un molise da scoprire   di Gabriella de Lisio
30 Marzo 2013
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un molise da scoprire di Gabriella de Lisio

 

Aprile… dolce dormire? Non proprio, specie per chi, nella scuola, si prepara alla faticosa quadriglia di uscite didattiche e viaggi d’istruzione che ci accompagneranno fino a maggio e ci faranno concludere l’anno con qualche bella esperienza da ricordare e qualche altra foto di gruppo da aggiungere all’album (anzi, al pc). Qualche suggerimento in merito ci piace darlo in vista della preparazione di mete ed itinerari che potrebbero essere rivolti, sapientemente, anche al territorio più vicino, che spesso viene snobbato perché poco conosciuto. E che invece, per i nostri studenti, si può rivelare una miniera di tracce storiche, di testimonianze artistiche e di tesori paesaggistici di tutto rispetto. Per parlarne, abbiamo scelto di interpellare chi ha a che fare quotidianamente con la realtà di un Molise ricco di risorse ma un po’ addormentato e miope: il presidente dell’Associazione Guide Turistiche Molise, Domenico Di Gregorio, che ha fatto della promozione e della conoscenza del Molise, oltre che la sua passione, lo scopo del suo instancabile lavoro di sensibilizzazione della comunità.

1. Presidente, AGTM ha scelto di promuovere il Molise e la sua esplorazione: perché?

Per invitare innanzi tutto i molisani a scoprire le proprie origini, a riappropriarsi delle proprie radici, a imparare a conoscere il proprio territorio per poterlo rispettare, apprezzare e valorizzare.

In secondo luogo, per proporre il Molise a quanti sono fuori dal Molise, e per invitarli a visitare una regione che merita di essere raccontata, perché suscita esperienze preziose per i “veri viaggiatori”.

2. Quanto c'è ancora da lavorare sui molisani per renderli consapevoli che la nostra regione è ricca di siti storico-artistici di rilievo?

Quando i molisani realizzeranno che il loro patrimonio storico, artistico e naturale può diventare una fonte di reddito per l’intera regione, il Molise migliorerà di certo la sua condizione economica e sociale.

Naturalmente occorre lavorare sia sul piano culturale, sia su quello pratico operativo commerciale, rendendo sempre più fruibili le risorse e aumentando la capacità di aprirsi al Mondo.

Il lavoro da fare è naturalmente lungo e faticoso. Bisogna “convincere” i molisani a modificare il loro modo di interpretare il Molise. Questa operazione di formazione deve coinvolgere tutti senza distinzioni, siano essi esponenti delle istituzioni, esperti ricercatori, divulgatori, semplici cittadini, imprese locali. Sarebbe bello riuscire ad elaborare un nuovo immaginario. Arrivare a definire e condividere un Molise ricco di testimonianze storico-artistiche e ambientali, aperto a tutti quelli che hanno bisogno di autenticità, di cose belle ed emozionanti.

3. Da qualche anno, AGTM ha iniziato una collaborazione anche con le scuole, proponendo pacchetti didattici: quali sono state le esperienze più significative effettuate a riguardo?

Nell’anno scolastico 2011/2012 AGTM ha sperimentato con successo una modalità di lavoro in cui alla classica visita guidata sono state affiancate delle attività ludico-laboratoriali che hanno permesso agli operatori, attraverso dei giochi, di veicolare più facilmente i contenuti, e agli alunni di essere protagonisti del loro apprendimento. Non a caso tali iniziative sono state denominate “Visite giocate”. Il bilancio è stato assolutamente positivo, anche se – come succede in ogni esperienza nuova – abbiamo individuato degli elementi che possono migliorare l’offerta e stiamo lavorando per renderla ancora più appetibile ed efficace.

4. Come reagisce il mondo della scuola alle proposte didattiche e turistiche che invitano ad esplorare il Molise?

Fortunatamente da qualche anno i docenti sono più sensibili rispetto al recente passato alle vicende storiche della regione. Le possibilità di collegare la storia molisana ai loro programmi curricolari sono tante e devono essere sfruttate. Per gli alunni è interessante scoprire che possono ritrovare nella loro regione ciò che stanno studiando sui libri di testo. D’altro canto dalla preistoria fino ai giorni nostri ogni epoca ha lasciato tracce in Molise.

5. Quali mete o quali itinerari proporreste per la primavera 2013 alle scuole?

Naturalmente le proposte possono essere tante. Il punto da cui partire però sono i percorsi formativi e i linguaggi da utilizzare. Per fare qualche esempio: ai più piccoli potrebbe essere giusto proporre un’esperienza che, partendo dai tanti affreschi presenti in Molise (si pensi ad esempio alla Cripta di Epifanio presso San Vincenzo al Volturno, al ciclo del Castello di Gambatesa), consenta di riflettere e lavorare sul tema dell’uso dei diversi colori per esprimere messaggi ed emozioni differenti. Un’altra proposta, in questo caso indirizzata alle classi che studiano il fenomeno dei castelli, potrebbe essere quella di approfondire i temi affrontati in aula, con visite guidate alle tante testimonianze presenti sul territorio (Castello Pandone di Venafro, Castello di Civitacampomarano, Castello di Gambatesa, la torre e il borgo di Riccia, ecc.). Sono solo proposte su due piedi. In realtà non c’è che da aprire gli occhi, “svegliarsi”… e scegliere. ☺

gadelis@libero.it

per contatti: WWW.VIAGGIOMOLISE.IT

TEL. 329.06.94.345

 

 

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