Un tuffo nel passato e un’occasione persa
di Christiane Barckhausen-Canale
Non so se è la vecchiaia, ma quest’anno ho sentito, per la prima volta in 20 anni, un forte desiderio di tornare in Liguria, a Marmoreo, frazione di Casanova Lerrone. Questo paesino, o meglio, un vecchio frantoio d’olive trasformato in “agriturismo”, ha giocato un ruolo importante nella mia vita. Nel 1990 avevo fondato a Berlino-Est, assieme a tre amiche, un centro donne interculturale. Le donne che frequentavano il centro, donne dal Vietnam, da diversi paesi dell’America Latina e dell’Europa dell’Est, non avevano i mezzi per fare le vacanze. Per caso, un giorno, trovai su un giornale l’annuncio di un signore che offriva 27 posti letto in Liguria, ed una volta stabilito il contatto con quel signore e pagato una somma di 10.000 marchi (messi a nostra disposizione da mia madre) cominciarono i viaggi a Marmoreo. Potevamo offrire alle donne un posto letto per quello che oggi sarebbero 5 Euro per notte, ed i bambini sotto i 14 anni non pagavano niente.
Nel corso degli anni abbiamo stabilito contatti con varie persone di Marmoreo, nel frantoio sono nate amicizie che durano ancora oggi, io ho conosciuto Giorgio che dal 1998 accompagna la mia vita e mi rende sopportabile la vecchiaia e, quest’ anno, mia figlia ha invitato parenti ed amici a festeggiare i suoi 60 anni, compiuti in aprile.
Durante il viaggio a Marmoreo, Giorgio ci raccontò molte storie da lui vissute nei quattro anni in cui aveva lavorato in quel paesino. Facemmo memoria di tutte le persone di Marmoreo che avevamo conosciute – e non viste da più di 20 anni. Immaginavamo la sorpresa che la nostra visita avrebbe causato a tutti loro, soprattutto Domenico, ex datore di lavoro di Giorgio che nel passato aveva organizzato delle feste fra quelli venuti da Berlino e quelli che abitavano a Marmoreo o a Casanova Lerrone.
Ma non c’è stata sorpresa per Domenico, perché lui aveva avuto un incidente stradale ed era morto un mese prima del nostro arrivo. Ed a Marmoreo non mancava solo lui. Quasi tutti quelli e tutte quelle che avevamo conosciuto si trovavano già nel mondo della memoria, e Marmoreo era diventato un paesino senza neanche un posto dove comprare il pane. Molte case non erano più abitate, altre erano proprietà di cittadini di altri paesi d’Europa che venivano solo per le vacanze. Avevo l’impressione che il tempo si fosse fermato, e solo il frantoio, modernizzato dall’ attuale proprietario, mi ricordò i vecchi tempi. I membri della mia famiglia ed i vecchi amici, veterani delle vacanze a Marmoreo e i loro figli e figlie, hanno conservato quello spirito di fraternità e sorellanza degli anni ‘90, quella divisione dei lavori e quella solidarietà conosciuti alla fine del secolo scorso.
Ma c’era ancora una cosa che volevo fare, perché avevo scoperto che da quel viaggio potevo portare a casa un articolo per la fonte.
Durante il lungo viaggio da Bonefro a Marmoreo, Giorgio parlò anche di Federico, l’uomo che lavorava, come lui, come muratore per Domenico. Federico era stato uno con il quale si poteva discutere non solo dei fatti di Marmoreo, ma anche di politica italiana e del mondo. Federico leggeva non solo i giornali, ma anche libri. E Federico era stato amico di Sandro Pertini…
Non credevo alle mie orecchie. Era vero? Sarebbe stato possibile trovarlo e fargli una intervista? Tre giorni dopo il nostro arrivo al frantoio Giorgio scese a Casanova Lerrone per cercare Federico, ma trovò solo suo figlio Maurizio. Federico si trovava da qualche tempo in ospedale, qualcosa non andava bene ai suoi polmoni, e c’era un sospetto di COVID. Il giorno seguente, Maurizio ci sorprese con una buona notizia: Federico sarebbe tornato a casa sabato 17, il giorno prima della nostra partenza!
Ero contenta: potevo fare l’intervista ad un signore di 90 anni che era stato amico di Sandro Pertini. Sapevo già, da Maurizio, che Federico era stato negli anni settanta membro del partito socialista ed aveva conosciuto Pertini in quell’ambiente. Una volta aveva dovuto andare a Roma per consegnare al deputato Pertini qualche documento, i due socialisti liguri passarono un bel po’ di tempo chiacchierando, e così nacque una amicizia che Pertini coltivò anche una volta diventato presidente della Repubblica. Un giorno fece visita a Federico a Casanova Lerrone, cosa che gli abitanti del paese non hanno mai dimenticato.
Sabato 17 agosto, verso mezzogiorno, squillò il cellulare di Giorgio. Era Maurizio che ci informava che suo padre era morto la notte precedente.
Sono tornata a Bonefro con il cuore pesante e con qualche foto regalataci da Maurizio. Durante il viaggio di ritorno pensai molto a questo fatto tragico: la morte non solo porta via una persona, ma anche pezzi di storia che non si potranno mai più recuperare.☺
