Prove di dialogo
16 Dicembre 2022
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Prove di dialogo

La fonte ha organizzato il 19 novembre a Termoli la presentazione del libro di Stefano Fassina Il Mestiere della sinistra, il 26 novembre “Molise Domani”, associazione civica, ha organizzato la sua conferenza, non casualmente chiamata Simposio, parola altamente evocativa. Nella antica Grecia il Simposio richiamava la centralità del dialogo, e la politica, se vuole essere degna, ha bisogno di partecipazione e dialogo. Nei tempi moderni il Simposio lo ritroviamo nel titolo di incontri importanti di medicina ed il Molise per le sue drammatiche condizioni sociali ed economiche è un malato in sala di rianimazione.

I due appuntamenti di Termoli e Campobasso hanno una logica sola, sono due tempi della stessa partita: le elezioni regionali e il futuro del Molise.

La presentazione di “Molise Domani” il 26 novembre a Campobasso è stato un indiscutibile successo politico, gli obiettivi dichiarati sono due: mettere al centro del confronto princìpi, progetti e programmi per le prossime elezioni regionali e tenere aperto un confronto fra tutti i soggetti sociali e politici della galassia progressista, perché cadano veti e pregiudiziali e si possa, quindi, arrivare ad una “massa critica” in grado di contrastare il comando e l’egemonia di un sistema di potere trasversale che da lungo tempo ha ipotecato la vita dei cittadini molisani.

Che la situazione sia drammatica sono i numeri a confermarlo: il Molise è l’unica regione italiana che dall’Unità d’Italia in poi ha continuato e continua a perdere abitanti. Vi sono un milione di molisani in giro per il mondo e meno di trecentomila in Molise. Ogni anno si perdono 3.000 cittadini, una parte importante dei quali sono giovani. Su questa nostra decadenza demografica e sulle sue drammatiche conseguenze per la nostra regione ha ben argomentato il coordinatore di “Molise Domani” Sergio Pastò. Così come puntuale è stata la denuncia di una classe dirigente molisana che nel corso dei decenni ha curato i suoi affari privati ed ha del tutto trascurato il bene comune.

La discontinuità è il mantra che “Molise domani” ripete dal giorno della sua fondazione, ma la discontinuità – questo il senso anche dell’incontro di Campobasso – non può essere solo di classe dirigente, di donne e di uomini che debbono governare; il problema non è solo nella scelta di chi governa, ma anche sul che fare.

La conferenza di Campobasso ha posto al centro del confronto due priorità essenziali per il vivere sociale, per l’equilibrio ambientale e per lo sviluppo dell’ organizzazione economica: la medicina e l’energia. Nella relazione, così come negli interventi, è emersa con chiarezza la necessità di un superamento radicale di princìpi e idee fondamentali che hanno guidato e ispirato sia la realizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, sia la produzione e distribuzione delle risorse energetiche. Sul capitolo sanità sono intervenuti Pastò, l’architetto Izzi e Leo Terzano anche in rappresentanza dei medici per l’ambiente (ISDE).

Questi anni di pandemia hanno reso evidente ciò che più di quaranta anni fa era già chiaro nella riforma sanitaria: la bussola che deve orientare le ingenti risorse finanziarie investite nella sanità dovrebbe avere al centro la salute piuttosto che la malattia. È la medicina territoriale la via maestra per rispondere al bisogno di salute dei cittadini, per evitare che l’ospedale diventi l’imbuto di tutte le disgrazie sociali e perché l’ospedale medesimo possa divenire una vera eccellenza del servizio sanitario.

L’energia, problema al centro dell’intervento del sindaco di Isernia, Piero Castrataro, è il secondo capitolo dell’impresa programmatica sul quale “Molise Domani” chiama ad un confronto la società, il mondo intellettuale e la politica molisana. La questione energetica, se si vuole evitare il precipizio del cambiamento climatico, obbliga ad un cambiamento rivoluzionario. Le comunità energetiche sono la scelta necessaria, il prisma nel quale si riflettono con grande chiarezza tutte le questioni che sono alla base della produzione e distribuzione delle risorse energetiche. Infine la sindaca del comune di Morrone del  Sannio, Stefania Pedrazzi ha sollevato il problema dei problemi, ovvero la centralità che deve avere  nella politica molisana il futuro delle zone interne che sono gran parte del territorio molisano e rappresentano il 60% del territorio nazionale.

Temi fondamentali sui quali la nostra rivista la fonte non solo ha scritto, ma ha anche, nel corso degli anni, organizzato insieme ad altre associazioni iniziative e vertenze come ha ben ricordato Enzo Gallo in rappresentanza di “Slow food”.

Con la presentazione del libro di Fassina a Termoli si è avuto un piccolo miracolo che si è poi ripetuto anche nel Simposio di Campobasso. Al confronto di Termoli, prezioso per i contenuti e la ricca partecipazione, sono intervenute tutte le forze dell’area progressista, dai Cinque stelle al PD, dai movimenti civici alla sinistra ambientalista. Sia a Termoli e sia a Campobasso vi è stata una convergenza sulla necessità e opportunità di sviluppare un confronto su princìpi e programmi fra tutte le forze dell’area progressista. Verificheremo nelle prossime settimane, se questa rondine avrà aperto le porte alla Primavera. Come si usa dire: se sono rose, fioriranno!☺

 

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