Non abbiamo la vocazione al vittimismo, né la sindrome dell’accer- chiamento. Siamo solo un foglio di provincia; eppure è successo un fatto inquietante. Qualcuno è riuscito a entrare nella nostra posta tanto che da un giorno all’altro ci siamo ritrovati inondati da venticinquemila (sì, proprio così, il numero non è gonfiato) messaggi di ritorno di posta mai inviata e ciò ha mandato in tilt il sistema e la nostra poca esperienza. Casualità? È possibile, ma potrebbe essere anche un segnale avendo appena pubblicato un numero di forte denuncia dell’usura praticata nel Molise. Intanto ci scusiamo per il conseguente ritardo con cui esce il giornale questo mese e se, ripulendo, sono andati perduti messaggi e lettere di voi lettori. Noi non desistiamo e intanto in altra parte pubblichiamo i dati che siamo riusciti ad avere dalla prefettura su estorsione e usura denunciati negli ultimi anni, perché ciò incoraggi le vittime a denunciare e a smantellare la rete di questi sciacalli che si nutrono di lacrime e sangue altrui. Ci è sembrato doveroso denunciare l’accaduto alla polizia postale, ma siamo stati liquidati con un semplice suggerimento: mettete un antivirus migliore.
Mentre il governo nazionale fantastica su impossibili leggi per dichiarare reato l’immigrazione clandestina, da noi assistiamo ad una transumanza tutt’ altro che clandestina e senza precedenti di sedicenti politici che cambiano casacca in cerca di un posto al sole. Non essendo possibile seguire in tempo reale gli spostamenti, siamo soliti ora chiederci prima di parlare dei singoli: oggi con chi sta? Che cosa gli hanno promesso di nuovo? Sono più fedeli le puttane, per le quali abbiamo grande rispetto, che i politicanti nostrani, per i quali il gradimento è pressoché zero. Per fedeltà alla coscienza, ma bisogna averla, si possono anche cambiare idee e posizioni, ma quando dietro l’angolo si intravvedono vantaggi personali e di gruppo allora l’indignazione monta. Giocano con il pacchetto di voti infischiandosene dell’elettore che ha scelto non solo la loro bella faccia ma anche il partito nel quale militavano; anzi, correttezza vuole che si scelga prima il partito e poi, all’interno, la persona più affidabile.
E a proposito di partiti: a destra si assiste a sgambetti e arrembaggi in vista di postazioni che rafforzano la certezza di facili e possibili clientelismi, è il momento del mattone facile; a sinistra regna l’incapacità di essere chiari, credibili e alternativi, oltre che di ideare una strategia unitaria perché non ci siano più aggregazioni che teste pensanti; nel partito democratico si cerca una improbabile resa dei conti e così il branco è diviso fra la linea maggioritaria erede della pessima politica portata avanti dal duo Massa-Ruta che, nonostante il chiaro responso delle urne, si ostinano a fare da feudatari e quella del presidente della provincia D’Ascanio, che cerca di scalzarli per rendere il partito subalterno alle logiche di Di Pietro. Possibile che non si senta il bisogno di una politica altra e non si trovi persona disposta a dar corpo a istanze serie che vengono da una base nauseata da un simile scenario e tuttavia disponibile a costruire una società a misura d’uomo?
Intanto la regione spende e spande in modo vertiginoso. Per un assessore (Ulisse Di Giacomo) che, costretto, dopo mesi ha optato per il senato, lasciando un vuoto facilmente colmabile, una consigliera (Sabrina De Camillis) continua col doppio incarico (e doppio stipendio) essendo anche deputata. Finalmente il caldo ha sciolto come neve al sole la bella invenzione, pagata profumatamente, di un sottosegretario alla presidenza della regione, ma non il predestinato che è in cerca di un nuovo posto altrettanto redditizio. Poiché i consiglieri regionali eletti dal popolo non hanno l’abilità di divorare tutto il patrimonio, il presidente della giunta va a caccia di assessori esterni da aggregare alla stessa, inesauribile mangiatoia. Nonostante tutto non è lo loro busta paga che ci interessa, ma la qualità del loro lavoro.
Se su 990 dipendenti la regione Molise si permette 6 direttori generali e 100 dirigenti vuol dire che parecchi dirigono se stessi o si rubano le carte l’un l’altro per far vedere che fanno qualcosa! A noi costano solo 59 milioni di euro. Ma se si spendono altri 3 milioni di euro in consulenze e collaborazioni vuol dire che gli appena (!) 990 dipendenti hanno aderito al principio “lavorare meno per lavorare tutti”, oppure si è abbondato in assunzioni a detrimento di competenze. Tertius non datur. Per non parlare dei 9 milioni di euro costata la convenzione con Molise Dati per servizi telematici: collegarsi per usufruire della qualità! E non apriamo il capitolo sanità, augurando a tutti di mantenersi in buona salute, perché altrimenti…
Questo pozzo di San Patrizio, nel quale continueremo a calarci, gestisce qualcosa come due miliardi e seicento milioni di euro. L’estate, intanto, è arrivata e, per chi può, niente di meglio che cercare riparo sotto l’ombrellone capiente della prodiga regione Molise!☺
Non abbiamo la vocazione al vittimismo, né la sindrome dell’accer- chiamento. Siamo solo un foglio di provincia; eppure è successo un fatto inquietante. Qualcuno è riuscito a entrare nella nostra posta tanto che da un giorno all’altro ci siamo ritrovati inondati da venticinquemila (sì, proprio così, il numero non è gonfiato) messaggi di ritorno di posta mai inviata e ciò ha mandato in tilt il sistema e la nostra poca esperienza. Casualità? È possibile, ma potrebbe essere anche un segnale avendo appena pubblicato un numero di forte denuncia dell’usura praticata nel Molise. Intanto ci scusiamo per il conseguente ritardo con cui esce il giornale questo mese e se, ripulendo, sono andati perduti messaggi e lettere di voi lettori. Noi non desistiamo e intanto in altra parte pubblichiamo i dati che siamo riusciti ad avere dalla prefettura su estorsione e usura denunciati negli ultimi anni, perché ciò incoraggi le vittime a denunciare e a smantellare la rete di questi sciacalli che si nutrono di lacrime e sangue altrui. Ci è sembrato doveroso denunciare l’accaduto alla polizia postale, ma siamo stati liquidati con un semplice suggerimento: mettete un antivirus migliore.
Mentre il governo nazionale fantastica su impossibili leggi per dichiarare reato l’immigrazione clandestina, da noi assistiamo ad una transumanza tutt’ altro che clandestina e senza precedenti di sedicenti politici che cambiano casacca in cerca di un posto al sole. Non essendo possibile seguire in tempo reale gli spostamenti, siamo soliti ora chiederci prima di parlare dei singoli: oggi con chi sta? Che cosa gli hanno promesso di nuovo? Sono più fedeli le puttane, per le quali abbiamo grande rispetto, che i politicanti nostrani, per i quali il gradimento è pressoché zero. Per fedeltà alla coscienza, ma bisogna averla, si possono anche cambiare idee e posizioni, ma quando dietro l’angolo si intravvedono vantaggi personali e di gruppo allora l’indignazione monta. Giocano con il pacchetto di voti infischiandosene dell’elettore che ha scelto non solo la loro bella faccia ma anche il partito nel quale militavano; anzi, correttezza vuole che si scelga prima il partito e poi, all’interno, la persona più affidabile.
E a proposito di partiti: a destra si assiste a sgambetti e arrembaggi in vista di postazioni che rafforzano la certezza di facili e possibili clientelismi, è il momento del mattone facile; a sinistra regna l’incapacità di essere chiari, credibili e alternativi, oltre che di ideare una strategia unitaria perché non ci siano più aggregazioni che teste pensanti; nel partito democratico si cerca una improbabile resa dei conti e così il branco è diviso fra la linea maggioritaria erede della pessima politica portata avanti dal duo Massa-Ruta che, nonostante il chiaro responso delle urne, si ostinano a fare da feudatari e quella del presidente della provincia D’Ascanio, che cerca di scalzarli per rendere il partito subalterno alle logiche di Di Pietro. Possibile che non si senta il bisogno di una politica altra e non si trovi persona disposta a dar corpo a istanze serie che vengono da una base nauseata da un simile scenario e tuttavia disponibile a costruire una società a misura d’uomo?
Intanto la regione spende e spande in modo vertiginoso. Per un assessore (Ulisse Di Giacomo) che, costretto, dopo mesi ha optato per il senato, lasciando un vuoto facilmente colmabile, una consigliera (Sabrina De Camillis) continua col doppio incarico (e doppio stipendio) essendo anche deputata. Finalmente il caldo ha sciolto come neve al sole la bella invenzione, pagata profumatamente, di un sottosegretario alla presidenza della regione, ma non il predestinato che è in cerca di un nuovo posto altrettanto redditizio. Poiché i consiglieri regionali eletti dal popolo non hanno l’abilità di divorare tutto il patrimonio, il presidente della giunta va a caccia di assessori esterni da aggregare alla stessa, inesauribile mangiatoia. Nonostante tutto non è lo loro busta paga che ci interessa, ma la qualità del loro lavoro.
Se su 990 dipendenti la regione Molise si permette 6 direttori generali e 100 dirigenti vuol dire che parecchi dirigono se stessi o si rubano le carte l’un l’altro per far vedere che fanno qualcosa! A noi costano solo 59 milioni di euro. Ma se si spendono altri 3 milioni di euro in consulenze e collaborazioni vuol dire che gli appena (!) 990 dipendenti hanno aderito al principio “lavorare meno per lavorare tutti”, oppure si è abbondato in assunzioni a detrimento di competenze. Tertius non datur. Per non parlare dei 9 milioni di euro costata la convenzione con Molise Dati per servizi telematici: collegarsi per usufruire della qualità! E non apriamo il capitolo sanità, augurando a tutti di mantenersi in buona salute, perché altrimenti…
Questo pozzo di San Patrizio, nel quale continueremo a calarci, gestisce qualcosa come due miliardi e seicento milioni di euro. L’estate, intanto, è arrivata e, per chi può, niente di meglio che cercare riparo sotto l’ombrellone capiente della prodiga regione Molise!☺
Non abbiamo la vocazione al vittimismo, né la sindrome dell’accer- chiamento. Siamo solo un foglio di provincia; eppure è successo un fatto inquietante. Qualcuno è riuscito a entrare nella nostra posta tanto che da un giorno all’altro ci siamo ritrovati inondati da venticinquemila (sì, proprio così, il numero non è gonfiato) messaggi di ritorno di posta mai inviata e ciò ha mandato in tilt il sistema e la nostra poca esperienza. Casualità? È possibile, ma potrebbe essere anche un segnale avendo appena pubblicato un numero di forte denuncia dell’usura praticata nel Molise. Intanto ci scusiamo per il conseguente ritardo con cui esce il giornale questo mese e se, ripulendo, sono andati perduti messaggi e lettere di voi lettori. Noi non desistiamo e intanto in altra parte pubblichiamo i dati che siamo riusciti ad avere dalla prefettura su estorsione e usura denunciati negli ultimi anni, perché ciò incoraggi le vittime a denunciare e a smantellare la rete di questi sciacalli che si nutrono di lacrime e sangue altrui. Ci è sembrato doveroso denunciare l’accaduto alla polizia postale, ma siamo stati liquidati con un semplice suggerimento: mettete un antivirus migliore.
Mentre il governo nazionale fantastica su impossibili leggi per dichiarare reato l’immigrazione clandestina, da noi assistiamo ad una transumanza tutt’ altro che clandestina e senza precedenti di sedicenti politici che cambiano casacca in cerca di un posto al sole. Non essendo possibile seguire in tempo reale gli spostamenti, siamo soliti ora chiederci prima di parlare dei singoli: oggi con chi sta? Che cosa gli hanno promesso di nuovo? Sono più fedeli le puttane, per le quali abbiamo grande rispetto, che i politicanti nostrani, per i quali il gradimento è pressoché zero. Per fedeltà alla coscienza, ma bisogna averla, si possono anche cambiare idee e posizioni, ma quando dietro l’angolo si intravvedono vantaggi personali e di gruppo allora l’indignazione monta. Giocano con il pacchetto di voti infischiandosene dell’elettore che ha scelto non solo la loro bella faccia ma anche il partito nel quale militavano; anzi, correttezza vuole che si scelga prima il partito e poi, all’interno, la persona più affidabile.
E a proposito di partiti: a destra si assiste a sgambetti e arrembaggi in vista di postazioni che rafforzano la certezza di facili e possibili clientelismi, è il momento del mattone facile; a sinistra regna l’incapacità di essere chiari, credibili e alternativi, oltre che di ideare una strategia unitaria perché non ci siano più aggregazioni che teste pensanti; nel partito democratico si cerca una improbabile resa dei conti e così il branco è diviso fra la linea maggioritaria erede della pessima politica portata avanti dal duo Massa-Ruta che, nonostante il chiaro responso delle urne, si ostinano a fare da feudatari e quella del presidente della provincia D’Ascanio, che cerca di scalzarli per rendere il partito subalterno alle logiche di Di Pietro. Possibile che non si senta il bisogno di una politica altra e non si trovi persona disposta a dar corpo a istanze serie che vengono da una base nauseata da un simile scenario e tuttavia disponibile a costruire una società a misura d’uomo?
Intanto la regione spende e spande in modo vertiginoso. Per un assessore (Ulisse Di Giacomo) che, costretto, dopo mesi ha optato per il senato, lasciando un vuoto facilmente colmabile, una consigliera (Sabrina De Camillis) continua col doppio incarico (e doppio stipendio) essendo anche deputata. Finalmente il caldo ha sciolto come neve al sole la bella invenzione, pagata profumatamente, di un sottosegretario alla presidenza della regione, ma non il predestinato che è in cerca di un nuovo posto altrettanto redditizio. Poiché i consiglieri regionali eletti dal popolo non hanno l’abilità di divorare tutto il patrimonio, il presidente della giunta va a caccia di assessori esterni da aggregare alla stessa, inesauribile mangiatoia. Nonostante tutto non è lo loro busta paga che ci interessa, ma la qualità del loro lavoro.
Se su 990 dipendenti la regione Molise si permette 6 direttori generali e 100 dirigenti vuol dire che parecchi dirigono se stessi o si rubano le carte l’un l’altro per far vedere che fanno qualcosa! A noi costano solo 59 milioni di euro. Ma se si spendono altri 3 milioni di euro in consulenze e collaborazioni vuol dire che gli appena (!) 990 dipendenti hanno aderito al principio “lavorare meno per lavorare tutti”, oppure si è abbondato in assunzioni a detrimento di competenze. Tertius non datur. Per non parlare dei 9 milioni di euro costata la convenzione con Molise Dati per servizi telematici: collegarsi per usufruire della qualità! E non apriamo il capitolo sanità, augurando a tutti di mantenersi in buona salute, perché altrimenti…
Questo pozzo di San Patrizio, nel quale continueremo a calarci, gestisce qualcosa come due miliardi e seicento milioni di euro. L’estate, intanto, è arrivata e, per chi può, niente di meglio che cercare riparo sotto l’ombrellone capiente della prodiga regione Molise!☺
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