Adolescenza e azzardo: la ludopatia si diffonde via web
19 Giugno 2017
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Adolescenza e azzardo: la ludopatia si diffonde via web

Il 42% degli studenti italiani pratica il gioco d’azzardo

La “febbre del gioco” non risparmia i ragazzi, sempre più spesso affetti da ludopatia. Dallo studio ESPAD 2015 si evidenzia che il 42% degli studenti italiani ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’anno: sono i maschi a giocare di più rispetto alle femmine. Al fine di capire meglio la natura del “legame” che gli adolescenti hanno con il gioco d’azzardo, si è indagata la tipologia dei giochi e si è constatato che slot machine, bingo, videopoker e altri giochi on line sono accessibili a tutti, propongono partite veloci, ripetitive che fanno perdere il controllo del tempo e dei soldi impiegati, ma conducono per un momento al di fuori della realtà.

Un guadagno “facile” e veloce accresce i rischi di cadere nella ludopatia

Inoltre specifici fattori di rischio, connessi alle caratteristiche dei giochi stessi, sono stati evidenziati da alcuni autori e si riferiscono in particolare alla:

– “Velocità di gioco”: sia in termini di tempo che trascorre tra una giocata e l’altra sia nella rapidità della durata, dove il soggetto è sollecitato a rigiocare nell’immediato aumentando il rischio di creare dipendenza.

– “Velocità di pagamento”: consiste nella possibilità di avere istantaneamente a disposizione l’eventuale vincita in denaro, che viene spesso reinvestita in una nuova sessione di gioco.

– “Luce, colori e suoni”: sono appositamente studiati per invogliare a giocare, per creare familiarità con la macchina, rilassare il soggetto e, al contempo, accrescere l’ eccitamento nel giocatore.

Il gioco online attira sempre più minori

Il gioco d’azzardo su internet è una nuova forma di gioco che rappresenta un rischio particolare per i giovani. I siti di gioco d’azzardo on line offrono giochi nello stile del casinò, inclusi blackjack, poker, slot machine e roulette, e richiedono il pagamento con carta di credito. I giovani sono a loro agio al computer e internet permette di mantenere l’anonimato (un utilizzatore minorenne può fingersi adulto).

L’allarme dei neuroscenziati: il cervello di un adolescente è più vulnerabile rispetto alla ludopatia

[caption id="attachment_18751" align="alignright" width="300"] fonte: www.focusmedico.it[/caption]

L’adolescente è più sensibile alle dipendenze e al gioco d’azzardo rispetto ad un individuo adulto, a causa di una fisiologica immaturità cerebrale. Ciò è confermato dallo studio delle neuroscienze che stanno riscuotendo notevole interesse sia in ambito scientifico che in ambito educativo.

Si è dimostrato infatti che il cervello di un adolescente è ancora immaturo. In questa età non si è completato lo sviluppo sia della sostanza bianca (fibre assoniche) che della sostanza grigia (neuroni).

Il sistema limbico, che media l’emotività e gli impulsi, si sviluppa precocemente mentre la corteccia prefrontale e frontale legata alla razionalità, alle funzioni sociali, alle decisioni maturano più tardi. La presenza di comportamenti a rischio durante l’adolescenza è dovuta prevalentemente, all’immaturità di alcune regioni cerebrali rispetto ad altre, in particolare dallo scarso controllo delle regioni corticali frontali sugli impulsi primari. In altre parole il preadolescente e l’adolescente vengono sbilanciati dalla maggiore forza del sistema del piacere (limbico) rispetto alla forza che può essere esercitata dal sistema della corteccia.

[caption id="attachment_18752" align="alignleft" width="169"] Campagna informativa del liceo “Ettore Majorana” di Desio (MB) www.liceodesio.gov.it[/caption]

I buoni esempi, le testimonianze ed una corretta campagna educativa possono porre argine alla ludopatia giovanile

Il sistema nervoso ha, però, tra le altre caratteristiche, la capacità di rispondere ad eventi fisiologici, patologici e stimoli ambientali con modificazioni morfologiche e funzionali. Questa caratteristica che viene indicata come neuroplasticità, consente di cambiare il percorso dei ragazzi a rischio. Pertanto stimoli e testimonianze positive provenienti da famiglia, scuola e comunità fanno la differenza: essere presenti, protezione e supporto, calore affettivo, controllo discreto, accettazione, autonomia, gratificazione e regole chiare favoriscono la resilienza.

 

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