Preraffaelliti
14 Febbraio 2023
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Preraffaelliti

Nel settembre del 1848 nasce, per necessità di un gruppo di giovani artisti, la Confraternita preraffaellita con questi obiettivi: volontà di opporsi all’arte accademica e recuperare lo stile e il senso etico dei pittori antichi senza per questo tradire la propria appartenenza all’età contemporanea. La fondazione della Confraternita avviene nella casa di John Everett Millais, ma il vero animatore è Dante Gabriel Rossetti, personaggio poliedrico ed artista ecclettico, che esprime la vena creativa nella pittura e nella poesia. Questo sodalizio si mostra sensibile ai problemi sociali; i componenti sono attratti dalle scoperte scientifiche, spaventati dall’incalzare della produzione industriale che rischia di sostituirsi alla mano dell’uomo annullando l’immaginazione, divisi tra sogno e realtà, pervasi dalla nostalgia di un idilliaco passato. I preraffaelliti riflettono tutte le complessità e le contraddizioni della società vittoriana.

Il  nome scelto, i preraffaelliti, rende manifesto il loro ideale stilistico: pittura primitiva, che non tradisce il vero in favore del bello. È una ricerca estremamente complessa e non sempre coerente. John Ruskin, teorico del movimento, sostiene che nell’opera preraffaellita il naturalismo si coniuga con suggestioni simboliste, colorandosi di sfumature molto diverse a seconda della sensibilità del pittore.

Esponenti

I principali esponenti della Confraternita furono: Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais, Ford Madox Brown, William Holuan Hunt, Arthur Hugles, Eduard Burne-Jones. Il movimento preraffaellita ha una connotazione estetica con notevoli e spesso significative differenze stilistiche che  intercorrono tra i vari esponenti del gruppo. La frattura e lo sfaldamento del movimento si attua a partire degli anni Sessanta dell’Ottocento: quasi tutti gli esponenti abbandonano le tecniche più  rilevanti per sfociare nell’estetismo.

William Holmann Hunt

William Holmann Hunt, nasce a Londra il 7 aprile 1827. Per diversi anni lavora come impiegato per poi lasciare il mondo del commercio e iniziare lo studio dell’arte presso il British Museum e la National Gallery. Entra nella Royal Academy e si unisce agli artisti Millais e Rossetti per fondare nel 1848 il gruppo dei Preraffaelliti. Si reca in Palestina nel 1854 per raffigurare scene della vita di Cristo. Uno stile, il suo, caratterizzato dal colore chiaro, duro, illuminazione brillante, definizione accurata dei dettagli. Nelle opere La luce del mondo, Il capro espiatorio, L’ombra della morte esprime concetti di ampio respiro. Nonostante l’iniziale diffidenza, le sue opere furono elogiate proprio per l’attenzione al dettaglio. Ormai vecchio abbandona la pittura a causa della cecità. Conclude la vita a Londra il 7 settembre 1910.

L’ombra della morte

Questo dipinto di Hunt è ambientato nella bottega di Giuseppe. Qui Gesù, il figlio del falegname, è la figura centrale. Tra gli arnesi del falegname, martelli, chiodi, si coglie una chiara allusione alla passione e alla crocifissione. La figura del Cristo, in primo piano, campeggia la scena; non è attraente. Questo Cristo, con le braccia protese verso l’alto, proietta l’ombra sulla rastrelliera degli attrezzi sul fondo. In questo modo la crocifissione è prefigurata nel naturale ambiente della bottega. Una donna accoccolata guarda l’ombra, nell’atto di aprire una cassa, da cui emerge una corona regale.☺

 

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