per non dimenticare  di Bonfro – alunni scuola primaria
28 Ottobre 2012 Share

per non dimenticare di Bonfro – alunni scuola primaria

 

All’indomani del sisma noi insegnanti non potevamo tornare a svolgere il nostro programma didattico come se nulla fosse successo. Supportati dagli psicologi accorsi numerosi, dovevamo operare in situazioni nuove, di precarietà anche logistica e favorire l’espressione  di un vissuto doloroso per facilitare l’elaborazione di angosce, ansie, paure… I bambini hanno rievocato, raccontato, pianto, scritto, disegnato, fotografato. Abbiamo raccolto i loro lavori su grandi cartelloni e piccoli libri, contributo alla memoria storica di questo tragico evento, affinché si ricordi e non si getti una spugna su luoghi e sofferenze destinati a restare una ferita.

Prima

Se chiudo gli occhi rivedo la mia scuola di un bell’arancione, con i disegni attaccati alle finestre, con la palestra e il giardino pieno di rose a primavera e di foglie colorate in autunno… Risento le voci allegre dei bambini e quella, ora dolce, ora stridula della maestra che spiegava, si arrabbiava, raccontava storielle… Ricordo il corridoio dove correvo con i miei compagni e dove, quella mattina, con le tapparelle abbassate, splendevano le zucche illuminate di Halloween e poi… il terremoto! Ricordo le facce smarrite delle maestre, gli strilli, la paura, l’urlo delle sirene… I visi bianchi dei genitori, i muri crepati, i calcinacci…

Durante

Ora si fa lezione nelle tende, tende azzurre, di plastica dove entra poca luce, dove non ci sono lavagne né scaffali; a me piace stare nella tenda, si sta stretti ma sicuri e poi, non sapremmo dove andare… Quando penso alle tende penso al freddo, alla pioggia che penetra dentro, fa pozzanghere nel pavimento di terra, bagna i quaderni; penso alla stufetta elettrica per riscaldarci così pericolosa sul pavimento bagnato!… In fondo non è male qui, viene molta gente a trovarci, tutti ci interrogano, ci coccolano, ci portano tanti regali: giochi, dolci, colori… E ogni giorno, a ricreazione, viene Massimino col suo Fiorino a portarci la merenda…

Dopo

Finalmente siamo nella scuola prefabbricata, dono dell’Università Cattolica di Milano! Come è bella! Sembra una baita col soffitto a travi di legno e profuma di pino; ha un atrio grande con la luce che viene dall’alto…Tra poco sarà circondata da un giardino dove coltiveremo fiori e ortaggi… Il vento tira forte, urla, sibila fa tremare le mura, ma non abbiamo paura, qui non ci accadrà nulla di male… Prendiamo il pullman ogni giorno per venire a scuola, incontriamo tutti i bambini del paese, facciamo amicizia, ridiamo, litighiamo!…

Ma adesso!

Si sta da dieci anni nella scuola prefabbricata; quella che ai bambini del terremoto sembrava una “nave” sicura ora fa acqua da tutte le parti e non è una metafora. Quando piove entra acqua dalle fessure delle finestre e dalle pareti di “cartone” bucate in più punti. Nel bagno il bidello deve mettere dei recipienti per raccogliere l’acqua e poi, non c’è la palestra. Quando facciamo il salto o la corsa, capita che si cade perché il pavimento è scivoloso; la maestra si spaventa e minaccia che non ci fa fare più ginnastica. Ma che colpa abbiamo noi se non abbiamo una palestra? Spero che presto andremo nella scuola che stanno ristrutturando dove avremo tutti gli spazi che ci servono.

Bonefro – Gli alunni della scuola primaria del 2002-2012           

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