Amo il molise
20 Luglio 2021
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Amo il molise

Amo il Molise, la regione più sconosciuta e misconosciuta d’Italia, tanto che lo stesso presidente della giunta regionale, Donato Toma, per annunciare che finalmente era diventata zona bianca, ha postato il 30 maggio una foto di Barrea in Abruzzo e il presidente del consiglio regionale, Salvatore Micone, per non essere da meno, ha scritto che la Repubblica, quest’anno, ha compiuto 87 anni e, dunque, nel 1934, mentre il resto d’Italia viveva gli anni bui del fascismo, per noi era già democrazia. Se il presidente dell’Abruzzo, affermando che la sua regione è bagnata da tre mari, praticamente ci ha cancellato annettendo anche buona parte della Puglia, al meteo nazionale, solitamente, legano l’Abruzzo alla Puglia perché forse non sanno neppure che in mezzo c’è un po’ di terra chiamata Molise.

Amo il Molise perciò, con altri innamorati pazzi, non so se più innamorati che pazzi o viceversa, dal 2004, mese dopo mese, con sempre nuova passione, componiamo questa rivista, attestato di affetto verso, direbbe Dante: “quella nobil patria natia a la qual/ forse fui troppo molesto”. A seguito di assenza o pessima ricostruzione post terremoto abbiamo dato voce a quanti sognano un Molise migliore che, purtroppo o per fortuna, non cade dal cielo ma esige il nostro impegno. E qui abbiamo un altro paradosso tutto molisano perché pur essendo per natura scaltri e diffidenti, finiamo abbindolati da soggetti senza né arte né parte che si impongono come amministratori. Noi, non soddisfatti della loro manifesta incapacità di governare, li seguiamo da destra a sinistra e viceversa, felici di essere turlupinati. È mai possibile che certi figuri ce li ritroviamo vita natural durante incollati agli scranni del palazzo regionale? È tempo di coalizzarci intorno a programmi precisi con persone oneste e competenti creando una vera alternativa al sistema dominante di destra e di sedicente sinistra oppure consegniamo direttamente e consapevolmente al clan Patriciello tutto il Contado, almeno evitiamo di essere governati per interposte persone!

Amo il Molise, madre per quelli che hanno deciso di restare non solo perché le radici sono troppo profonde per espiantarle ma soprattutto per la volontà di contribuire a renderla, con il loro lavoro, sempre giovane e fascinosa; madre anche per chi è partito per realizzare i sogni della vita con la consapevolezza che tutto il mondo è paese ma con un legame inscindibile con la terra natia. Le partenze purtroppo sono così tante che abbiamo un inesorabile spopolamento delle aree interne, senza che vengano messe in atto politiche serie per creare sviluppo compatibile con l’ambiente, per praticare l’accoglienza e l’inserimento lavorativo di persone che hanno la sola colpa di essere nate altrove.

Amo il Molise con le sue due province e i 136 comuni che lo compongono, così simili e così diversi tra loro. È bello respirarne la chiassosa aria di festa come la desolante solitudine di vicoli non più abitati. È interessante frequentarli quando esprimono al meglio le ataviche tradizioni con profumi, sapori, coreografie che annullano il tempo e quando vivono l’ansia, la fretta, la fatica del quotidiano riproducendo il tran tran delle città. Come non apprezzare i tentativi di recupero di brandelli di storia che hanno attraversato i centri storici e il bisogno di ammodernamento per usufruire dei comfort che il progresso mette a disposizione ma è altrettanto necessario denunciare i tentativi di saccheggio che amministratori spregiudicati hanno perpetrato fino a snaturare luoghi e ambienti.

Amo il Molise perché “piccolo è bello”, come titolava negli anni ’70 un fortunato testo di saggi di economia. La salvaguardia della bellezza della nostra piccola regione si impone di necessità prima che la sciagurata irresponsabilità del governo regionale distrugga irreparabilmente il paesaggio. Una cosa è volere l’energia pulita, altra è costruire pali eolici che girano fino a 190 metri di altezza o occupare decine di ettari di terreno produttivo con pannelli fotovoltaici. Se è vero che al peggio non c’è limite che altro dobbiamo aspettarci? Ambiente devastato, sanità allo sfascio, ora anche di nuovo la torre Covid a Campobasso, spopolamento inarrestabile, penuria di lavoro, fuga di cervelli (naturalmente non è il caso loro), assenza totale di progettualità, per accennare solo ad alcune voragini che stanno realizzando. L’unico lato positivo in cui non hanno rivali è la capacità di spartirsi il porco, come nelle migliori comunità arcaiche! Intanto hanno cominciato già una serrata campagna elettorale con il denaro dello Stato. Come leggere diversamente la invereconda decisione di dare due milioni di euro alle quattro diocesi per pagare i consumi delle parrocchie? Se sperano che così diventiamo comitati elettorali si buscheranno tante di quelle pedate nel sedere da dover trascorrere in piedi il resto della loro vita!

Amo il Molise per i suoi prodotti, dalla pasta al buon olio, dai formaggi, come il caciocavallo, agli insaccati, come la soppressata, dal cacio-e-uova ai torcinelli, per non parlare della pampanella, dai coltelli affilati alle campane bronzee e la lista sarebbe ancora lunga. Vi invito ad amare il Molise perché solo l’amore appassionato, disinteressato, totalizzante potrà renderlo migliore, accogliente, ospitale, pronto alle sfide del futuro. Un futuro che passa necessariamente per le nostre mani. Non ci è consentito di rimanere spettatori infingardi per il resto della vita. L’amore è così sovversivo che diventa generativo di vita nuova.☺

 

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