Vita da dad
13 Aprile 2021
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Vita da dad

È quella che conduco a sprazzi da un anno. Non mi riferisco agli insegnanti o agli alunni-automi, ma alla mia quotidianità a casa e quindi Dad non più acronimo di Didattica a distanza ma l’inglesismo di papà.

Rispetto ad altri “babbicolleghi”, ho la fortuna di vivere la famiglia per più ore avendo un lavoro turnista, e vi assicuro che in questo anno di “domiciliari” la vita si è fatta dura. Passatemi la battuta che gira ultimamente sui social ma appena passerà questo periodo pandemico resterò chiuso in casa un paio di giorni per riprendermi, soprattutto dai momenti quotidiani che mi sono stati sottratti.

Non c’è nulla da ridere. A casa nostra ho due bambini ed una moglie in dad: all’ipotetico suono della campanella, mentre loro entrano virtualmente a scuola io a volte forzatamente… esco di casa! Cane, curare l’orto in altro luogo, etc.

Quando poi rincaso non so mai se sono ancora connessi e quindi devo prestare attenzione, muovermi silenziosamente così che i nemici non possano sentirmi o vedermi, cucinare facendo attenzione ai rumori (vi assicuro che non è facile), e il più delle volte con sottofondo la mum che sbuffa con le sue classi/cimitero, rido quando lei esorta i ragazzi ad uscire dalle loro lapidi telematiche perché i più non si fanno vedere; c’è poi chi il giovedì deve uscire prima dalla lezione perché deve cucinare per la famiglia (faceva così anche con la didattica in presenza?), chi spavaldo fa un po’ di pesi durante la lezione, confondendo cultura per culturismo, chi con una borsa del ghiaccio in testa perché è caduta dallo scooter (quando erano più originali le nostre scuse con le settimanali morìe di nonne) o peggio era distratto perché stava vedendo Canale5.

Mentre io sono intento a cucinare pasta e ceci, rimugino e tornerei volentieri a quella scuola dove i ceci…

E se piango, non è per la cipolla che uso in cucina ma per come vedo crescere i miei figli e altri ragazzi.☺

 

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