Lottare insieme
31 Gennaio 2014
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Lottare insieme

È arrivato il momento di unire tutte le nostre lotte, di mettere insieme ciò che ci unisce e che abbiamo in comune, per costruire collettivamente un percorso che ci conduca ad un forum regionale in difesa del territorio, per i beni comuni e la convivialità. Le singole battaglie (terremoto, sanità, veleni, gran manze, autostrada, lavoro e fabbriche occupate) ci consentono di avere una libertà di movimento e di azione per colpire i diversi obiettivi, ma poi occorre uno spazio di interconnessione che contamini reciprocamente le singole lotte per imparare gli uni dagli altri le metodiche e i linguaggi più efficaci.

Perché il territorio è fondamentale? Perché esso è la storia, la tradizione, la cultura, la natura, le lotte, il lavoro di un popolo che abita su una terra e che vive per lasciare un’orma alle generazioni che seguono. I giovani non sono il futuro, ma il presente ed occorre ascoltarli, dare loro spazi di socialità e trasmettere il meglio che siamo riusciti a costruire. La credibilità che gli adulti potrebbero avere sta nella coerenza, almeno parziale, tra ciò che dicono di voler costruire e ciò che davvero hanno costruito: la storia personale e collettiva. I giovani ci sono e si muovono, organizzandosi, incontrandosi, confrontandosi e misurandosi con la realtà. I nostri giovani sono più preparati di noi e più consci di quanto sia necessario lottare contro il sistema costruendo percorsi alternativi.

Nessuno può essere fondamento di una nuova umanità se non attraverso un’esistenza di “scarto”. Per me l’immagine del salmo 118, ripresa da Gesù, “La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo”, è stata vissuta con fiducia e mi si è rappresentata poco per volta dinanzi agli occhi. Ho compreso che solo chi ha perso la propria esistenza, solo chi ha vissuto la condizione di “scarto”, solo chi si è sentito rifiutato da questo sistema e lo ha subìto, morendo sotto i colpi delle ingiustizie, può rinascere e vivere il cambiamento dentro la propria esistenza e quindi diventare spazio di trasformazione sociale. Nei miei ultimi viaggi a Roma e Taranto ho toccato con mano la capacità organizzativa di tanti giovani e meno giovani che si incontrano negli spazi occupati e nelle scuole per lottare e costruire spazi di socialità. La molla che tiene insieme tutte queste lotte è il rifiuto di una società del denaro per il denaro ed una riscoperta della comunità o del “comune” come luogo di confronto e di autorganizzazione.

Ho visto il futuro! Ho visto scuole popolari di formazione alla politica come impegno per la polis, ho visto anziani che non si accontentano di ciò che hanno costruito e vogliono rimettersi in gioco per i figli e i nipoti, ho visto che il popolo è in azione e non si stanca mai di reagire ai soprusi di un sistema che ci truffa.

La più grande truffa perpetrata ai danni dei cittadini del mondo è stato farci credere che siamo indebitati e che quindi dobbiamo “pagare” e sacrificare al Dio mercato tutto quello che abbiamo. Ma il debito noi lo abbiamo già pagato tutto, solo che lo abbiamo fatto sotto forma di pagamento di interessi, frutto di una speculazione finanziaria che ha alzato ad arte i tassi dei titoli sovrani, fuori da ogni logica di giustizia. Le grandi oligarchie hanno denaro e potere e le loro multinazionali si stanno accordando contro gli stati e contro i popoli della terra firmando la nostra condanna definiva. Dapprima le banche con i loro eccessi hanno scaricato i loro debiti, derivanti da operazioni frutto di corruzione ed inganno, sugli Stati e sui debiti degli stessi, ed ora le multinazionali obbligano gli Stati a non legiferare in alcun modo riduzioni di spazi di profitto, altrimenti diventano passibili di forti sanzioni. Ciò vorrebbe dire che se anche 27 milioni di persone hanno votato che sull’acqua non si fanno profitti in quanto diritto universale, loro possono imporre una sorta di legislazione sovranazionale che abbia come obiettivo il solo profitto.

Ma tra febbraio e marzo nascerà un grande movimento di interconnessione di reti sociali. A Roma il 1° febbraio ci si incontrerà per la risocializzazione della Cassa Depositi e Prestiti (detta cdp: vero tesoro italiano) che, privatizzato nel 2003, da banca pubblica per gli enti locali è diventata una banca come le altre con la differenza che ha una raccolta pari ad oltre 3 volte il valore dell’intero sistema bancario italiano. Il 1° marzo invece l’assemblea per l’acqua e i beni comuni sancirà la trasformazione dell’intero sistema di lotta referendaria in lotta comune per tutti i beni comuni. E noi in Molise e dal Molise ci saremo! Il cambiamento siamo noi! ☺

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