Guerra e pronipote
9 Marzo 2022
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Guerra e pronipote

Ho aspettato fino all’ultimo istante prima di sedermi a scrivere. L’ultima settimana, giorno dopo giorno, ho pensato che finalmente avrei potuto togliere la bandiera della pace dalla ringhiera e metterla da parte perché il conflitto intorno all’Ucraina si sarebbe risolto. Ma giorno dopo giorno è cresciuta la mia rabbia nel vedere nei telegiornali e nei diversi talk show uomini e donne che parlavano del conflitto in maniera unilaterale, ripetendo le “notizie” divulgate dagli Stati Uniti d’America, a cominciare dall’annuncio dell’invasione dell’Ucraina da parte dei russi, fissata per il 16 febbraio!. Nessuno dei commentatori ha menzionato la bugia che era servita, non troppo tempo fa, per iniziare la guerra contra l’Iraq, quella storia delle armi di distruzione di massa possedute da Saddam Hussein. Tutto dimenticato.

Dimenticato anche che, quando l’Unione Sovietica si mostrava d’accordo con l’unificazione dei due stati tedeschi, fu promesso, da parte dell’Occidente, che nessun paese del blocco socialista sarebbe diventato membro della NATO. Tutti hanno dimenticato le bugie e le promesse, anche quelli che, per la loro età, dovrebbero ricordarle. Allo stesso tempo, le diverse TV mostravano filmati ed interviste di cittadini ucraini che portavano emblemi dell’organizzazione che idolatra Stepan Bandera, collaboratore delle truppe tedesche, naziste, durante la seconda Guerra Mondiale. E perfino una rappresentante di primo piano del PD posta fotografie di quei neo-nazisti sulla sua pagina facebook.

Mentre cresceva la mia rabbia, cresceva anche la totale incomprensione della superficialità con la quale il tema veniva trattato. Superficialità e fretta, per arrivare ai temi “veramente importanti”: le mascherine, la quarta dose di vaccino, l’apertura o chiusura delle discoteche… come se non si trattasse di un vero pericolo, di una guerra, qua, nella nostra Europa! Come se questa guerra non ci toccasse… Ah no, hanno detto che ci può toccare, in caso che si chiudesse il gasdotto che ci porta il gas della Russia, ci hanno detto che possiamo aspettarci la crescita maggiore degli importi che dobbiamo pagare per la luce e per il riscaldamento. Solo questo? E se la situazione sfugge dalla mano di un generale, o di un soldato, non importa se ucraino o russo, e la guerra si espande ed i missili o gli aerei vengono a disturbare la nostra santa pace?

Dove sono, in Italia, in Germania, in Francia, in Spagna, le manifestazioni contro la guerra, come le abbiamo viste quando c’era la guerra in Iraq? Siamo diventati totalmente insensibili? Non pensiamo alle sofferenze che dovranno sopportare ucraini e russi in caso scoppi veramente la guerra? E non pensiamo al futuro dei nostri figli, di quelli che forse dovranno andare sul campo di battaglia? Non pensiamo ai nostri nipoti, che forse dovranno crescere senza un padre?

Devo chiarire che non sono una tifosa di Putin. Non mi piace la sua politica, ma capisco come si sente pensando alla possibilità che un giorno avrà la NATO anche nell’Ucraina. Che ci saranno delle base militari della NATO non solo in Romania ed in Polonia, ma anche sui diretti confini? Se i commentatori ed i politologi capiscono che agli USA non è mai piaciuto l’idea di una nuova gasdotto per il gas russo, la Nordstrom2, non possono anche capire perché a Putin e al popolo russo non piace l’idea della presenza di truppe della NATO in Ucraina?

Anche questa sera andrò a letto con la paura di svegliarmi domani con la notizia di una guerra nel cuore dell’Europa. Anzi, penso che neanche riuscirò a dormire, perche fra tre giorni dovrà nascere la mia pronipote, e l’allegria che sento, pensando a lei, non è più una allegria pura, ma è mescolata ad una grande paura.☺

 

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