Un fiore per la settimana santa
18 Aprile 2023
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Un fiore per la settimana santa

La veronica (Veronica persica) è una piccola pianta spontanea molto bella, tappezzante, spesso coltivata ad uso ornamentale per abbellire i giardini e in particolare per la formazione di aiuole assai suggestive. La spiegazione più comune lega questo nome alla leggenda della Veronica, la pia donna che durante la salita al Calvario pulì il volto di Cristo con un panno di lino sul quale rimase impressa la sua immagine. La figura di questa pia donna, che compare nella sesta stazione della Via Crucis, non è presente nei quattro Vangeli, ma dal XV secolo Veronica è venerata come santa. Alcune fonti ritengono che il nome veronica derivi da betonica (pianta della famiglia delle Lamiacee) per traslitterazione da “v” a “b” (come in alcuni dialetti, tra cui il nostro). Altre invece ipotizzano una paraetimologia da verus e unicus, o da una fantasiosa unione fra il latino vires e il greco níkē, suggerendo in questo caso il significato di “forze vittoriose”. Il nome veronica potrebbe derivare anche da una storpiatura di “vera icona”, la “vera immagine”. Il legame tra il nome e il fiore sarebbe in ogni caso dato dal periodo della piena fioritura intorno alla settimana santa oppure dalle venature più scure della corolla che possono suggerire un volto.

Appartenente alla famiglia delle Scrofulariacee, la veronica è una erbacea annuale, con fusti prostrati radicanti, eretti nella parte fiorale. Spesso alcuni la confondono con il “non ti scordar di me” o miosotide, ma le due piante hanno in comune solo il colore blu dei fiori. Infatti mentre i fiori del miosotide sono raccolti in una cima apicale detta scorpioide, tipica delle Borraginacee, e ogni fiore è composto da cinque petali, quelli della veronica sono singolarmente sorretti da lunghi peduncoli e le corolle tubulose terminano con quattro lobi piatti. I fiori, delicati al tatto e poco profumati, nascono all’ascella delle foglie, hanno petali azzurri con striature più evidenti che volgono al bianco verso il centro. Rimangono chiusi nelle giornate nuvolose con poca luce. Esiste una specie a fiori color rosa pallido e, nel caso della cimbalaria muralis, anche a fiori bianchi; quest’ultima specie è abbastanza diffusa nel nostro territorio, dove è facile scorgerla tra gli spazi murali. Le foglie sono semplici e pelose, dalle forme ellittiche oppure ovali, e hanno un margine fortemente dentato; quelle basali sono opposte, quelle del fusto, alterne. I frutti sono delle capsule che contengono semi ellittici, giallastri, profondamente concavi da un lato.

La veronica è molto presente nella regione mediterranea in tutte le zone antropizzate, fino a 1.800 metri. Nella sola Spagna, dove è chiamata hierba gallinella in quanto le galline ne sono ghiotte, si contano più di trenta specie. Veronica persica è una delle specie a fiori blu maggiormente diffuse. Introdotta dalla Persia, da cui prende il nome, e considerata pianta segetale, cioè che cresce tra le messi come i papaveri e i fiordalisi, è diventata infestante dei luoghi erbosi, dei pascoli, degli orti, delle colture sarchiate, dei terreni coltivati a cereali. Un tempo, e precisamente nel XVI e XVII secolo, in Germania la veronica ebbe un successo enorme. I medici tedeschi videro in questa pianta un miracoloso rimedio contro la tisi e altri disturbi delle vie respiratorie e della digestione. Johann Franke, nel 1690, grande estimatore delle proprietà curative della veronica, scrisse un libro di trecento pagine per decantarne tutte le virtù.

Per l’organismo risulta depurativa, diuretica, astringente, espettorante, digestiva, antinfiammatoria e antipruriginosa (pare che sia indicata contro il bruciore provocato dalle meduse). Il suo consumo porta inoltre benefici sia contro l’inappetenza, sia in caso di malattie da raffreddamento: è infatti apprezzata contro tosse e mal di gola. Tra gli usi troviamo la tisana, la tintura madre e il decotto.

La veronica, che nel linguaggio dei fiori è simbolo di fedeltà, è nota anche con il nome di “occhi della Madonna” perché, con riferimento al senso della vista, in alcune tradizioni popolari si credeva che avesse il potere di aiutare i viandanti a raggiungere la destinazione prefissata.☺

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