Il genere Mentha è uno dei più complessi del regno vegetale e la ragione va ricercata nella facilità di incroci spontanei tra le varie specie, che producono sempre nuovi ibridi. Tutte le specie di menta hanno le stesse proprietà medicinali, dovute, principalmente, a un alcol estratto dall’essenza di menta, il mentolo, che sembra sia stato scoperto nei Paesi Bassi alla fine del XVIII secolo.
Uno degli ibridi di menta più diffuso nei nostri orti e giardini è la piperita. Che si tratti di un ibrido lo si evince dal suo nome scientifico Mentha x piperita L. e deriva da due tipi di menta: la Mentha viridis e la Mentha aquatica.
Come tutti gli ibridi in natura, anche la menta piperita è sterile, e quindi, non producendo i semi, si propaga unicamente per via vegetativa grazie ad un rizoma sotterraneo da cui si generano numerosi fusti sottili e striscianti, lungo i quali, all’altezza dei nodi, si sviluppano radici, foglie e fiori.
Il nome pare derivi dalla ninfa Mintha, amante di Ade, il dio che regnava sui morti. Si racconta che Mintha venne uccisa da Persefone, sua rivale in amore. Ade, forse per pietà, la trasformò in una pianta profumata: la menta. Poiché la ninfa era la figlia di un dio abitatore dei fiumi cercò le acque paterne per averne la protezione. Per questo la menta cresce rigogliosa vicino ai corsi d’acqua. In un’altra leggenda si parla invece di Zeus, il quale, innamorato della bella Mintha e più volte respinto, decise di trasformarla in una pianta. Nonostante questo, la ninfa continuò a sfuggirgli in eterno, cambiando forma, luogo e aspetto, e dando così vita a tutte le varie e numerose specie di menta. Esse sono presenti allo stato spontaneo in tutte le regioni temperate dei due emisferi e, con minore frequenza, anche nelle zone tropicali. Nel nostro Paese una decina di specie vegetano dal mare all’alta montagna, di preferenza in luoghi umidi e freschi.
L’aggettivo piperita invece deriva dal suo sapore piccante, pepato (piper = pepe). La Menta piperita è una pianta officinale; contiene un olio etereo costituito per la maggior parte da mentolo che si estrae per lo più da questa specie. Per la facilità di coltivazione e per il suo impiego in cucina, può essere anche coltivata in vaso su terrazzi e balconi. Fra i suoi molti pregi ha quello di tenere lontane mosche e zanzare, pregio comune a tutte le mente, che possono essere considerate antiparassitarie. Sembra infatti che la specie Mentha pulegium debba il suo nome alla proprietà di allontanare le pulci (dal latino pulex).
La menta, senza distinzione di specie, era molto apprezzata nell’antichità ed era usata per intrecciare ghirlande, grazie alla lunghezza e alla flessibilità degli steli. Gli Assiri e i Babilonesi se ne servivano per combattere l’atonia gastrica (spossatezza, rilassamento); in Egitto, i sacerdoti preparavano con la menta il Kifi, un particolare unguento usato per mantenere la mente lucida e per prevenire l’invecchiamento. Paracelso (1493-1541), medico naturalista e filosofo svizzero, sosteneva che l’infuso di menta risana quanto la mano di un buon medico.
La menta piperita è largamente usata in pasticceria, in liquoristica, in profumeria e in erboristeria, grazie all’essenza contenuta nelle foglie, composta soprattutto da mentolo (50%), che è un ottimo stimolante per lo stomaco, un antisettico e un analgesico, utilizzato anche per prodotti alimentari, di cosmesi e per l’igiene orale.
Per uso esterno è impiegata come antisettico delle vie aeree per purificarle e decongestionarle in caso di raffreddori e sinusiti; mentre la sua blanda azione analgesica, antinevralgica e antipruriginosa sulle mucose e sulla cute è in chiara relazione con il senso di freddo che deriva dalla sua azione di vasocostrizione.
Le foglie, essiccate all’ombra e lontano dal calore, conservano assai a lungo l’intenso profumo e quindi possono essere raccolte e tenute in barattolo di vetro per tutta la stagione invernale.
Accenniamo solo ad alcune delle innumerevoli preparazioni casalinghe e di seguito riportiamo una fresca ricetta per l’estate: infuso (per favorire la digestione, sedare e bloccare le fermentazioni intestinali); tintura (contro i dolori nevralgici e reumatici); suffumigi (per combattere il raffreddore); sciroppo (contro disturbi nervosi, coliche, vomito e nausea); vino alla menta (tonico e digestivo); bagno alla menta (decongestionante e rinfrescante della pelle).
Sorbetto alla menta
Ingredienti: un mazzetto di menta piperita fresco; 200 g di zucchero; 3 dl di acqua; il succo di due limoni; un albume.
Preparazione: lavare le foglie di menta; asciugarle, tritarle e metterle in infusione per un’ora in uno sciroppo preparato facendo bollire per 5 minuti lo zucchero nell’acqua. Fare raffreddare; unire il succo di due limoni; filtrare e mettere a ghiacciare nel freezer. Montare a neve l’albume, frullare il sorbetto e incorporarlo.
Servire in coppette individuali e guarnire con foglioline di menta fresche.☺
giannotti.gildo@gmail.com
Il genere Mentha è uno dei più complessi del regno vegetale e la ragione va ricercata nella facilità di incroci spontanei tra le varie specie, che producono sempre nuovi ibridi. Tutte le specie di menta hanno le stesse proprietà medicinali, dovute, principalmente, a un alcol estratto dall’essenza di menta, il mentolo, che sembra sia stato scoperto nei Paesi Bassi alla fine del XVIII secolo.
Uno degli ibridi di menta più diffuso nei nostri orti e giardini è la piperita. Che si tratti di un ibrido lo si evince dal suo nome scientifico Mentha x piperita L. e deriva da due tipi di menta: la Mentha viridis e la Mentha aquatica.
Come tutti gli ibridi in natura, anche la menta piperita è sterile, e quindi, non producendo i semi, si propaga unicamente per via vegetativa grazie ad un rizoma sotterraneo da cui si generano numerosi fusti sottili e striscianti, lungo i quali, all’altezza dei nodi, si sviluppano radici, foglie e fiori.
Il nome pare derivi dalla ninfa Mintha, amante di Ade, il dio che regnava sui morti. Si racconta che Mintha venne uccisa da Persefone, sua rivale in amore. Ade, forse per pietà, la trasformò in una pianta profumata: la menta. Poiché la ninfa era la figlia di un dio abitatore dei fiumi cercò le acque paterne per averne la protezione. Per questo la menta cresce rigogliosa vicino ai corsi d’acqua. In un’altra leggenda si parla invece di Zeus, il quale, innamorato della bella Mintha e più volte respinto, decise di trasformarla in una pianta. Nonostante questo, la ninfa continuò a sfuggirgli in eterno, cambiando forma, luogo e aspetto, e dando così vita a tutte le varie e numerose specie di menta. Esse sono presenti allo stato spontaneo in tutte le regioni temperate dei due emisferi e, con minore frequenza, anche nelle zone tropicali. Nel nostro Paese una decina di specie vegetano dal mare all’alta montagna, di preferenza in luoghi umidi e freschi.
L’aggettivo piperita invece deriva dal suo sapore piccante, pepato (piper = pepe). La Menta piperita è una pianta officinale; contiene un olio etereo costituito per la maggior parte da mentolo che si estrae per lo più da questa specie. Per la facilità di coltivazione e per il suo impiego in cucina, può essere anche coltivata in vaso su terrazzi e balconi. Fra i suoi molti pregi ha quello di tenere lontane mosche e zanzare, pregio comune a tutte le mente, che possono essere considerate antiparassitarie. Sembra infatti che la specie Mentha pulegium debba il suo nome alla proprietà di allontanare le pulci (dal latino pulex).
La menta, senza distinzione di specie, era molto apprezzata nell’antichità ed era usata per intrecciare ghirlande, grazie alla lunghezza e alla flessibilità degli steli. Gli Assiri e i Babilonesi se ne servivano per combattere l’atonia gastrica (spossatezza, rilassamento); in Egitto, i sacerdoti preparavano con la menta il Kifi, un particolare unguento usato per mantenere la mente lucida e per prevenire l’invecchiamento. Paracelso (1493-1541), medico naturalista e filosofo svizzero, sosteneva che l’infuso di menta risana quanto la mano di un buon medico.
La menta piperita è largamente usata in pasticceria, in liquoristica, in profumeria e in erboristeria, grazie all’essenza contenuta nelle foglie, composta soprattutto da mentolo (50%), che è un ottimo stimolante per lo stomaco, un antisettico e un analgesico, utilizzato anche per prodotti alimentari, di cosmesi e per l’igiene orale.
Per uso esterno è impiegata come antisettico delle vie aeree per purificarle e decongestionarle in caso di raffreddori e sinusiti; mentre la sua blanda azione analgesica, antinevralgica e antipruriginosa sulle mucose e sulla cute è in chiara relazione con il senso di freddo che deriva dalla sua azione di vasocostrizione.
Le foglie, essiccate all’ombra e lontano dal calore, conservano assai a lungo l’intenso profumo e quindi possono essere raccolte e tenute in barattolo di vetro per tutta la stagione invernale.
Accenniamo solo ad alcune delle innumerevoli preparazioni casalinghe e di seguito riportiamo una fresca ricetta per l’estate: infuso (per favorire la digestione, sedare e bloccare le fermentazioni intestinali); tintura (contro i dolori nevralgici e reumatici); suffumigi (per combattere il raffreddore); sciroppo (contro disturbi nervosi, coliche, vomito e nausea); vino alla menta (tonico e digestivo); bagno alla menta (decongestionante e rinfrescante della pelle).
Sorbetto alla menta
Ingredienti: un mazzetto di menta piperita fresco; 200 g di zucchero; 3 dl di acqua; il succo di due limoni; un albume.
Preparazione: lavare le foglie di menta; asciugarle, tritarle e metterle in infusione per un’ora in uno sciroppo preparato facendo bollire per 5 minuti lo zucchero nell’acqua. Fare raffreddare; unire il succo di due limoni; filtrare e mettere a ghiacciare nel freezer. Montare a neve l’albume, frullare il sorbetto e incorporarlo.
Servire in coppette individuali e guarnire con foglioline di menta fresche.☺
Il genere Mentha è uno dei più complessi del regno vegetale e la ragione va ricercata nella facilità di incroci spontanei tra le varie specie, che producono sempre nuovi ibridi. Tutte le specie di menta hanno le stesse proprietà medicinali, dovute, principalmente, a un alcol estratto dall’essenza di menta, il mentolo, che sembra sia stato scoperto nei Paesi Bassi alla fine del XVIII secolo.
Uno degli ibridi di menta più diffuso nei nostri orti e giardini è la piperita. Che si tratti di un ibrido lo si evince dal suo nome scientifico Mentha x piperita L. e deriva da due tipi di menta: la Mentha viridis e la Mentha aquatica.
Come tutti gli ibridi in natura, anche la menta piperita è sterile, e quindi, non producendo i semi, si propaga unicamente per via vegetativa grazie ad un rizoma sotterraneo da cui si generano numerosi fusti sottili e striscianti, lungo i quali, all’altezza dei nodi, si sviluppano radici, foglie e fiori.
Il nome pare derivi dalla ninfa Mintha, amante di Ade, il dio che regnava sui morti. Si racconta che Mintha venne uccisa da Persefone, sua rivale in amore. Ade, forse per pietà, la trasformò in una pianta profumata: la menta. Poiché la ninfa era la figlia di un dio abitatore dei fiumi cercò le acque paterne per averne la protezione. Per questo la menta cresce rigogliosa vicino ai corsi d’acqua. In un’altra leggenda si parla invece di Zeus, il quale, innamorato della bella Mintha e più volte respinto, decise di trasformarla in una pianta. Nonostante questo, la ninfa continuò a sfuggirgli in eterno, cambiando forma, luogo e aspetto, e dando così vita a tutte le varie e numerose specie di menta. Esse sono presenti allo stato spontaneo in tutte le regioni temperate dei due emisferi e, con minore frequenza, anche nelle zone tropicali. Nel nostro Paese una decina di specie vegetano dal mare all’alta montagna, di preferenza in luoghi umidi e freschi.
L’aggettivo piperita invece deriva dal suo sapore piccante, pepato (piper = pepe). La Menta piperita è una pianta officinale; contiene un olio etereo costituito per la maggior parte da mentolo che si estrae per lo più da questa specie. Per la facilità di coltivazione e per il suo impiego in cucina, può essere anche coltivata in vaso su terrazzi e balconi. Fra i suoi molti pregi ha quello di tenere lontane mosche e zanzare, pregio comune a tutte le mente, che possono essere considerate antiparassitarie. Sembra infatti che la specie Mentha pulegium debba il suo nome alla proprietà di allontanare le pulci (dal latino pulex).
La menta, senza distinzione di specie, era molto apprezzata nell’antichità ed era usata per intrecciare ghirlande, grazie alla lunghezza e alla flessibilità degli steli. Gli Assiri e i Babilonesi se ne servivano per combattere l’atonia gastrica (spossatezza, rilassamento); in Egitto, i sacerdoti preparavano con la menta il Kifi, un particolare unguento usato per mantenere la mente lucida e per prevenire l’invecchiamento. Paracelso (1493-1541), medico naturalista e filosofo svizzero, sosteneva che l’infuso di menta risana quanto la mano di un buon medico.
La menta piperita è largamente usata in pasticceria, in liquoristica, in profumeria e in erboristeria, grazie all’essenza contenuta nelle foglie, composta soprattutto da mentolo (50%), che è un ottimo stimolante per lo stomaco, un antisettico e un analgesico, utilizzato anche per prodotti alimentari, di cosmesi e per l’igiene orale.
Per uso esterno è impiegata come antisettico delle vie aeree per purificarle e decongestionarle in caso di raffreddori e sinusiti; mentre la sua blanda azione analgesica, antinevralgica e antipruriginosa sulle mucose e sulla cute è in chiara relazione con il senso di freddo che deriva dalla sua azione di vasocostrizione.
Le foglie, essiccate all’ombra e lontano dal calore, conservano assai a lungo l’intenso profumo e quindi possono essere raccolte e tenute in barattolo di vetro per tutta la stagione invernale.
Accenniamo solo ad alcune delle innumerevoli preparazioni casalinghe e di seguito riportiamo una fresca ricetta per l’estate: infuso (per favorire la digestione, sedare e bloccare le fermentazioni intestinali); tintura (contro i dolori nevralgici e reumatici); suffumigi (per combattere il raffreddore); sciroppo (contro disturbi nervosi, coliche, vomito e nausea); vino alla menta (tonico e digestivo); bagno alla menta (decongestionante e rinfrescante della pelle).
Sorbetto alla menta
Ingredienti: un mazzetto di menta piperita fresco; 200 g di zucchero; 3 dl di acqua; il succo di due limoni; un albume.
Preparazione: lavare le foglie di menta; asciugarle, tritarle e metterle in infusione per un’ora in uno sciroppo preparato facendo bollire per 5 minuti lo zucchero nell’acqua. Fare raffreddare; unire il succo di due limoni; filtrare e mettere a ghiacciare nel freezer. Montare a neve l’albume, frullare il sorbetto e incorporarlo.
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