In riferimento alle notizie riportate dalla stampa molisana, sulle presunte irregolarità relative all’allargamento dell’area del “cratere” sismico, commesse dal Presidente della Regione, le comunichiamo quanto segue:
Più volte con il periodico dei terremotati La fonte ci siamo occupati del Presidente Commissario, On.le Michele Iorio, dopo i noti eventi sismici dell’ottobre 2002. Già da allora segnalammo, con note come questa, le criticità presenti nei provvedimenti emessi dalla struttura commissariale all’opinione pubblica e a chi doveva controllare l’operato del Commissario delegato. Fummo redarguiti e relegati sempre da Iorio nel recinto della stampa “spazzatu- ra”. Anche nella pesante solitudine non ci siamo fatti intimidire, siamo andati avanti per dire che il Commissario non si è limitato ad estendere l’area del “cratere”, correttamente delimitata dalla Protezione Civile nazionale, oltre che dal Ministero dell’economia, con due successivi decreti, ma anche quella relativa al territorio interessato dalle vicende alluvionali che colpirono il basso Molise, alla fine di gennaio 2003.
È noto alla S.V. che con ordinanza 12/03/2003, il Governo nazionale richiese alla Regione Molise di predisporre un programma di sviluppo per la ripresa produttiva delle aree colpite dal terremoto e dall’alluvione. L’Art. 15 recita al comma 1: “La Regione, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze-Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione, predispone, entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza, un programma pluriennale di interventi diretti a favorire la ripresa produttiva nel territorio della Regione Molise colpito dagli eccezionali eventi sismici del 31/10/2002 e da quelli meteorologici del gennaio 2003, da finanziare anche con il concorso delle risorse nazionali e comunitarie destinate allo sviluppo delle aree sottoutilizzate”, al comma 3 “alla realizzazione del programma di cui al comma 1 provvede il Presidente della Regione Molise, che si avvale, entro i limiti di vigenza dello stato di emergenza, dei poteri allo stesso conferiti dal presente provvedimento e da quello precedente del 29/11/2002 n. 2353”. Per quanto riguarda il comma uno dell’ordinanza, è del tutto evidente che il Governo nazionale, nel rispetto dell’autonomia conferita alla Regione dal Titolo V della Carta Costituzionale, invita l’Ente Regione, non solo la Giunta, come invece è accaduto, a predisporre, con atto di indirizzo, un programma da sottoporre all’approvazione del Consiglio Regionale – così come previsto dallo statuto – unico organismo competente a decidere in materia di sviluppo economico del territorio. Il comma 2 del predetto art. 15 affida la gestione del predetto programma al commissario delegato che, per effetto della dichiarazione di emergenza, esercita i poteri straordinari all’interno dell’area delimitata dal Governo che lo delega. La ragione per la quale i benefici previsti dall’art 15 sono stati impropriamente concessi a tutti i molisani va ricercata nella delibera n. 841, assunta dalla giunta regionale il 09/06/2004. L’atto, tra l’altro insufficiente ad esprimere la volontà della Regione – l’art. 6 dello statuto, prevede, tra i compiti del Consiglio, anche quello di approvare i programmi deliberati dalla Giunta – consentì all’esecutivo di adottare uno strumento di programmazione con estrema discrezionalità e senza alcun controllo da parte del Consiglio regionale. La delibera anzidetta concede di fatto, al Presidente Iorio, l’esercizio dei poteri straordinari e derogatori su tutta la regione, senza che alla base di essa vi sia il sostegno di una rilevazione che riconosca la situazione di emergenza nell’intero territorio regionale, a meno che non si voglia pensare che tutto il Molise sia stato interessato dai fenomeni atmosferici del gennaio 2003. A tale proposito è il caso di ricordare che i poteri derogatori previsti dalla legge del ‘92 vanno concessi dal Presidente del Consiglio dei ministri a un suo delegato, solo quando si verificano particolari situazioni che, siamo certi, tra l’ottobre del 2002 e il gennaio del 2003, non abbiamo riscontrato nella provincia di Isernia. I medesimi rilievi sono stati mossi al Commissario delegato dagli ispettori nominati dal Presidente del Consiglio l’8 maggio 2007, oltre che dal Comitato di Controllo presso la Corte dei Conti di Campobasso con la delibera 13 del 27/01/2010 pag. 20. Più volte la rivista La fonte ha posto degli interrogativi in ordine ai fatti citati ed oggi riscontriamo con piacere che anche gli organi di garanzia se ne occupano. Speriamo non sia troppo tardi.
*Sostituto Procuratore della Repubblica di Campobasso
la redazione
In riferimento alle notizie riportate dalla stampa molisana, sulle presunte irregolarità relative all’allargamento dell’area del “cratere” sismico, commesse dal Presidente della Regione, le comunichiamo quanto segue:
Più volte con il periodico dei terremotati La fonte ci siamo occupati del Presidente Commissario, On.le Michele Iorio, dopo i noti eventi sismici dell’ottobre 2002. Già da allora segnalammo, con note come questa, le criticità presenti nei provvedimenti emessi dalla struttura commissariale all’opinione pubblica e a chi doveva controllare l’operato del Commissario delegato. Fummo redarguiti e relegati sempre da Iorio nel recinto della stampa “spazzatu- ra”. Anche nella pesante solitudine non ci siamo fatti intimidire, siamo andati avanti per dire che il Commissario non si è limitato ad estendere l’area del “cratere”, correttamente delimitata dalla Protezione Civile nazionale, oltre che dal Ministero dell’economia, con due successivi decreti, ma anche quella relativa al territorio interessato dalle vicende alluvionali che colpirono il basso Molise, alla fine di gennaio 2003.
È noto alla S.V. che con ordinanza 12/03/2003, il Governo nazionale richiese alla Regione Molise di predisporre un programma di sviluppo per la ripresa produttiva delle aree colpite dal terremoto e dall’alluvione. L’Art. 15 recita al comma 1: “La Regione, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze-Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione, predispone, entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza, un programma pluriennale di interventi diretti a favorire la ripresa produttiva nel territorio della Regione Molise colpito dagli eccezionali eventi sismici del 31/10/2002 e da quelli meteorologici del gennaio 2003, da finanziare anche con il concorso delle risorse nazionali e comunitarie destinate allo sviluppo delle aree sottoutilizzate”, al comma 3 “alla realizzazione del programma di cui al comma 1 provvede il Presidente della Regione Molise, che si avvale, entro i limiti di vigenza dello stato di emergenza, dei poteri allo stesso conferiti dal presente provvedimento e da quello precedente del 29/11/2002 n. 2353”. Per quanto riguarda il comma uno dell’ordinanza, è del tutto evidente che il Governo nazionale, nel rispetto dell’autonomia conferita alla Regione dal Titolo V della Carta Costituzionale, invita l’Ente Regione, non solo la Giunta, come invece è accaduto, a predisporre, con atto di indirizzo, un programma da sottoporre all’approvazione del Consiglio Regionale – così come previsto dallo statuto – unico organismo competente a decidere in materia di sviluppo economico del territorio. Il comma 2 del predetto art. 15 affida la gestione del predetto programma al commissario delegato che, per effetto della dichiarazione di emergenza, esercita i poteri straordinari all’interno dell’area delimitata dal Governo che lo delega. La ragione per la quale i benefici previsti dall’art 15 sono stati impropriamente concessi a tutti i molisani va ricercata nella delibera n. 841, assunta dalla giunta regionale il 09/06/2004. L’atto, tra l’altro insufficiente ad esprimere la volontà della Regione – l’art. 6 dello statuto, prevede, tra i compiti del Consiglio, anche quello di approvare i programmi deliberati dalla Giunta – consentì all’esecutivo di adottare uno strumento di programmazione con estrema discrezionalità e senza alcun controllo da parte del Consiglio regionale. La delibera anzidetta concede di fatto, al Presidente Iorio, l’esercizio dei poteri straordinari e derogatori su tutta la regione, senza che alla base di essa vi sia il sostegno di una rilevazione che riconosca la situazione di emergenza nell’intero territorio regionale, a meno che non si voglia pensare che tutto il Molise sia stato interessato dai fenomeni atmosferici del gennaio 2003. A tale proposito è il caso di ricordare che i poteri derogatori previsti dalla legge del ‘92 vanno concessi dal Presidente del Consiglio dei ministri a un suo delegato, solo quando si verificano particolari situazioni che, siamo certi, tra l’ottobre del 2002 e il gennaio del 2003, non abbiamo riscontrato nella provincia di Isernia. I medesimi rilievi sono stati mossi al Commissario delegato dagli ispettori nominati dal Presidente del Consiglio l’8 maggio 2007, oltre che dal Comitato di Controllo presso la Corte dei Conti di Campobasso con la delibera 13 del 27/01/2010 pag. 20. Più volte la rivista La fonte ha posto degli interrogativi in ordine ai fatti citati ed oggi riscontriamo con piacere che anche gli organi di garanzia se ne occupano. Speriamo non sia troppo tardi.
*Sostituto Procuratore della Repubblica di Campobasso
In riferimento alle notizie riportate dalla stampa molisana, sulle presunte irregolarità relative all’allargamento dell’area del “cratere” sismico, commesse dal Presidente della Regione, le comunichiamo quanto segue:
Più volte con il periodico dei terremotati La fonte ci siamo occupati del Presidente Commissario, On.le Michele Iorio, dopo i noti eventi sismici dell’ottobre 2002. Già da allora segnalammo, con note come questa, le criticità presenti nei provvedimenti emessi dalla struttura commissariale all’opinione pubblica e a chi doveva controllare l’operato del Commissario delegato. Fummo redarguiti e relegati sempre da Iorio nel recinto della stampa “spazzatu- ra”. Anche nella pesante solitudine non ci siamo fatti intimidire, siamo andati avanti per dire che il Commissario non si è limitato ad estendere l’area del “cratere”, correttamente delimitata dalla Protezione Civile nazionale, oltre che dal Ministero dell’economia, con due successivi decreti, ma anche quella relativa al territorio interessato dalle vicende alluvionali che colpirono il basso Molise, alla fine di gennaio 2003.
È noto alla S.V. che con ordinanza 12/03/2003, il Governo nazionale richiese alla Regione Molise di predisporre un programma di sviluppo per la ripresa produttiva delle aree colpite dal terremoto e dall’alluvione. L’Art. 15 recita al comma 1: “La Regione, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze-Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione, predispone, entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza, un programma pluriennale di interventi diretti a favorire la ripresa produttiva nel territorio della Regione Molise colpito dagli eccezionali eventi sismici del 31/10/2002 e da quelli meteorologici del gennaio 2003, da finanziare anche con il concorso delle risorse nazionali e comunitarie destinate allo sviluppo delle aree sottoutilizzate”, al comma 3 “alla realizzazione del programma di cui al comma 1 provvede il Presidente della Regione Molise, che si avvale, entro i limiti di vigenza dello stato di emergenza, dei poteri allo stesso conferiti dal presente provvedimento e da quello precedente del 29/11/2002 n. 2353”. Per quanto riguarda il comma uno dell’ordinanza, è del tutto evidente che il Governo nazionale, nel rispetto dell’autonomia conferita alla Regione dal Titolo V della Carta Costituzionale, invita l’Ente Regione, non solo la Giunta, come invece è accaduto, a predisporre, con atto di indirizzo, un programma da sottoporre all’approvazione del Consiglio Regionale – così come previsto dallo statuto – unico organismo competente a decidere in materia di sviluppo economico del territorio. Il comma 2 del predetto art. 15 affida la gestione del predetto programma al commissario delegato che, per effetto della dichiarazione di emergenza, esercita i poteri straordinari all’interno dell’area delimitata dal Governo che lo delega. La ragione per la quale i benefici previsti dall’art 15 sono stati impropriamente concessi a tutti i molisani va ricercata nella delibera n. 841, assunta dalla giunta regionale il 09/06/2004. L’atto, tra l’altro insufficiente ad esprimere la volontà della Regione – l’art. 6 dello statuto, prevede, tra i compiti del Consiglio, anche quello di approvare i programmi deliberati dalla Giunta – consentì all’esecutivo di adottare uno strumento di programmazione con estrema discrezionalità e senza alcun controllo da parte del Consiglio regionale. La delibera anzidetta concede di fatto, al Presidente Iorio, l’esercizio dei poteri straordinari e derogatori su tutta la regione, senza che alla base di essa vi sia il sostegno di una rilevazione che riconosca la situazione di emergenza nell’intero territorio regionale, a meno che non si voglia pensare che tutto il Molise sia stato interessato dai fenomeni atmosferici del gennaio 2003. A tale proposito è il caso di ricordare che i poteri derogatori previsti dalla legge del ‘92 vanno concessi dal Presidente del Consiglio dei ministri a un suo delegato, solo quando si verificano particolari situazioni che, siamo certi, tra l’ottobre del 2002 e il gennaio del 2003, non abbiamo riscontrato nella provincia di Isernia. I medesimi rilievi sono stati mossi al Commissario delegato dagli ispettori nominati dal Presidente del Consiglio l’8 maggio 2007, oltre che dal Comitato di Controllo presso la Corte dei Conti di Campobasso con la delibera 13 del 27/01/2010 pag. 20. Più volte la rivista La fonte ha posto degli interrogativi in ordine ai fatti citati ed oggi riscontriamo con piacere che anche gli organi di garanzia se ne occupano. Speriamo non sia troppo tardi.
*Sostituto Procuratore della Repubblica di Campobasso
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