La regione non tutela i più vulnerabili
2 Novembre 2024
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La regione non tutela i più vulnerabili

Mentre continuano senza sosta i festeggiamenti per i 60 anni della Regione Molise, le famiglie delle persone con disabilità nostrane hanno ben poco da festeggiare: dopo otto mesi dalla presentazione delle istanze, finalmente sono state partorite le graduatorie per l’accesso ai fondi per la non autosufficienza per persone anziane non autosufficienti e per persone con disabilità gravissime e gravi per l’annualità 2022.
Il Fondo nazionale per le Non Autosufficienze è stato istituito nel 2006 con legge n. 296, al fine di garantire l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale con riguardo alle persone non autosufficienti. Le risorse previste, erogate annualmente, in ogni caso sono aggiuntive rispetto alle risorse ordinarie destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone non autosufficienti da parte delle Regioni nonché da parte delle autonomie locali.
Già qui c’è la prima incongruenza che si registra nella nostra Regione rispetto alla normativa nazionale: la maggior parte degli interventi previsti degli avvisi pubblici FNA sono incompatibili con le prestazioni già erogate dagli enti locali, ossia gli interventi di assistenza domiciliare educativa e servizio assistenza per persone con disabilità. Ma si sa, la coperta è corta, e quindi perché devono essere penalizzati amministratori, consulenti e perditempo istituzionali, quando si può ripartire il costo sociale tra le famiglie delle persone con disabilità, che già sono ontologicamente allenate alla sopportazione delle difficoltà?
I risultati dell’ATS di Termoli, quest’anno, sono a dir poco agghiaccianti: gli interventi previsti per le famiglie erano, secondo l’avviso pubblico, l’erogazione dell’ assistenza domiciliare e il contributo economico di € 500/mese per il caregiver. All’esito delle valutazioni, durate otto mesi, sono stati esclusi dal beneficio del contributo economico, pur avendone diritto ma per carenza di fondi, 56 anziani non autosufficienti, 55 persone con disabilità gravissima e 43 persone con disabilità grave, mentre 80 anziani non autosufficienti sono stati esclusi dal servizio di assistenza. Per quanto riguarda l’erogazione dei servizi di assistenza domiciliare, inoltre, il ritardo nella formazione delle graduatorie è ricaduto interamente in capo agli utenti, visto che l’erogazione degli interventi previsti decorre dalla pubblicazione delle stesse: i beneficiari fruiranno degli interventi, secondo quanto c’è scritto nella determina di approvazione, per soli tre mesi, ossia dal 01.10.2024 al 31.01.2025. Poi dal 01.01.2025 ovviamente ricomincia la giostra, come se si fosse persone non autosufficienti a singhiozzo. In questo caso si è creata oltretutto una discriminazione con gli utenti che hanno scelto la misura del contributo economico, che invece a differenza del servizio di assistenza viene erogato per 12 mensilità.
Questi risultati non sono isolati, ma sono in linea con il complesso dei dati regionali ed indicano un fatto incontrovertibile: la Regione Molise non riesce a garantire i servizi essenziali a tutte le persone con disabilità presenti sul territorio. A ciò si aggiunga l’assenza della Regione nella programmazione di interventi per l’inclusione delle persone con disabilità, l’assenza di sostegno agli enti del terzo settore (chi ricorda più quando sono usciti gli ultimi bandi della regione?), l’inadeguatezza del trasporto pubblico locale, la presenza costante e incontrastata di barriere architettoniche.
Il quadro è sconfortante ed imbarazzante. Non si può sempre mettere una toppa su un buco enorme. La Regione deve prendere coscienza, una volta per tutte, che ci sono i diritti essenziali dei cittadini più vulnerabili che devono essere tutelati ad ogni costo.☺

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