Guerra e persone con disabilità
7 Aprile 2022
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Guerra e persone con disabilità

Il recente conflitto in Ucraina solleva inquietanti interrogativi rispetto alla condizione delle persone con disabilità e ai diritti delle persone più vulnerabili che si trovano loro malgrado costretti a convivere con lo stato di guerra. Ricordiamo al riguardo che l’art. 11 della Convenzione ONU per i diritti della persone con disabilità stabilisce l’obbligo per gli stati firmatari di adottare tutte le misure necessarie per garantire la protezione e la sicurezza delle persone con disabilità in situazioni di rischio, incluse le situazioni di conflitto armato, le emergenze umanitarie e le catastrofi naturali. Più di recente, il 20/06/2019 il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha adottato la risoluzione n. 2475, nella quale per la prima volta ci si è occupati delle problematiche delle persone con disabilità nei conflitti armati, evidenziando la necessità di adottare tutte le misure possibili per tutelarle.

Entrambe le normative richiamate sottolineano come la condizione di disabilità sia un fattore di aggravamento di rischio di esposizione alla violenza ed alla discriminazione in tempo di guerra. Secondo il Forum Europeo sulla disabilità si calcola che attualmente in Ucraina ci siano circa 2.700.000 persone con disabilità, molte delle quali non hanno possibilità di scappare dalle proprie abitazioni, né di accedere ai rifugi che spesso prevedono barriere architettoniche insormontabili. Le stesse istruzioni per l’evacuazione hanno natura emergenziale e non sono pensate per persone con disabilità sensoriali e/o intellettive.

L’Assemblea Nazionale delle Persone con disabilità in Ucraina, durante i primi giorni di marzo, ha diffuso una lettera dai toni drammatici, chiedendo a gran voce l’ intervento delle associazioni del resto degli Stati affinché si uniscano con fermezza alla richiesta di pace. Viene comunicato che le persone con disabilità si sono eroicamente unite alla resistenza: “Siamo uniti. Invitiamo quindi voi, rappresentanti delle organizzazioni di persone con disabilità in diversi Stati, a sostenerci nella nostra lotta per la pace. Vogliamo la pace! Vi chiediamo di essere la nostra voce nei vostri Paesi”.  Non si conosce la sorte delle persone con disabilità gravi e gravissime, ma sappiamo che molte di esse, tra cui circa 80.000 bambini, si trovano prive di difesa in istituti. L’Ucraina tra l’altro è un paese in cui il tasso di istituzionalizzazione delle persone con disabilità è molto alto, ma anche i caregiver che si trovano ad assistere una persona con disabilità in casa hanno scarsissime possibilità di fuggire e mettersi al riparo dai bombardamenti.

Il presidente dell’Assemblea Nazionale ha dichiarato: “Le persone cieche, così come quelle che utilizzano protesi, o che hanno una disabilità mentale, sono i più indifesi tra gli indifesi. Per questo è molto importante lavorare con l’Assemblea Nazionale delle Persone con disabilità e coordinare il lavoro del governo e delle Ong, per fornire alle persone con disabilità cibo, medicine, farmaci e informazioni sull’evacuazione. Così come è fondamentale che la persona con disabilità trovi una via accessibile per raggiungere il rifugio antiaereo”.

Lo scorso 11 marzo il Forum Europeo sulla disabilità ha deliberato una risoluzione all’unanimità per chiedere all’ UE di garantire che l’aiuto umanitario venga fornito a tutte le persone con disabilità, e che si facciano tutti gli sforzi possibili per adattare gli interventi umanitari alle loro specifiche esigenze. Secondo l’EDF occorre garantire un’evacuazione sicura, identificare le persone con disabilità e quelle che necessitano di supporto medico e fornire loro un’ assistenza sanitaria appropriata, non solo assistenza medica di emergenza, ma anche supporto per le persone con condizioni croniche come epilessia, diabete e malattie cardiache, garantire che siano intraprese azioni specifiche per prevenire, combattere e sanzionare la tratta e lo sfruttamento sessuale delle persone che lasciano l’Ucraina, comprese quelle con disabilità, con un’attenzione specifica alle donne e alle ragazze con disabilità che affrontano un rischio più elevato di violenza e abusi, garantire che i partner esecutivi nelle attività umanitarie affrontino anche i bisogni urgenti delle persone con disabilità.

In Italia è stato aperto un tavolo di coordinamento del Consiglio Nazionale Terzo Settore insieme ai Ministeri preposti e al Comitato Operativo Nazionale della Protezione Civile per organizzare gli aiuti in Ucraina e gestire i flussi della popolazione ucraina che giungeranno in Italia. La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) è presente a questo tavolo ed ha avanzato la necessità di aprire da subito un corridoio umanitario inclusivo per le persone disabili, affinché nessuno rimanga indietro e subisca ulteriori discriminazioni all’interno di questa immane tragedia.☺

 

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