Parlare di salute in Molise, in un momento così critico per la nostra Regione, mi sembra doveroso. Il Centro di Ricerca e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche della Università Cattolica di Campobasso, ha svolto dal 2005 uno studio sui “fattori di rischio” che determinano le malattie vascolari ed i tumori analizzando un campione di circa 25.000 soggetti dai 35 anni in su. Il Molise è stata la regione – laboratorio, a cavallo tra il centro ed il sud dell'Italia: la gente è ancora molto unita, i matrimoni spesso avvengono tra corregionali e siamo in possesso di un patrimonio genetico molto simile. Il progetto di ricerca si chiama Moli-sani.
Abbiamo chiesto alla D.ssa Maria Benedetta Donati, coordinatrice scientifica del laboratorio di ricerca, di rispondere ad alcune nostre domande.
Quali ad oggi, i risultati più importanti dell'indagine scientifica Moli-sani e quale lo stato di salute attuale dei molisani?
La fase di reclutamento è praticamente agli sgoccioli. In circa 5 anni abbiamo “arruolato”, come si dice in gergo, quasi 25.000 cittadini, sia qui in Cattolica che negli ambulatori dell’ospedale San Timoteo di Termoli, dove dall’ottobre del 2007 abbiamo avviato una stazione gemella, grazie alla collaborazione con la ASREM. Una sorta di osservatorio privilegiato per capire come vanno le cose anche sulla costa molisana. Dalle prime indagini emerge che la situazione molisana non è diversa da quella nazionale e quindi i nostri dati hanno valenza generale. Il sovrappeso è l’aspetto che ci preoccupa di più: in Molise ci sono molte persone che hanno problemi con i chili di troppo. Ovviamente non è una questione solo estetica. Il grasso in eccesso, specialmente quello che si concentra sull’addome, è pericoloso nel quadro del rischio cardiovascolare, come lo sono l’ipertensione, il diabete e l’ipercolestero- lemia, presenti in maniera marcata nella popolazione. Ma ci sono anche delle buone notizie. Nella regione sono tante le persone che hanno smesso di fumare e questa cattiva abitudine è ancora rara in alcune fasce della popolazione, come le donne di una certa età. È certamente una cosa positiva, perché il fumo è uno dei fattori più pericolosi per lo sviluppo di patologie cardiovascolari o tumorali.
Quali sono gli sviluppi futuri del progetto?
Il progetto Moli-sani è uno studio prospettico. I partecipanti saranno richiamati a distanza di qualche anno, per prendere nota degli eventuali cambiamenti verificatisi nell’arco di tempo di riferimento. Il prossimo obiettivo quindi è richiamare i primi moli-sani, quelli che sono venuti a trovarci nel lontano 2005, e vedere come stanno. Moli-sani è uno degli studi più grandi, come popolazione reclutata, tipo e quantità di informazioni raccolte.
Uno studio che ha come riferimento una realtà scientifica posta tra due elementi: la genetica da un lato e lo stile di vita dall'altro.
Le interazioni tra genetica e stili di vita, contribuiscono a segnare il confine tra salute e malattia. È una bilancia delicata in cui ogni elemento ha un peso specifico. La salute di ciascuno dipende sia dal patrimonio genetico che dai comportamenti. Il DNA da solo non riesce a spiegare granché: bisogna inserirlo in un contesto di stili di vita e lavorare su quest’ultimo per evitare l’insorgenza di alcune patologie: la teoria della predestinazione anche in medicina sta perdendo parecchio terreno.
I molisani seguono ancora la Dieta Mediterranea?
Sfortunatamente l’adesione al modello mediterraneo si sta velocemente ridimensionando, restando di fatto un ricordo sbiadito nella memoria dei più anziani, che sono gli unici a seguire l’alimentazione equilibrata e moderata d’un tempo. I giovani molisani, come accade in generale in Italia, hanno preso strade diverse. Anche per loro, le occasioni di consumare un pasto in famiglia stanno diminuendo, e mangiare fuori casa sta diventando un’abitudine piuttosto radicata.
Quanta influenza può avere sulla salute lo stato socio-economico di un individuo? Emerge un quadro significativo nella nostra regione?
Lo stato socio-economico ha un peso fortissimo sulla salute della gente. Una persona meno istruita, o con minori mezzi economici, si muove con più impaccio nel labirinto sanitario, con risultati nettamente inferiori, stress -più frequente nelle fasce di popolazione ai livelli più bassi della struttura sociale, contrariamente a quanto si credeva in passato.
Le disuguaglianze sociali aumentano, l'accesso alle strutture sanitarie di base si complica per questioni di deficit. Fare prevenzione diventa salvifico. Cosa si sente di consigliare ai molisani?
Di preoccuparsi meno delle cure e più della prevenzione delle malattie. A tavola cerchiamo di moderarci, magari riservando al weekend qualche piccolo sfizio alimentare; e proviamo a muoverci di più, lasciando di tanto in tanto la macchina in garage.
Quali sono i prossimi obiettivi per i ricercatori?
Potranno concentrarsi sulle mille opportunità di ricerca che un progetto come il Moli-sani offre loro, considerando che, per ogni partecipante allo studio, abbiamo conservato in una banca biologica appositamente predisposta ben 28 campioni di plasma, siero, urine e materiale cellulare per gli studi di genetica. Una bella sfida, che certamente consentirà ai ricercatori di intensificare gli scambi anche a livello internazionale, come già accaduto in questi anni.
Finiamo con una nota più leggera. Secondo uno studio della Università Cattolica di Campobasso in collaborazione con l'Istituto Tumori di Milano, mangiare cioccolato fondente fa bene al cuore È una bilancia delicata in cui ogni elemento ha un peso specifico.?
È una ricerca che ha fatto il giro del mondo sui media internazionali. Abbiamo scoperto, analizzando le informazioni del Moli-sani, che un consumo moderato e regolare di cioccolato fondente, circa mezza tavoletta alla settimana, è in grado di ridurre in maniera significativa i livelli di proteina C reattiva, un marcatore di infiammazione, una specie di campanello d’allarme. Stiamo parlando di consumi moderati, ma è comunque una bella notizia. ☺
giuliadambrosio@hotmail.it
Parlare di salute in Molise, in un momento così critico per la nostra Regione, mi sembra doveroso. Il Centro di Ricerca e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche della Università Cattolica di Campobasso, ha svolto dal 2005 uno studio sui “fattori di rischio” che determinano le malattie vascolari ed i tumori analizzando un campione di circa 25.000 soggetti dai 35 anni in su. Il Molise è stata la regione – laboratorio, a cavallo tra il centro ed il sud dell'Italia: la gente è ancora molto unita, i matrimoni spesso avvengono tra corregionali e siamo in possesso di un patrimonio genetico molto simile. Il progetto di ricerca si chiama Moli-sani.
Abbiamo chiesto alla D.ssa Maria Benedetta Donati, coordinatrice scientifica del laboratorio di ricerca, di rispondere ad alcune nostre domande.
Quali ad oggi, i risultati più importanti dell'indagine scientifica Moli-sani e quale lo stato di salute attuale dei molisani?
La fase di reclutamento è praticamente agli sgoccioli. In circa 5 anni abbiamo “arruolato”, come si dice in gergo, quasi 25.000 cittadini, sia qui in Cattolica che negli ambulatori dell’ospedale San Timoteo di Termoli, dove dall’ottobre del 2007 abbiamo avviato una stazione gemella, grazie alla collaborazione con la ASREM. Una sorta di osservatorio privilegiato per capire come vanno le cose anche sulla costa molisana. Dalle prime indagini emerge che la situazione molisana non è diversa da quella nazionale e quindi i nostri dati hanno valenza generale. Il sovrappeso è l’aspetto che ci preoccupa di più: in Molise ci sono molte persone che hanno problemi con i chili di troppo. Ovviamente non è una questione solo estetica. Il grasso in eccesso, specialmente quello che si concentra sull’addome, è pericoloso nel quadro del rischio cardiovascolare, come lo sono l’ipertensione, il diabete e l’ipercolestero- lemia, presenti in maniera marcata nella popolazione. Ma ci sono anche delle buone notizie. Nella regione sono tante le persone che hanno smesso di fumare e questa cattiva abitudine è ancora rara in alcune fasce della popolazione, come le donne di una certa età. È certamente una cosa positiva, perché il fumo è uno dei fattori più pericolosi per lo sviluppo di patologie cardiovascolari o tumorali.
Quali sono gli sviluppi futuri del progetto?
Il progetto Moli-sani è uno studio prospettico. I partecipanti saranno richiamati a distanza di qualche anno, per prendere nota degli eventuali cambiamenti verificatisi nell’arco di tempo di riferimento. Il prossimo obiettivo quindi è richiamare i primi moli-sani, quelli che sono venuti a trovarci nel lontano 2005, e vedere come stanno. Moli-sani è uno degli studi più grandi, come popolazione reclutata, tipo e quantità di informazioni raccolte.
Uno studio che ha come riferimento una realtà scientifica posta tra due elementi: la genetica da un lato e lo stile di vita dall'altro.
Le interazioni tra genetica e stili di vita, contribuiscono a segnare il confine tra salute e malattia. È una bilancia delicata in cui ogni elemento ha un peso specifico. La salute di ciascuno dipende sia dal patrimonio genetico che dai comportamenti. Il DNA da solo non riesce a spiegare granché: bisogna inserirlo in un contesto di stili di vita e lavorare su quest’ultimo per evitare l’insorgenza di alcune patologie: la teoria della predestinazione anche in medicina sta perdendo parecchio terreno.
I molisani seguono ancora la Dieta Mediterranea?
Sfortunatamente l’adesione al modello mediterraneo si sta velocemente ridimensionando, restando di fatto un ricordo sbiadito nella memoria dei più anziani, che sono gli unici a seguire l’alimentazione equilibrata e moderata d’un tempo. I giovani molisani, come accade in generale in Italia, hanno preso strade diverse. Anche per loro, le occasioni di consumare un pasto in famiglia stanno diminuendo, e mangiare fuori casa sta diventando un’abitudine piuttosto radicata.
Quanta influenza può avere sulla salute lo stato socio-economico di un individuo? Emerge un quadro significativo nella nostra regione?
Lo stato socio-economico ha un peso fortissimo sulla salute della gente. Una persona meno istruita, o con minori mezzi economici, si muove con più impaccio nel labirinto sanitario, con risultati nettamente inferiori, stress -più frequente nelle fasce di popolazione ai livelli più bassi della struttura sociale, contrariamente a quanto si credeva in passato.
Le disuguaglianze sociali aumentano, l'accesso alle strutture sanitarie di base si complica per questioni di deficit. Fare prevenzione diventa salvifico. Cosa si sente di consigliare ai molisani?
Di preoccuparsi meno delle cure e più della prevenzione delle malattie. A tavola cerchiamo di moderarci, magari riservando al weekend qualche piccolo sfizio alimentare; e proviamo a muoverci di più, lasciando di tanto in tanto la macchina in garage.
Quali sono i prossimi obiettivi per i ricercatori?
Potranno concentrarsi sulle mille opportunità di ricerca che un progetto come il Moli-sani offre loro, considerando che, per ogni partecipante allo studio, abbiamo conservato in una banca biologica appositamente predisposta ben 28 campioni di plasma, siero, urine e materiale cellulare per gli studi di genetica. Una bella sfida, che certamente consentirà ai ricercatori di intensificare gli scambi anche a livello internazionale, come già accaduto in questi anni.
Finiamo con una nota più leggera. Secondo uno studio della Università Cattolica di Campobasso in collaborazione con l'Istituto Tumori di Milano, mangiare cioccolato fondente fa bene al cuore È una bilancia delicata in cui ogni elemento ha un peso specifico.?
È una ricerca che ha fatto il giro del mondo sui media internazionali. Abbiamo scoperto, analizzando le informazioni del Moli-sani, che un consumo moderato e regolare di cioccolato fondente, circa mezza tavoletta alla settimana, è in grado di ridurre in maniera significativa i livelli di proteina C reattiva, un marcatore di infiammazione, una specie di campanello d’allarme. Stiamo parlando di consumi moderati, ma è comunque una bella notizia. ☺
Parlare di salute in Molise, in un momento così critico per la nostra Regione, mi sembra doveroso. Il Centro di Ricerca e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche della Università Cattolica di Campobasso, ha svolto dal 2005 uno studio sui “fattori di rischio” che determinano le malattie vascolari ed i tumori analizzando un campione di circa 25.000 soggetti dai 35 anni in su. Il Molise è stata la regione – laboratorio, a cavallo tra il centro ed il sud dell'Italia: la gente è ancora molto unita, i matrimoni spesso avvengono tra corregionali e siamo in possesso di un patrimonio genetico molto simile. Il progetto di ricerca si chiama Moli-sani.
Abbiamo chiesto alla D.ssa Maria Benedetta Donati, coordinatrice scientifica del laboratorio di ricerca, di rispondere ad alcune nostre domande.
Quali ad oggi, i risultati più importanti dell'indagine scientifica Moli-sani e quale lo stato di salute attuale dei molisani?
La fase di reclutamento è praticamente agli sgoccioli. In circa 5 anni abbiamo “arruolato”, come si dice in gergo, quasi 25.000 cittadini, sia qui in Cattolica che negli ambulatori dell’ospedale San Timoteo di Termoli, dove dall’ottobre del 2007 abbiamo avviato una stazione gemella, grazie alla collaborazione con la ASREM. Una sorta di osservatorio privilegiato per capire come vanno le cose anche sulla costa molisana. Dalle prime indagini emerge che la situazione molisana non è diversa da quella nazionale e quindi i nostri dati hanno valenza generale. Il sovrappeso è l’aspetto che ci preoccupa di più: in Molise ci sono molte persone che hanno problemi con i chili di troppo. Ovviamente non è una questione solo estetica. Il grasso in eccesso, specialmente quello che si concentra sull’addome, è pericoloso nel quadro del rischio cardiovascolare, come lo sono l’ipertensione, il diabete e l’ipercolestero- lemia, presenti in maniera marcata nella popolazione. Ma ci sono anche delle buone notizie. Nella regione sono tante le persone che hanno smesso di fumare e questa cattiva abitudine è ancora rara in alcune fasce della popolazione, come le donne di una certa età. È certamente una cosa positiva, perché il fumo è uno dei fattori più pericolosi per lo sviluppo di patologie cardiovascolari o tumorali.
Quali sono gli sviluppi futuri del progetto?
Il progetto Moli-sani è uno studio prospettico. I partecipanti saranno richiamati a distanza di qualche anno, per prendere nota degli eventuali cambiamenti verificatisi nell’arco di tempo di riferimento. Il prossimo obiettivo quindi è richiamare i primi moli-sani, quelli che sono venuti a trovarci nel lontano 2005, e vedere come stanno. Moli-sani è uno degli studi più grandi, come popolazione reclutata, tipo e quantità di informazioni raccolte.
Uno studio che ha come riferimento una realtà scientifica posta tra due elementi: la genetica da un lato e lo stile di vita dall'altro.
Le interazioni tra genetica e stili di vita, contribuiscono a segnare il confine tra salute e malattia. È una bilancia delicata in cui ogni elemento ha un peso specifico. La salute di ciascuno dipende sia dal patrimonio genetico che dai comportamenti. Il DNA da solo non riesce a spiegare granché: bisogna inserirlo in un contesto di stili di vita e lavorare su quest’ultimo per evitare l’insorgenza di alcune patologie: la teoria della predestinazione anche in medicina sta perdendo parecchio terreno.
I molisani seguono ancora la Dieta Mediterranea?
Sfortunatamente l’adesione al modello mediterraneo si sta velocemente ridimensionando, restando di fatto un ricordo sbiadito nella memoria dei più anziani, che sono gli unici a seguire l’alimentazione equilibrata e moderata d’un tempo. I giovani molisani, come accade in generale in Italia, hanno preso strade diverse. Anche per loro, le occasioni di consumare un pasto in famiglia stanno diminuendo, e mangiare fuori casa sta diventando un’abitudine piuttosto radicata.
Quanta influenza può avere sulla salute lo stato socio-economico di un individuo? Emerge un quadro significativo nella nostra regione?
Lo stato socio-economico ha un peso fortissimo sulla salute della gente. Una persona meno istruita, o con minori mezzi economici, si muove con più impaccio nel labirinto sanitario, con risultati nettamente inferiori, stress -più frequente nelle fasce di popolazione ai livelli più bassi della struttura sociale, contrariamente a quanto si credeva in passato.
Le disuguaglianze sociali aumentano, l'accesso alle strutture sanitarie di base si complica per questioni di deficit. Fare prevenzione diventa salvifico. Cosa si sente di consigliare ai molisani?
Di preoccuparsi meno delle cure e più della prevenzione delle malattie. A tavola cerchiamo di moderarci, magari riservando al weekend qualche piccolo sfizio alimentare; e proviamo a muoverci di più, lasciando di tanto in tanto la macchina in garage.
Quali sono i prossimi obiettivi per i ricercatori?
Potranno concentrarsi sulle mille opportunità di ricerca che un progetto come il Moli-sani offre loro, considerando che, per ogni partecipante allo studio, abbiamo conservato in una banca biologica appositamente predisposta ben 28 campioni di plasma, siero, urine e materiale cellulare per gli studi di genetica. Una bella sfida, che certamente consentirà ai ricercatori di intensificare gli scambi anche a livello internazionale, come già accaduto in questi anni.
Finiamo con una nota più leggera. Secondo uno studio della Università Cattolica di Campobasso in collaborazione con l'Istituto Tumori di Milano, mangiare cioccolato fondente fa bene al cuore È una bilancia delicata in cui ogni elemento ha un peso specifico.?
È una ricerca che ha fatto il giro del mondo sui media internazionali. Abbiamo scoperto, analizzando le informazioni del Moli-sani, che un consumo moderato e regolare di cioccolato fondente, circa mezza tavoletta alla settimana, è in grado di ridurre in maniera significativa i livelli di proteina C reattiva, un marcatore di infiammazione, una specie di campanello d’allarme. Stiamo parlando di consumi moderati, ma è comunque una bella notizia. ☺
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