Spinta al futuro
22 Marzo 2021
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Spinta al futuro

La Fuga di Enea, del padre Anchise e del piccolo Ascanio dalla città di Troia in fiamme è proposta dal Cardinale Borghese al Bernini per completare la decorazione della sua villa. Uno dei primi lavori romani di Gian Lorenzo, realizzato tra il 1618-1619, l’opera prende lo spunto da un passo dell’Eneide del poeta latino Virgilio e fa parte dei quattro gruppi borghesiani prodotti tra il 1621-1625.

La statua di Enea, Anchise e Ascanio è all’interno di Villa Borghese a Roma, come anche gli altri tre gruppi dell’artista: il Ratto di Proserpina (1621-22), Apollo e Dafne (1622-25), il Davide (1623-24). Le quattro opere marmoree, raffiguranti soggetti mitologici, ad eccezione del David, (racconto biblico), furono commissionati dal Cardinale Scipione Borghese  e destinate ad abbellire la villa romana sul Pincio.

Filippo Baldinucci, scrittore d’arte e consulente del Cardinale Leopoldo dè Medici, riteneva la scultura fosse frutto della collaborazione di bottega tra il padre Pietro e il figlio Gian Lorenzo. La tesi del Baldinucci venne però confutata grazie a ritrovamenti d’archivio: nello specifico una ricevuta di pagamento, che fa risalire l’acquisto del piedistallo su cui poggia il gruppo marmoreo al 1691, permettendo così l’attribuzione dell’opera a Gian Lorenzo.

Il Bernini, nel rappresentare l’atto di fuga di Enea, Anchise e del figlioletto Ascanio dalla città di Troia in fiamme, mostra tensione, sgomento, terrore drammatico: grazie alla sua sensibilità l’artista riesce a imprimere nel marmo sorprendente capacità comunicativa. Davanti all’opera non si può far altro che immergersi nel dramma, coinvolti dall’evento di fuoco, distruzione e morte: lo spettatore è parte integrante dall’azione, fino a percepire smarrimento e pericolo. La composizione a spirale risente ancora della scultura manierista e Bernini innesta un virtuosismo tecnico nel trattare incarnato, capelli, vigore atletico e decadimento della vecchiaia.

Il vecchio, il giovane e il bambino

Rappresentare il passato, il presente e il futuro è un modo di custodire la tradizione e la Controriforma ne aveva fatta la carta culturale-religiosa. Enea porta il padre Anchise sulla spalla sinistra e il piccolo Ascanio lo segue. Anchise vecchio, stanco, fiaccato, tiene con la mano sinistra il Keramos Troikos contenente le ossa degli antenati, Ascanio con la mano sinistra sorregge l’eterno fuoco di Vesta, uno dei sette Pignora Imperii, oggetti che secondo la credenza popolare dei romani erano in grado di mantenere in eterno la grandezza di Roma.

Anchise portatore di storia e tradizioni è destinato a dare origine alla futura Gens Julia, custode del sacro fuoco di Vesta: fede e carità. Lo sviluppo scultoreo è verticale. Le differenti età dei tre personaggi si evincono non solo dalle fattezze dei volti o dimensioni corporee. Traspare la geniale soluzione rappresentativa dell’epidermide dei soggetti, segnata dalla decadenza quella di Anchise, tonica, atletica quella di Enea, paffuta e tenera quella di Ascanio.

Osservando il gruppo dalla parte posteriore, si notano tracce di non finito sulla schiena di Enea: ciò fa supporre che la statua fosse pensata per stare in una collocazione a parete con visione frontale. ☺

 

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