risurrezione
26 Marzo 2010 Share

risurrezione

 

Non so se gli Angeli abbiano visto la Risurrezione ma io credo di averla vista nel tuo corpo cesellato dal dolore, nel tuo viso a volte così sereno e luminoso da farmi percepire quanto Dio fosse vivo in te, tanto da esserne trasfigurato e allora, spontaneamente, affioravano sulle mie labbra le parole del Cantico: “ Chi è costui, bello come la luna, fulgido come il sole?”.

Ora che  non c’è più nebbia tra i tuoi occhi e la Luce, ora che ogni mistero ti è stato svelato, ora che intensamente sei ciò che hai vissuto: tante primavere e tante foglie, tanti libri e tanti uccelli, tante mattine e notti…, ora che leggi nei miei pensieri come il musicista lo spartito, non smettere di esserci, di restare al mio fianco. Riempi ancora di musica e di tempesta il mio cuore, conchiglia silenziosa, abbandonata sulla spiaggia, muta in danza le mie lacrime, guarda con me i paesaggi, i colori delle albe e dei tramonti, aiutami a vedere le cose e il volto degli uomini dal tuo orizzonte, combattiamo insieme le buone battaglie…

Se chiudo gli occhi ti vedo avanzare sensuale per invitarmi a ballare l’ultimo valzer come quella sera sul mare; eri così preso che avresti cercato per me le parole che l’Amato dice all’Amata: “Come sono belli i tuoi piedi nei sandali, figlia di principe!”… 

La morte ti ha solo nascosto al mio sguardo e ho la certezza che tu sei appena oltre la sua esile parete di carta: ti vedo, ti sento vicino e vero; forse non ci siamo mai lasciati.

Perché cercare tra i morti colui che è vivo? Non è lì. È  risorto.

Magdala

 

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