sogno e disincanto  di Mara Mancini
30 Ottobre 2011
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sogno e disincanto di Mara Mancini

 

I pensieri che si inseguono abitualmente nel nostro cervello? “Lo odio”, “beata lei” e tutti i derivati. Quando ci troviamo davanti ad una persona che ci sta simpatica, come lo è un topo per un gatto, per l’80% fantastichiamo su pensieri molto pacifici, del tipo “ora l’ammazzo!” .

Viviamo in una società dove per sfruttare la pensione della nonna, ormai morta, al nipote viene la brillante idea di rinchiuderla nel congelatore, dove una mamma ammazza il figlio perché piange sempre o dove i figli uccidono i genitori e, perché no, li spezzettano anche. In una società dove se siamo in compagnia di una persona insopportabile e miracolosamente ci troviamo una pistola in tasca, non perdiamo tempo a valutare l’ipotesi di farle saltare il cervello. Funziona così, no?

Viviamo in una società dove non ci viene affatto in mente di sostituire l’invidia, l’orgoglio, la vendetta, la guerra con la generosità, l’umiltà, il perdono, la pace. Se continuiamo così le carceri andranno trasformate in case di protezione per suore, preti e qualche persona che proprio non riesce ad aderire all’odio. Di conseguenza, i carcerati saranno liberi di circolare tranquilli tra gente come loro che prima si camuffava attraverso la maschera dell’ipocrisia.

Viviamo in una società dove i programmi in tv, quali ad esempio “Uomini e donne”, “Grande Fratello”, “Saranno famosi”, “Ciao Darwin”, “Lo show dei record”, sono troppo sofisticati e intellettuali. Ma non pensiamo male, non si tratta assolutamente di gente che vuole solo mettersi in mostra: semplicemente sfrutta questi programmi per trovare l’anima gemella, per abituarsi a prove dure (es. attraversare un fiume di topi), o affrontare prove di coraggio (es. trattenere per un certo tempo un animale velenoso in bocca). E poi, se vediamo in alcuni programmi uomini che guardano le donne in maniera esagerata, dobbiamo sapere di essere colti da un’illusione ottica: ne stanno solo ammirando la bellezza! Inoltre ci sono tanti giovani che hanno una vita così agiata che, per solidarietà verso i poveri, vanno a vivere per un periodo in un’isola deserta.

Viviamo in una società dove i politici che ci comandano serbano nei nostri riguardi lo stesso rispetto che si aveva per i prigionieri di guerra, dove ci sono bestie migliori di determinati uomini, dove chi vuole un posto di lavoro valido lo può ottenere esclusivamente tramite raccomandazioni, le ragazze vengono stuprate e i colpevoli rilasciati; dove i giovani, per sostituire pensieri e problemi con il divertimento fanno uso di alcool e droghe consapevoli che, dopo essersi messi alla guida dell’auto, è possibile che le ultime due tappe di cui saranno protagonisti sono incidente e funerale.

La società odierna ci ha abituati a giudicare le persone in base all’apparenza o in base al carattere, ma non si è degnata di spiegarci che ciò è conseguenza anche dell’esperienza, e chissà che storia cela ogni persona!

Ora gli amici non si contano più sulle dita di una mano ma su Facebook, il desiderio di andare dal chirurgo plastico si sta mettendo alla pari della necessità di andare dal medico, scambiamo ciò che vediamo nelle pubblicità per la realtà, ci sbarazziamo di roba vecchia con la scusa della beneficenza, abbiamo paura di esporre i nostri pensieri e di agire come riteniamo più opportuno.

Sapete che vi dico? Che io apprezzo i poveri perché sorridono pur non avendo nulla, perché corrono, riescono a camminare scalzi anche sull’asfalto, perché sono liberi!

Apprezzo gli artisti di strada che non hanno bisogno di una bottega con tanto di qualifiche appese alle pareti o di un salone in cui esibirsi per esprimere il loro talento naturale.

Apprezzo i barboni che si accontentano di una panchina su cui dormire, che se fa brutto tempo non si preoccupano di ritirarsi in casa altrimenti si rovinano i capelli, ma magari si mettono a ballare sotto la pioggia! Li apprezzo perché se fossero ricchi vivrebbero sepolti da problemi, perché altrimenti in caso di terremoto per tutto ciò che vorrebbero salvare, resterebbero sotto le macerie, perché non hanno nulla da perdere.

Apprezzo quelle persone che la cattiveria e l’odio non la riservano nemmeno al peggior nemico, che cercano di trattenere ai margini della loro vita tutti i sentimenti negativi caratteristici della società odierna. Apprezzo quelle persone che si emozionano ancora dinanzi alla visione di un film, alla lettura di un libro, o semplicemente dinanzi ad una parola o ad un gesto di un amico.

 Apprezzo quelle persone che ancora consolano, cercano di capire la gente, di ascoltarla, di trattarla bene, che si accontentano dei gesti più semplici, quelli veri; quelle persone che si recano in spiaggia, chiudono gli occhi e lasciano che il vento gli accarezzi la pelle; quelle persone che non hanno paura di lottare, di percorrere una strada a senso unico andando contro tutti, che se vedono qualcuno a terra d’istinto gli allungano una mano, anche due.

Apprezzo quelle persone perché, racchiuse in ognuno di voi, aspettano solo che le liberiate. ☺

maramancini94@tiscali.it

 

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