Ci vivresti qui?
11 Luglio 2022
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Ci vivresti qui?

Questa è la domanda con la quale un somalo che abita da vent’anni a Borgo Mezzanone ci ha accolto durante l’incontro che abbiamo avuto nel ghetto auto-organizzato, nelle campagne tra Manfredonia e Cerignola, in provincia di Foggia. Borgo Mezzanone è come una stazione deturpata, un’ultima fermata, sotto le intemperie, in cui vivere o fare sosta tra un lavoro e un altro in giro per l’Italia. Le persone che ci vivono mediamente sono 2.000 e d’estate superano le 4.000.  Quasi tutte africane, con tante etnie e a prevalenza nigeriana. La temperatura è di 34 gradi – a fine maggio, in una giornata asciutta, ma già assolata – il che lascia presagire l’arsura dell’estate. Non c’è un albero, non c’è ombra se non quando il sole si abbassa al tramonto e le case basse disegnano spazi riparati con un calore accettabile. Se c’è un leggero venticello, come quando ci siamo andati, si riesce quasi a respirare. Ma d’estate la temperatura arriva anche a 50 gradi.

Borgo Mezzanone è un insieme quasi ordinato di baracche di mattoni e lamiere metalliche, senza servizi igienici, discariche a cielo aperto che il vento distribuisce nelle campagne estese che si perdono a vista d’occhio. Attività economiche di ogni tipo: artigiani e artigiane come barbieri, estetiste, gommisti, meccanici, commercianti di generi alimentari, di bombole di gas, abbigliamento ed altro ancora, e poi bar, ristoranti, discoteca, bordello e moschee, il tutto lungo la strada asfaltata vicino alla “pista” di un aeroporto abbandonato. Ma dietro le prime case il degrado è ancora più evidente: case misere, degradate e piccolissime in mezzo alla terra, che d’inverno non ci si arriva perché c’è fango e melma. Un impatto molto forte, soprattutto per il contrasto tra abbandono e organizzazione, tra disperazione e capacità di reazione.

Borgo Mezzanone è al centro del tema delle migrazioni, esempio di quello che non dovrebbe mai accadere, ma rappresenta pur sempre una risposta dei cittadini del mondo che arrivano nel nostro paese per lavorare, a volte anche assunti regolarmente. Le leggi Bossi-Fini e il decreto Salvini, che ha tolto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sono i temi principali dibattuti, ma con riferimento ai casi concreti. È stupefacente comprendere come leggi, apparentemente così distanti per molti italiani, abbiano un effetto sulla carne e sulla vita di persone, per lo più giovani, alcune delle quali vivono da tanto in Italia. L’avvocatessa presente nel nostro gruppo è presa quasi d’assalto; a lei vengono affidate fotocopie e racconti che rappresentano una possibilità di riscatto nella giustizia. Ci offrono riparo, ci fanno sedere, per noi è un vero ristoro perché ci offrono anche un caffè, dolce e malinconico, come l’aria di ospitalità che si respira. Al termine qualcuno lascia un po’ di soldi, ma alcuni uomini si offendono, mentre le donne sorridono con gli occhi pieni di riconoscenza. Ci raccontano di truffe che gli italiani perpetrano ai loro danni offrendo residenze fittizie, necessarie per i diritti sanitari, o dell’impossibilità di avere un lavoro fisso che consente loro a scadenza di prorogare il permesso di soggiorno. Ci dicono che quello che vediamo lo abbiamo voluto noi, ma che loro ne farebbero volentieri a meno. Nessun italiano vive permanentemente nel ghetto di Borgo Mezzanone e forse un motivo c’è.

Ho conosciuto molte persone di Manfredonia che neanche sapevano del ghetto nel loro comune. Per loro il ghetto si sa che esiste, ma è lontano, in un altro comune o forse fuori dal mondo. Eppure ogni mattina la superstrada Foggia Manfredonia è disseminata di lavoratori che con le loro bici costeggiano la strada a percorrenza veloce, a volte attraversandola a rischio della vita. Ti verrebbe voglia di definirlo un girone dell’inferno dove delinquenza e vite sane di lavoratori dei campi convivono, per la stragrande maggioranza sfruttati, dove i bambini vengono tenuti nascosti alla visita  di noi ospiti,  per timore dell’arrivo delle assistenti sociali che toglierebbero i minori dalle madri. Ho desiderato esserci nel ghetto, me ne hanno sempre parlato, ma ora che l’ho visto per poche ore dall’esterno, senza viverci,  mi chiedo perché quel punto del mondo vive e sopravvive in mezzo all’apparente nonsenso di quel luogo non luogo. Tante cose verrebbero da dire, ma si resta impotenti. Noi che il lavoro sociale ce lo mangiamo a colazione, pranzo e cena, qualcosa possiamo sempre fare! Molte realtà associative, cooperative e sindacati lavorano in quello spazio di vita e per quelle persone, e hanno preso in carico storie, sofferenze, angustie, progetti, domande e speranze.  Oggi persino il PNRR si sta occupando dei ghetti e vorrebbero trasformare il tutto in una accoglienza dignitosa con servizi igienici veri, ma sul tavolo ci sono anche altre idee come le ospitalità diffuse, utilizzando le case abbandonate dei paesi.

È evidente come le problematiche emerse dalla visita in quel ghetto e dalla conoscenza delle storie richiedano una soluzione politica con leggi giuste, per scelte giuste, frutto del dialogo, del rispetto e dell’accoglienza profonda. Politicizzare il sociale è ancora più urgente, cercare di assumere il bene comune che è nel lavoro sociale che svolgiamo. Questo sembra essere uno dei richiami della visita. Forse occorre una grande manifestazione nazionale per risvegliare le coscienze di chi rifiuta la semplice idea dell’esistenza di un luogo così. Socializzare il politico è l’altra faccia della medaglia: chi ricopre ruoli e cariche politiche dovrebbe prendersi carico di queste vite, di queste storie, riconoscerle, accogliendole. Ma ci dicono che sempre più la regione Puglia ed altre istituzioni se ne occupano, forse anche perché è un’occasione importante di restituire un senso di umanità a lavoratori utili e necessari, ma non rispettati. Il sistema ha creato, il sistema può ricreare tanti Borgo Mezzanone, fintanto che non si incide sulle cause profonde, sul diritto all’abitare, sul diritto a vivere. Se Cristo si è fermato ad Eboli, il sistema, di cui noi tutti facciamo parte, si è fermato a Borgo Mezzanone. E tu ci vivresti?☺

 

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