Ritagli d’aria
11 Maggio 2024
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Ritagli d’aria

la poesia civile di Enzo Bacca (numero di matricola abraso)
Conservo una croce-
intaglio d’un detenuto senza più albe.
Ogni fessura incisa
inferno e aceto. Acero a punta d’unghia.
Nel regno dove il tempo
si misura con ritagli d’aria compressa,
il sole morto dei cortili spiaggiati
unica luce che maschera salvezza.
Fine pena mai e mani d’avorio.
Atto unico, cesello per dita ruvide di nuvola.
Ne respiro la pena.
– Io cervo, io ruscello libero tra i boschi -.
Linea sottile tra innocenza e colpa
conservo una croce – dono – d’un senza nome
(numero di matricola abraso)
finestra in miniatura
che corre attraverso i miei passi
ed una voce per altra voce  – chiusa – d’averno.
Breve spazio di legno questa quiete
stretta al torace. Nel volo dei senza-volo.
In caduta libera. In ascesa libera.
Nel fondo liquido degli opachi sensi.

Conservo una reliquia nel pugno-conchiglia
ne conservo l’aria (esplosa)
nel recinto dell’assenza.
Uguale aria tra cella e cielo. E gabbia.

Senza requiem il tuo volare prima.

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