fraintendimenti?    di Cristina Muccilli
28 Dicembre 2012 Share

fraintendimenti? di Cristina Muccilli

 

L'intelligenza non avrà mai peso, nel giudizio di questa pubblica opinione.

Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai da uno dei milioni d'anime della nostra nazione, un giudizio netto, interamente indignato:

irreale è ogni idea, irreale ogni passione… (Gli italiani – P. Pasolini)

Fraintendimenti d'epoca.

Credevo che la crisi ed il fermento sociale di questi ultimi anni avrebbero portato inevitabilmente ad un cambiamento nel modo di pensare la politica.

 Credevo che l'inarrestabile allontanamento del PD dalle reali problematiche del paese, gli scandali che hanno toccato tutte le compagini, la prona condivisione delle politiche montiane e la bocciatura del dissenso come “antipolitica”, avessero messo in serio pericolo non solo la governance storica del centrosinistra ma addirittura avessero minato la solidità dell'intera struttura.

Poi sono arrivate le primarie e ho capito quanto erronee e stupide fossero state le mie aspettative. Il nuovo che avanza: Bersani.

 Credevo che Vendola (malgrado i limiti della sua non limpida esperienza da governatore) potesse, grazie alla sua innegabile capacità di aggregare, contribuire al rilancio di un polo alternativo, potesse aiutare a riscrivere una grammatica di sinistra.

 Poi sono arrivate le primarie…

Credevo che i gruppi di cittadinanza critica, che mal digerivano le prassi antidemocratiche di imposizione delle candidature, che reclamavano pubblicamente scelte partecipate ed auspicavano per il nostro territorio un drastico cambiamento culturale, programmassero con una nuova prospettiva di scelte quanto più largamente condivise.

 Poi è sopraggiunto il periodo preelettorale e mi sono accorta che (forse) è già bello e confezionato un pacchetto di candidature di cui si vocifera, si suppone, si presume.

 Oggi ho partecipato all'assemblea regionale di “Cambiare si può” , neonato movimento di alternativa al centrosinistra e tentativo di ricostruzione della sinistra radicale.

 Sinteticamente i punti programmatici:

– rielaborazione dell'idea di Europa e rinegoziazione del debito pubblico;

– rilancio dell'economia sulla base di migliaia di piccole opere di immediata utilità pubblica, rifiuto delle grandi opere inutili, economicamente insostenibili, dannose per l'ambiente e la salute;

– ripristino delle norme a tutela del lavoro e del welfare;

– riassetto del territorio e riconversione ecologica dell'economia (so che la sintesi non favorisce la comprensione);

– abbattimento dei costi della politica e limite massimo per i compensi pubblici e privati, abolizione del metodo di tassazione indiscriminata, lotta alle mafie e alla corruzione;

– politiche di inclusione, drastica riduzione delle spese militari e termine a tutte le operazioni di guerra;

– politiche di valorizzazione dei beni comuni e rispetto della volontà dei cittadini espressa con i referendum del 2011. E tanto altro ancora.

All'assemblea erano presenti i volti noti della sinistra radicale e qui nasce la prima perplessità: quale rappresentanza sarà possibile?

Poi, con grande stupore, ho scoperto la partecipazione di compagni insospettati, come definirli, centristi dal cuore rosso? E questa la seconda perplessità.

Fraintendimenti?☺

cristina.muccilli@gmail.com

 

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