Terzo settore: ora i fatti
Dopo una lunga gestazione è finalmente realtà la legge riforma del Terzo Settore, traguardo che mi vede particolarmente orgogliosa poiché la mia proposta approdò sui tavoli del Consiglio regionale a dicembre 2020, aprendo un lungo iter di costruzione di questo impianto normativo che ha coinvolto i rappresentanti politici ma anche tanti professionisti.
Non sarà mai superfluo rammentare come la crisi legata alla pandemia da Covid-19 ha rappresentato una sfida senza precedenti tanto per la cittadinanza quanto per l’amministrazione pubblica e il Terzo Settore. Quest’ultimo e il mondo del civismo in genere si sono dimostrati alleati preziosi per fronteggiare le conseguenze della pandemia sulla vita dei cittadini e sul tessuto sociale ma tali soggetti tuttavia hanno subìto essi stessi gravi ripercussioni a causa delle restrizioni per il contrasto alla diffusione del virus e dei suoi stessi effetti. Ed è proprio partendo dalla consapevolezza delle profonde criticità presenti anche nella nostra regione che si è creduto necessario riformare la disciplina del Terzo Settore in Molise, con l’obiettivo del miglioramento dei servizi al cittadino e, parallelamente, quello di creare nuove competenze e nuove opportunità di lavoro
Il Terzo Settore disporrà così di una Consulta che favorirà la co-programmazione e la co-progettazione di servizi in settori come salute, istruzione, beni culturali, agricoltura, sociale, ambiente. Impegno che sarà portato avanti dal settore no profit con il coinvolgimento attivo dell’UNIMOL, degli enti di formazione, della Pubblica Amministrazione della nostra regione. La co-programmazione e la co-progettazione sono le modalità di relazione tra enti pubblici e Terzo Settore ispirate al principio di collaborazione sulle quali ho inteso focalizzare l’impianto normativo, consapevole della rilevanza che la declinazione di tali princìpi potrà avere sull’impatto della legge.
L’ente del Terzo Settore (ETS) si caratterizza infatti per lo svolgimento di attività di interesse generale che lo rendono omologo per finalità all’ente pubblico: per questo motivo sono previste forme di relazione tra i due soggetti che non presuppongano, come nel caso dei soggetti di mercato, interessi diversi e contrapposti, ma un partenariato per perseguire insieme una finalità condivisa. Un esempio virtuoso in questa nuova ottica arriva da Bologna, città da sempre all’avanguardia nei progetti di ambito sociale, e nasce da un confronto aperto con le realtà cittadine che si occupano di sociale.
Il progetto, che mira a una trasformazione culturale verso forme di amministrazione condivisa, si chiama “Nuovo Patto per l’amministrazione condivisa” ed è stato stipulato tra l’Amministrazione comunale felsinea e i rappresentanti del Terzo Settore e delle reti civiche cittadine. La stesura del Patto ha coinvolto in pieno il personale dei vari settori del Comune: cultura, welfare, patrimonio, mobilità, agenda digitale, programmazione, ufficio statistico. Una trasformazione non solo normativa ma culturale e di metodo.
Come sottolinea Erika Capasso, delegata alle Politiche per il Terzo Settore, “il Terzo Settore è un “attore protagonista” della prosperità e della città e non va pensato come cinghia di trasmissione del for profit. Lo Stato non può più considerarsi l’unico detentore dell’interesse generale considerando invece gli enti del Terzo Settore come meri esecutori. Ecco perché abbiamo deciso come amministrazione di riprendere e definire con forza e attraverso i metodi dell’immaginazione civica il percorso già avviato dalla precedente amministrazione per l’adozione di un regolamento unico sulle forme di collaborazione con la cittadinanza che metta al centro proprio la co-progettazione e la co-program- mazione. Un modo per fare chiarezza, e potenziare gli strumenti a disposizione dell’ alleanza tra amministrazione, Terzo Settore e cittadinanza attiva e potenziare il concetto di sussidiarietà orizzontale”.
Ora il Molise ha una legge sul Terzo Settore che ne disciplina princìpi, fini e modalità, un importante passo avanti: da ora, è pronto ad avviare in maniera sistemica progetti e iniziative a sostegno del settore che, più di tutti, si muove per intercettare bisogni e fornire servizi.
Possiamo dire di aver fatto un importante passo avanti: la legge del Terzo Settore è elemento permanente dello sviluppo del Molise.☺
