Contromafiecorruzione
10 marzo 2018
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Contromafiecorruzione

Il 4 febbraio scorso si è conclusa la tre giorni (2-4 febbraio) romana di Contromafiecorruzione, che è stata la quarta edizione; si è conclusa con la partecipazione di giovani, magistrati, associazioni, docenti, sigle sindacali, rappresentanti di associazioni provenienti dalla UE. Questi tre giorni sono stati l’occasione di studio, di confronto e di proposte, che hanno costituito uno strumento necessario per rinnovare l’impegno che ci dà la forza di liberarci dalla corruzione e dalle mafie. Nel corso di questi tre giorni sono intervenuti tra gli altri il procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho (che il mese scorso è stato anche a CB, invitato dall’ordine degli avvocati della provincia di Cb), la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, i presidenti onorari di Libera Giancarlo Caselli e Nando Dalla Chiesa, il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il segretario generale della CEI mons. Nunzio Galantino. Ha aperto e chiuso i lavori don Luigi Ciotti. Nella sua relazione iniziale don Ciotti tra l’altro ha detto: “La lotta alle mafie e alla corruzione necessita di due cose, che non mancano ma che vanno potenziate. La prima è la simultaneità degli interventi. La lotta alle mafie non ammette compartimenti stagni, perché le mafie e la corruzione sono un male non solo criminale, ma anche culturale, sociale, politico, economico. Bisogna combatterle su ciascuno di questi piani contemporaneamente. Occorre una strategia, un’azione concordata di tutte le realtà, istituzionali e sociali, coinvolte in questa battaglia che non è di legalità, ma di civiltà. Le mafie non sono un crimine contro la legge, ma contro la civiltà. La seconda cosa che manca – ed è un deficit ancora più grave – sono le politiche sociali. Per sconfiggere le mafie occorre costruire una società dei diritti, del lavoro, della giustizia. Occorrono impegno e cura per il bene comune. Le mafie sono parassiti che traggono forza dai vuoti di democrazia. Offrono come favore ciò che non viene garantito per diritto. Le attuali diseguaglianze – la crescita della povertà, lo squilibrio indecente delle ricchezze e delle possibilità – sono il terreno a loro più congeniale.

Tra mafie e corruzione è sempre più difficile distinguere; e le mafie, astutamente, continuano a fare quello che hanno sempre fatto usando la forza del denaro invece della forza delle armi. La corruzione è una mano che strozza ma in guanti bianchi. La corruzione resta la più grave minaccia della democrazia. Un’infezione che prepara il terreno alle mafie e che le mafie hanno fatto propria. Oggi il metodo corruttivo, la violenza in guanti bianchi basata sull’uso del denaro, è il loro metodo prevalente. E allora è sempre più difficile distinguere. È vero che non tutti i corrotti sono mafiosi, ma è anche vero che i parametri, i criteri che finora abbiamo usato per valutare ciò che è mafia, vanno rivisti, aggiornati, approfonditi. C’è allora una grande campagna culturale da fare, perché è ancora molto diffusa l’idea che la corruzione e le mafie siano mondi diversi e separati, e che il reato di corruzione sia molto meno grave di quello mafioso, per alcuni una bagattella scusabile con la sua diffusione o giustificabile con l’eccesso di burocrazia o di pressione fiscale. Ma c’è al contempo una grande sfida educativa. La corruzione va combattuta alla radice con la formazione delle coscienze. Libera sarà sempre un mezzo, mai un fine… Dobbiamo riconoscere e valorizzare quanto di positivo è stato fatto. Restano zone d’ombra, nodi, contraddizioni. Ma bisogna riconoscere che in 23 anni sono stati fatti degli sforzi, passi avanti nella lotta alle mafie e alla corruzione. Libera è, sin dalla sua origine, relazione ed etica della relazione, ossia condivisione e corresponsabilità. Si è liberi con gli altri e per gli altri. E la più alta forma di libertà – ce lo siamo detti tante volte – è impegnare la propria per liberare chi libero non è. Liberare il paese dalle mafie, dalla corruzione, dalle ingiustizie. Ecco il sogno collettivo che ci fa essere di nuovo qui. Nella disponibilità di metterci in gioco con rinnovata forza ed entusiasmo, dopo 23 anni. E nella coscienza che Libera sarà sempre mezzo, non fine. Il fine si chiama libertà e dignità delle persone”.

Per quanto riguarda Libera Molise, abbiamo progetti in corso di attuazione, di cui, in estrema sintesi, diamo ragione qui di seguito.

Il prossimo grande appuntamento di Libera è il 21 marzo p.v., giorno dell’impegno civile e della memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie.

– Il 20 marzo p.v., martedì, intorno alle 11.00, ci sarà la lettura dei nomi delle vittime innocenti di tutte le mafie davanti al bene confiscato alla Sacra Corona Unita pugliese, in Via Salita Santa Cristina, CB.

– Il 21 marzo p.v., mercoledì, partecipazione a Foggia all’appuntamento nazionale di LIBERA, dalla mattina alle ore 09.00 fino alla conclusione della manifestazione. Saranno messi a disposizione degli studenti e dei cittadini, con buona probabilità, 1 o 2 pullman, che partiranno dal capoluogo regionale, la mattina presto.

– Il 7 aprile p.v., sabato, c’è un appendice del progetto sulla Memoria e l’Impegno. In collaborazione con l’Associazione Onlus Vivi il tuo quartiere “Colle dell’Orso” di Campobasso, ci sarà, dalle 10.00 alle 12.30 circa, un incontro sulle tematiche che riguardano la Primavera di Libera, al quale prenderanno parte studenti della secondaria superiore del capoluogo di regione. La sera, sempre al Teatro Savoia di CB, ci sarà una rappresentazione teatrale, a cura della compagnia La bottega dell’attore, sulla strage di Capaci – 23 maggio 1992 – nella quale morirono Falcone, sua moglie Francesca, e tre uomini della scorta, Di Cillo, Montinaro, Schifani. La pièce s’intitola Minchia, signor tenente.

Una seconda tranche di iniziative riguarda il corso di formazione (“Il territorio, la società e la cultura della legalità”) rivolto a docenti e non docenti della regione, che Libera Molise ha iniziato il 18 dicembre 2017. Il secondo appuntamento è per il 27 febbraio p.v. a Larino presso il liceo scientifico/classico st. dalle ore 16.00 e le relazioni saranno tenute dalla dott.ssa Rossana Venditti – sostituto Procuratore del tribunale dei Minorenni del Molise (“Dalle dipendenze al disagio sociale: chi lucra sulle nuove forme di asservimento?”) e dalla dott.ssa Marinella Mazzocco (“Gambling: se lo conosci, lo eviti”), medico responsabile del SERT di Larino.

Il terzo appuntamento sarà nuovamente a Campobasso, presso il Liceo classico st. di CB, in Via Scardocchia s.n., con la relazione (“Ricchezza dei territori italiani e miseria della politica”) del prof. Piero Bevilacqua, già docente di Storia del territorio e dell’Agricoltura presso La Sapienza di Roma. Il quarto appuntamento ci sarà ad Agnone presso il Liceo tecnologico st., dalle ore 16.00 con i proff. Alberto Conti (“L’esperienza più che ventennale della Scuola di formazione civile e sociale Paolo Borsellino”) e Umberto Berardo (“Un percorso di legalità per la tutela del territorio: le istituzioni ed i cittadini”). I due rimanenti appuntamenti di formazione, le cui date sono in fieri, saranno a Termoli e a Venafro.

Per qualsiasi chiarificazione ed ulteriore informazione il nostro indirizzo di posta elettronica è molise@libera.it.☺

 

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