cambiare strada   di Leo Leone
4 Giugno 2013
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cambiare strada di Leo Leone

 

Sempre più si va rafforzando l’ipotesi che molti esperti esprimono con palese inquietudine: il rischio di una democrazia fondata sui politici finisce con l’approdare nella secca. Gli ultimi eventi lo confermano col crescente indice dell’ astensionismo elettorale dei cittadini nel nostro paese. Il cambiamento deve partire dal concreto adoperarsi del popolo e non più dalle elucubrazioni dottrinali o strategiche di pochi. Non pochi autorevoli testimoni del fenomeno in corso giungono a proferire affermazioni del tipo: “i partiti stanno morendo e allora è prossima a morire la democrazia”. Ci si dovrà convincere che il cambiamento volto alla salvaguardia del principio democratico dovrà ricavarsi dalla concretezza di iniziative assunte da parte di una cittadinanza operativa che testimonierà una cultura e una prassi di tipo comunitario e non dalle elucubrazioni di poche persone e gruppi residui di culture e prassi da partitismo ristretto. 

Muhammad Yunus, il banchiere dei poveri, fondando e diffondendo nel mondo la banca dei poveri, è riuscito ad attivarne l’iniziativa e a sconfiggere un modello di credito che appoggiava solo l’interesse dei ricchi. E la sua analisi è davvero sorprendente, oltre che pacificamente rivoluzionaria. “In Bangladesh, i ricchi che mutuano denaro dalle banche hanno l’abitudine di non rimborsare. Quella grottesca parodia che tiene luogo nel sistema bancario continua a suscitare la mia sgomenta meraviglia: attraverso le banche, private e governative, ingenti capitali di proprietà pubblica vengono messi in circolo per essere utilizzati da persone che non restituiscono il denaro!”. L’autore di un’impresa unica a sostegno dei poveri finisce col denunciare un fenomeno diffuso nell’universo mondo e anche tra noi, giungendo ad affermare senza veli che “i politici promettono apertamente durante le campagne elettorali: Se votate per noi cancelleremo i vostri debiti”. E così a seguire, stagione per stagione, a proposito di clientelismo e corruzione. Naturalmente a favore dei ricchi e a maggiore segregazione sociale a danno dei poveri.

Ma ci sono anche disegni e strategie in corso d’opera che combattono il modello di economia affermatasi in ogni continente e oggi causa di accrescimento della crisi e della emarginazione per i più deboli. Possono essere questi modelli di riferimento per liberare dalla decrescita dei deboli prodotta da una politica asservita all’ economia dei potenti. Il modello Yunus si è mosso in questa direzione stimolando uno sviluppo che procede a partire dal basso.

Torniamo per questo a parlare della cooperativa sociale “I colori della terra”. Procede con slancio l’impegno di tutti gli aderenti all’attivazione del progetto innovativo volto a procurare lavoro per gli immigrati extracomunitari presenti tra noi. Mentre si assiste ad una procedura solerte per quanto riguarda gli adempimenti normativi e procedurali che coinvolgono i collaboratori esperti e organizzazioni come la Lega delle Cooperative, si è avviata una efficiente raccolta fondi che ha visto partecipi attivi, cittadini singoli, associazioni, scuole, gruppi giovanili, sindacati, parrocchie e famiglie che hanno aderito ad un manifesto che poneva davanti agli occhi di tutti una opportunità che, oltre che dar sostegno a giovani di diversa provenienza etnica, culturale e religiosa, promuove un progetto di innovazione aperto ai valori della solidarietà, interculturalità, ma non solo.

La cooperativa nata a Campobasso si è adoperata con il lavoro in prima linea dei giovani immigrati e l’attiva collaborazione di coetanei e adulti molisani nel dare il via alla messa a punto di un terreno assegnato gratuitamente per la produzione di fragole di alta qualità. Ad oggi i presupposti sono già definiti e tradotti in opera. Ma si è dato anche rilievo alle attività di formazione e di sostegno sul piano delle competenze di settore. Il tutto per favorire un alto indice di coesione tra i soci sia lavoratori che volontari che stanno fornendo testimonianze significative sia sul piano dell’impegno lavorativo che dell’attiva presenza negli incontri formativi gestiti da esperti nei diversi ambiti. Prossimamente si procederà alla realizzazione di un evento pubblico per il lancio del prodotto e l’avvio dei GAS (gruppi di acquisto solidali) che si basano sulla logica della filiera corta che mette in diretto contatto il produttore con il compratore. Tale metodo favorisce e rafforza la dimensione comunitaria che è stata già evidenziata attraverso le dinamiche sociali che hanno promosso la raccolta fondi. Insomma: a partire da iniziative di solidarietà e di sostegno ai più deboli si possono aprire orizzonti che diano risalto autentico ad una democrazia che riconosca la sovranità al popolo. Come chiaramente affermato nel primo articolo della Costituzione Italiana. ☺

 le.leone@tiscali.it

 

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