Che sia in arrivo una nuova primavera politica? Se ne colgono segnali concreti che sembrano esplodere, pur nel clima di profonda crisi globale che ci attanaglia tutti. Parliamo di noi, dell’Italia e del Molise per non vagare tra le nuvole. Ormai sono divenute patrimonio diffuso le analisi di esperti dei problemi della politica dell’oggi. Anche perché siamo in tanti a pagarne il caro prezzo. A partire dai più deboli.
Un noto politologo francese in questi giorni va diffondendo un messaggio d’allarme che disturba chi siede sugli scranni della politica ma non consola, anzi angustia ancor più, le masse di popolo che sconta le piaghe rovinose di una stagione che dura da due anni e chissà fin quando si protrarrà. Lo studioso denuncia che “i sistemi politici occidentali si stiano muovendo verso una sorta di postdemocrazia”. È un’affermazione che deve preoccuparci. Il distacco dalla politica palesa indici sempre più elevati e non riguarda solo le nuove generazioni; come non è comodo l’anarchismo di ritorno quello che ci porta ad affermare che la “fidelizzazione” al partito deriva soprattutto dal vuoto di valori che ne caratterizza un’identità rattrappita su interessi di persone e di gruppi.
Pensate quante stagioni sono già trascorse dalla pubblicazione della legge elettorale, il “porcellum” così etichettato dal suo stesso promotore, che cancella definitivamente l’art. 1 della Costituzione italiana che colloca tra i principi fondamentali della nostra repubblica “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”. E del “porcellum” si continua a ciarlare sera dopo sera negli scontri, non dibattiti, parlamentari e negli show televisivi. Si sono verificati, e li scopriamo giorno dopo giorno, fatti che ci riportano ai tempi squallidi in cui l’impera- tore poteva tranquillamente assegnare la carica di senatore… al proprio cavallo. Ma basta con l’assopirci in una analisi mortuaria che porta alla resa e rimuove la volontà di azione.
Stiamo avvertendo segnali di “riscossa” sia sul piano internazionale che sul terreno italico e molisano anche. E ad essi possiamo rifarci per aspirare all’azzeramento della cultura necrologica che ci rifila ogni giorno la turba massmediale e che, intenzionalmente forse, continua a portare l’acqua al mulino di una politica decisamente in degrado avanzato, che si guarda bene dall’affrontare le questioni di cui si rimpinza la gola giorno dopo giorno per poi lanciare solo slogan, elargire promesse e, soprattutto inveire sull’avversario. Viene messo così in archivio quel patrimonio di autentica cultura politica che ci hanno lasciato i fondatori della repubblica italiana estensori di una Costituzione che tutti ci invidiano.
Ed ecco, allora, per cambiare tono, segnali che alimentano la speranza di cambiamento che si affacciano anche sul panorama italiano. Pare prendere piede quella cultura centrata sulla responsabilità e sul perseguimento del bene comune che ci viene da tempo sollecitata da testimoni e gruppi che si muovono oltre il machiavellismo becero di tanta politica. È tempo di assumerci tutti la responsabilità dell’accaduto e il carico di un futuro da rilanciare. Diritto di indignarsi, sia pure, ma poi farsi carico dei problemi in prima persona per lanciare e sostenere proposte concrete.
Gruppi e associazioni poniamo fine alle nicchie e alla dispersione di forze per rafforzare coesione e operatività! I mali di cui ci si lamenta quotidianamente e che trovano soluzioni politiche convincenti ci coinvolgono tutti: evasione fiscale, lavoro precario, se non in nero, illegalità diffusa che va oltre le imprese devastanti della criminalità organizzata collusa anche con istituzioni e gruppi di potere che dilagano sempre più. Ma registriamo anche eventi e testimoni in positivo. Parliamone, diffondiamone la conoscenza, boicottiamo chi continua a seminare sfiducia e pessimismo improduttivo che giova a chi si muove sul terreno degli affari suoi…
Lo stiamo facendo anche in Molise? Ebbene sì. In questi ultimi mesi ha fatto clamore l’impegno della società civile, anche in Molise, a difesa dell’acqua come bene comune, come pure nel porre decisamente freno al deterioramento del territorio con la diffusione di rifiuti tossici di provenienza anche esterna e con l’invadenza di centrali eoliche che non hanno tenuto in alcun conto neppure siti archeologici e beni culturali di primaria importanza. Il tutto, ancora una volta, in chiaro disprezzo della Costituzione che impone a tutti la “tutela del paesaggio e del patrimonio storico/artistico della Nazione” (art. 9 ).
Sono scesi in campo cittadini di ogni età e condizione sociale a far da presidio nel parco archeologico di Altilia che ancora resiste. Vi hanno preso parte ben 120 associazioni di varia provenienza. La cosa ha creato tra noi e anche sulla stampa nazionale un sonoro clamore che ci sollecita a perdurare con tenacia operosa e propositiva nell’accelerazione di tempi che segnino l’avvio di una nuova stagione culturale, politica e di impegno civile. Insistere per ottenere adoperandosi a trovare soluzioni, evitando di ricadere in una dipendenza da “basso impero”. ☺
le.leone@tiscali.it
Che sia in arrivo una nuova primavera politica? Se ne colgono segnali concreti che sembrano esplodere, pur nel clima di profonda crisi globale che ci attanaglia tutti. Parliamo di noi, dell’Italia e del Molise per non vagare tra le nuvole. Ormai sono divenute patrimonio diffuso le analisi di esperti dei problemi della politica dell’oggi. Anche perché siamo in tanti a pagarne il caro prezzo. A partire dai più deboli.
Un noto politologo francese in questi giorni va diffondendo un messaggio d’allarme che disturba chi siede sugli scranni della politica ma non consola, anzi angustia ancor più, le masse di popolo che sconta le piaghe rovinose di una stagione che dura da due anni e chissà fin quando si protrarrà. Lo studioso denuncia che “i sistemi politici occidentali si stiano muovendo verso una sorta di postdemocrazia”. È un’affermazione che deve preoccuparci. Il distacco dalla politica palesa indici sempre più elevati e non riguarda solo le nuove generazioni; come non è comodo l’anarchismo di ritorno quello che ci porta ad affermare che la “fidelizzazione” al partito deriva soprattutto dal vuoto di valori che ne caratterizza un’identità rattrappita su interessi di persone e di gruppi.
Pensate quante stagioni sono già trascorse dalla pubblicazione della legge elettorale, il “porcellum” così etichettato dal suo stesso promotore, che cancella definitivamente l’art. 1 della Costituzione italiana che colloca tra i principi fondamentali della nostra repubblica “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”. E del “porcellum” si continua a ciarlare sera dopo sera negli scontri, non dibattiti, parlamentari e negli show televisivi. Si sono verificati, e li scopriamo giorno dopo giorno, fatti che ci riportano ai tempi squallidi in cui l’impera- tore poteva tranquillamente assegnare la carica di senatore… al proprio cavallo. Ma basta con l’assopirci in una analisi mortuaria che porta alla resa e rimuove la volontà di azione.
Stiamo avvertendo segnali di “riscossa” sia sul piano internazionale che sul terreno italico e molisano anche. E ad essi possiamo rifarci per aspirare all’azzeramento della cultura necrologica che ci rifila ogni giorno la turba massmediale e che, intenzionalmente forse, continua a portare l’acqua al mulino di una politica decisamente in degrado avanzato, che si guarda bene dall’affrontare le questioni di cui si rimpinza la gola giorno dopo giorno per poi lanciare solo slogan, elargire promesse e, soprattutto inveire sull’avversario. Viene messo così in archivio quel patrimonio di autentica cultura politica che ci hanno lasciato i fondatori della repubblica italiana estensori di una Costituzione che tutti ci invidiano.
Ed ecco, allora, per cambiare tono, segnali che alimentano la speranza di cambiamento che si affacciano anche sul panorama italiano. Pare prendere piede quella cultura centrata sulla responsabilità e sul perseguimento del bene comune che ci viene da tempo sollecitata da testimoni e gruppi che si muovono oltre il machiavellismo becero di tanta politica. È tempo di assumerci tutti la responsabilità dell’accaduto e il carico di un futuro da rilanciare. Diritto di indignarsi, sia pure, ma poi farsi carico dei problemi in prima persona per lanciare e sostenere proposte concrete.
Gruppi e associazioni poniamo fine alle nicchie e alla dispersione di forze per rafforzare coesione e operatività! I mali di cui ci si lamenta quotidianamente e che trovano soluzioni politiche convincenti ci coinvolgono tutti: evasione fiscale, lavoro precario, se non in nero, illegalità diffusa che va oltre le imprese devastanti della criminalità organizzata collusa anche con istituzioni e gruppi di potere che dilagano sempre più. Ma registriamo anche eventi e testimoni in positivo. Parliamone, diffondiamone la conoscenza, boicottiamo chi continua a seminare sfiducia e pessimismo improduttivo che giova a chi si muove sul terreno degli affari suoi…
Lo stiamo facendo anche in Molise? Ebbene sì. In questi ultimi mesi ha fatto clamore l’impegno della società civile, anche in Molise, a difesa dell’acqua come bene comune, come pure nel porre decisamente freno al deterioramento del territorio con la diffusione di rifiuti tossici di provenienza anche esterna e con l’invadenza di centrali eoliche che non hanno tenuto in alcun conto neppure siti archeologici e beni culturali di primaria importanza. Il tutto, ancora una volta, in chiaro disprezzo della Costituzione che impone a tutti la “tutela del paesaggio e del patrimonio storico/artistico della Nazione” (art. 9 ).
Sono scesi in campo cittadini di ogni età e condizione sociale a far da presidio nel parco archeologico di Altilia che ancora resiste. Vi hanno preso parte ben 120 associazioni di varia provenienza. La cosa ha creato tra noi e anche sulla stampa nazionale un sonoro clamore che ci sollecita a perdurare con tenacia operosa e propositiva nell’accelerazione di tempi che segnino l’avvio di una nuova stagione culturale, politica e di impegno civile. Insistere per ottenere adoperandosi a trovare soluzioni, evitando di ricadere in una dipendenza da “basso impero”. ☺
Che sia in arrivo una nuova primavera politica? Se ne colgono segnali concreti che sembrano esplodere, pur nel clima di profonda crisi globale che ci attanaglia tutti. Parliamo di noi, dell’Italia e del Molise per non vagare tra le nuvole. Ormai sono divenute patrimonio diffuso le analisi di esperti dei problemi della politica dell’oggi. Anche perché siamo in tanti a pagarne il caro prezzo. A partire dai più deboli.
Un noto politologo francese in questi giorni va diffondendo un messaggio d’allarme che disturba chi siede sugli scranni della politica ma non consola, anzi angustia ancor più, le masse di popolo che sconta le piaghe rovinose di una stagione che dura da due anni e chissà fin quando si protrarrà. Lo studioso denuncia che “i sistemi politici occidentali si stiano muovendo verso una sorta di postdemocrazia”. È un’affermazione che deve preoccuparci. Il distacco dalla politica palesa indici sempre più elevati e non riguarda solo le nuove generazioni; come non è comodo l’anarchismo di ritorno quello che ci porta ad affermare che la “fidelizzazione” al partito deriva soprattutto dal vuoto di valori che ne caratterizza un’identità rattrappita su interessi di persone e di gruppi.
Pensate quante stagioni sono già trascorse dalla pubblicazione della legge elettorale, il “porcellum” così etichettato dal suo stesso promotore, che cancella definitivamente l’art. 1 della Costituzione italiana che colloca tra i principi fondamentali della nostra repubblica “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”. E del “porcellum” si continua a ciarlare sera dopo sera negli scontri, non dibattiti, parlamentari e negli show televisivi. Si sono verificati, e li scopriamo giorno dopo giorno, fatti che ci riportano ai tempi squallidi in cui l’impera- tore poteva tranquillamente assegnare la carica di senatore… al proprio cavallo. Ma basta con l’assopirci in una analisi mortuaria che porta alla resa e rimuove la volontà di azione.
Stiamo avvertendo segnali di “riscossa” sia sul piano internazionale che sul terreno italico e molisano anche. E ad essi possiamo rifarci per aspirare all’azzeramento della cultura necrologica che ci rifila ogni giorno la turba massmediale e che, intenzionalmente forse, continua a portare l’acqua al mulino di una politica decisamente in degrado avanzato, che si guarda bene dall’affrontare le questioni di cui si rimpinza la gola giorno dopo giorno per poi lanciare solo slogan, elargire promesse e, soprattutto inveire sull’avversario. Viene messo così in archivio quel patrimonio di autentica cultura politica che ci hanno lasciato i fondatori della repubblica italiana estensori di una Costituzione che tutti ci invidiano.
Ed ecco, allora, per cambiare tono, segnali che alimentano la speranza di cambiamento che si affacciano anche sul panorama italiano. Pare prendere piede quella cultura centrata sulla responsabilità e sul perseguimento del bene comune che ci viene da tempo sollecitata da testimoni e gruppi che si muovono oltre il machiavellismo becero di tanta politica. È tempo di assumerci tutti la responsabilità dell’accaduto e il carico di un futuro da rilanciare. Diritto di indignarsi, sia pure, ma poi farsi carico dei problemi in prima persona per lanciare e sostenere proposte concrete.
Gruppi e associazioni poniamo fine alle nicchie e alla dispersione di forze per rafforzare coesione e operatività! I mali di cui ci si lamenta quotidianamente e che trovano soluzioni politiche convincenti ci coinvolgono tutti: evasione fiscale, lavoro precario, se non in nero, illegalità diffusa che va oltre le imprese devastanti della criminalità organizzata collusa anche con istituzioni e gruppi di potere che dilagano sempre più. Ma registriamo anche eventi e testimoni in positivo. Parliamone, diffondiamone la conoscenza, boicottiamo chi continua a seminare sfiducia e pessimismo improduttivo che giova a chi si muove sul terreno degli affari suoi…
Lo stiamo facendo anche in Molise? Ebbene sì. In questi ultimi mesi ha fatto clamore l’impegno della società civile, anche in Molise, a difesa dell’acqua come bene comune, come pure nel porre decisamente freno al deterioramento del territorio con la diffusione di rifiuti tossici di provenienza anche esterna e con l’invadenza di centrali eoliche che non hanno tenuto in alcun conto neppure siti archeologici e beni culturali di primaria importanza. Il tutto, ancora una volta, in chiaro disprezzo della Costituzione che impone a tutti la “tutela del paesaggio e del patrimonio storico/artistico della Nazione” (art. 9 ).
Sono scesi in campo cittadini di ogni età e condizione sociale a far da presidio nel parco archeologico di Altilia che ancora resiste. Vi hanno preso parte ben 120 associazioni di varia provenienza. La cosa ha creato tra noi e anche sulla stampa nazionale un sonoro clamore che ci sollecita a perdurare con tenacia operosa e propositiva nell’accelerazione di tempi che segnino l’avvio di una nuova stagione culturale, politica e di impegno civile. Insistere per ottenere adoperandosi a trovare soluzioni, evitando di ricadere in una dipendenza da “basso impero”. ☺
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