conoscere i molisani   di Alessia Mendozzi
30 Marzo 2013 Share

conoscere i molisani di Alessia Mendozzi

 

Noi siamo parte di una regione insignificante ai più. Ci illudiamo qualche volta di contare qualcosa, ma alla fine non contiamo niente. C'è chi dice che non esistiamo, chi deride ogni cosa che ci appartiene, chi ci toglie seggi al Senato e chi, in un tg nazionale, riduce la notizia sulle nostre elezioni regionali a un flash di pochi secondi. Della serie, non ci meritiamo nemmeno un servizio.

Vedete, noi siamo questo, siamo uno strano popolo, incapace il più delle volte di reagire alle cose che non ci vanno a genio, se non tramite sterili lamentele. Ci chiediamo mai che rapporto abbiamo con la nostra terra? Quanto ci mettiamo di nostro per cambiare le cose? Ci lamentiamo ma poi, quando ci sta da metterci la faccia, restiamo nel porto che crediamo sicuro del "io mi faccio i fatti miei che campo cent'anni". Ma cosa ci si può aspettare da una terra in cui uno dei massimi proverbi è "lascia stare il mondo come lo trovi"?

Siamo sempre pronti a piangerci addosso perché non c'è il lavoro, diciamo di amarlo questo posto ma poi accettiamo la colonizzazione dello 'straniero' come fosse il salvatore della patria, mentre le grandi cose che spesso promette il più delle volte non arriveranno. Abbiamo un irritante atteggiamento mesto, passivo, a tratti inerme, di fronte a ogni cosa che consideriamo ingiusta. Siamo spesso rassegnati di fronte a ciò che non funziona e questa rassegnazione la si legge dai nostri occhi. Diamo la colpa agli altri delle nostre disgrazie, qualsiasi esse siano, e siamo sempre pronti a ringraziare Dio anche per la miseria che abbiamo e questo ringraziamento non è dovuto a un grande atto di fede, ma scaturisce dal comune sentire del "vabbuò, può andar peggio, accontentiamoci".

Siamo un popolo fatto principalmente di migranti. Probabilmente ci sono più molisani fuori dal Molise che nel Molise stesso e, riflettendo su questo, ho notato che ho più amici molisani fuori regione che qui nella mia terra. Mandiamo giù con gran dolore quella particolare malinconia da "post festività" dove i tuoi amici, tornati per Natale o per una breve vacanza estiva, ripartono e vanno via. Quel momento, quel preciso momento del distacco, per chi resta, può essere rappresentato come pezzi di cuore che si sparpagliano altrove…

Così si va via, chi prima chi dopo. Restare qui, provare a fare qualcosa qui di positivo, di concreto, di sano, non so se definirlo atto di coraggio o tendenza al masochismo. Forse entrambe le cose. Che poi scritto così sembra quasi che io la disprezzi questa terra e non c'è nulla di più falso, è l'esatto contrario. È perché le voglio bene che questo atteggiamento mi provoca rabbia.

Eppure, noi molisani, di cose belle ne abbiamo, ma spesso non 'facciamo gruppo', rinchiusi ognuno nel proprio recinto. Abbiamo uno scrigno piccolo, ma prezioso, fatto di buona cucina, paesaggi rustici, gente semplice e ospitale, eppure ci crediamo poco in questa terra, nelle sue potenzialità, nella sua natura, vocazione, caratteristica. La nostra terra è piccola, ma non per questo poco bella. Eppure quanti la conoscono? Quanti vorrebbero anche visitarla ma trovano difficoltà a farlo?

Allora spetta a noi mostrare i lati belli di noi stessi e di questa regione, spetta a noi smetterla di guardare fuori e unire le nostre forze, smetterla di essere passivi, di restare ognuno nel proprio angolo tranquillo, a pensare solo al proprio orto e a rimarcare la rivalità col paese vicino. Collaborare davvero, per valorizzare questa terra e, quindi, valorizzare noi stessi.

Perché se è vero che per il resto del mondo non esistiamo e se è vero che, nel concreto, per gli altri non contiamo niente, è anche colpa nostra che glielo lasciamo credere. ☺

alessiamendozzi@yahoo.it

 

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