Frattura sostenendo che la sanità pubblica era rimasta indifesa, non perché alla Conferenza Unificata sull’ approvazione del decreto Balduzzi la Regione Molise era rimasta muta, anzi assente da quell’evento istituzionale, ma per non aver preteso dal “Gemelli” la nomina di parte della sua governance, su indicazione di parte pubblica, vale a dire la giunta regionale e più precisamente i partiti della maggioranza. Anche qui non si capisce perché il “Gemelli” sì e le altre strutture private no, spero non per favorire “Neuromed”! Alla faccia di Berlinguer e della questione morale, ma questa è un’altra storia.
Con questo motivo “nobile”, ancorché privo di ogni logica giuridica, l’amico Jep ha combattuto contro il suo Governatore, scelto da sé medesimo, e lo ha fatto, fuori tempo massimo, a colpi di comunicati stampa, puntando il cannone contro un falso obiettivo, il “Gemelli” e non il Decreto Balduzzi – per il quale nessuno dei due, né lui né Frattura, ha mosso un dito, in Parlamento il primo ed altrove Frattura, dove avrebbe avuto titolo per farlo. Forse è il caso di ricordare che all’epoca dei fatti il capo del Governo era il sinistrorso Matteo Renzi, il più amato dagli Italiani.
Venne il tempo dei Barbari, nel senso buono del termine, in molti sperarono si trattasse di un cambiamento epocale. In Molise i 5Stelle non fecero cappotto solo per la loro inesperienza, ne mandarono cinque di loro in Parlamento, nessuno oggi si ricorda più di loro né dei loro nomi né di ciò che hanno fatto. Non fu così per il Consiglio regionale, dove solo pochi mesi dopo vinse ancora una volta il centrodestra, quello di Toma, un autentico sconosciuto, innamorato di Keynes e di Patriciello: le due cose in Molise viaggiano bene insieme e sono propedeutiche, nel senso che il secondo ammazza il primo. E qui torniamo di nuovo ‘a bomba’: l’esperienza Frattura, Facciolla, Ruta, Leva e Venittelli, così carica di significati, così devastante nella realizzazione concreta, resterà nella mente dei Molisani, ancora per tantissimi anni; il modello espresso da costoro, dopo il terremoto, è considerato dai Molisani la più grave delle tragedie mai occorse, in buona sostanza, gli elettori del contado, alla catastrofe hanno preferito Toma senza conoscerlo; quando poi lo hanno conosciuto e hanno preso atto del vuoto politico, amministrativo e culturale del Governatore hanno preferito nonostante ciò votare per le destre: l’effetto Frattura e compagni si fa e si farà ancora sentire chissà per quanti anni.
L’idea fondante del “se non ci so- no io è meglio che vinca il mio avversario” è tecnicamente perfetta per chi gioca in proprio, specialmente se il mio compagno di partito è più bravo di me, poiché la sua affermazione potrebbe diventare la mia uscita di scena. Appunto per questo ci si affida alla forza dell’avversario per evitare che il “compagno” prevalga. Quei dirigenti della Sinistra sopra citati che si sono rifiutati di candidare Iannacone alla presidenza della regione, hanno fatto il ragionamento di cui sopra e hanno scelto sapendo di perdere così come hanno fatto a Campobasso per il candidato sindaco e stanno facendo a Termoli applicando rigidamente la strategia di Jep.
Il regista Paolo Sorrentino a tale proposito fa dire al suo protagonista: “a ventisei anni, sono precipitato abbastanza presto, quasi senza rendermene conto, in quello che potrebbe essere definito il vortice della mondanità. Ma io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani, e ci sono riuscito. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire”.☺

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