Se il sub commissario Romagnoli annunzia che Di Pietro ha destinato 245 milioni di euro a favore dei terremotati molisani gli dobbiamo credere, non fosse altro che i due appartengono a schieramenti politici opposti, – almeno per il momento – né vorremmo pensare ad una panzana bipartisan. Sarebbe veramente troppo! Intanto il commissario Iorio già si sfrega le mani; pare anzi che, questa volta, abbia in mente di invitare al banchetto tutti quelli che sono rimasti a digiuno, cosicché, mentre con i fondi dell’art. 15 ha allargato il cratere ad ovest, ora per non fare torto a qualche pescecane (per la verità più cane che pesce!) propenda per un allargamento a nord-est: a decidere del bene e del male è lui soltanto! Qualcuno potrebbe chiedersi: ma che ci azzecca Tavenna con il terremoto? E sentirsi di contro rispondere: perché, a Isernia c’è stato il terremoto, o forse l’alluvione? Siamo tutti figli di Dio. La verità è che si sta preparando un’altra porcata e non ancora abbiamo digerito quella vecchia dell’art 15; parte dei fondi stanziati, sempre che sia vero – dopo gli annunci di capodanno ogni dubbio è legittimo – saranno destinati, ancora una volta, si fa per dire, allo sviluppo delle zone più colpite dall’evento sismico del 31 ottobre 2002.
Con la delibera 841 del 9 Giugno 2004 la Giunta regionale, in assoluta solitudine, si è arrogato il potere di approvare un programma di sviluppo per l’intera Regione, senza investire della questione il Consiglio Regionale, disattendendo di fatto, oltre le norme Costituzionali, anche il dettato contenuto nell’art. 15 dell’Ordinanza 3268, del 12/03/2003, che affida al Consiglio Regionale tale competenza.
Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, su proposta del Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione al quale, con la predetta ordinanza, è stato affidato il compito di verificare la regolarità degli atti, ha, con delibera 34 del 2004, ritenendo evidentemente sufficiente l’atto emesso dalla Giunta regionale del Molise, assegnato un fondo di 450 milioni di euro al Commissario delegato, da utilizzare per lo sviluppo di tutto il Molise, con i poteri straordinari conferitigli dall’ordinanza 3253/02, che di fatto limita l’azione commissariale alle sole aree incluse nello stato di emergenza. Per dirla in breve, un colossale pasticcio costruito nel silenzio di tutti.
A tale proposito, la magistratura contabile del Molise è in attesa dei risultati di una verifica sulla regolarità tecnico-amministrativa e contabile delle attività svolte dal Commissario delegato, disposta dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 Marzo 2007.
Agli ispettori è stato concesso il termine di due mesi per consegnare la relazione ma ad oggi, dopo circa un anno, non è ancora consentito sapere quale esito ha dato questa ispezione e, considerata la pesantezza degli enti interessati, farebbe bene il Procuratore Generale presso la corte dei Conti di Campobasso a procedere per conto suo, perché i cittadini molisani hanno diritto di sapere.
Quale trucco è in cantiere questa volta per scippare ai legittimi destinatari i fondi che il Governo destina loro?
Per contrastare l’avidità di famelici sciacalli sarà bene che gli amministratori delle zone interne, quelle veramente colpite dalla disgrazia di essere governate da tanto cinismo, si mettano intorno a un tavolo e costruiscano insieme un progetto di sviluppo rispettoso dell’ambiente e della cultura di ognuno; abbandonino i vecchi e nuovi campanilismi, le assurde ambizioni di avere tutto in ogni villaggio; confrontino i loro desideri con tutti i soggetti interessati; riportino a casa i loro giovani; ricreino l’orgoglio di essere molisani.
Antonello Caporale nel suo libro Impuniti spiega come un bisogno vero, tenuto in sospensione, consenta agli impuniti di rinnovare continue richieste di aiuto, salvo poi usare quell’aiuto per altre faccende che non avrebbero meritato alcuna attenzione.
Il Sindaco di Cantalupo del Sannio, alcuni mesi fa, ha sottoscritto un accordo con il presidente di una società per la realizzazione di un aeroporto nelle piane di Boiano, contando su un bacino di utenza di due milioni di persone, potenziali viaggiatori: mancano solo i soldi per realizzare l’opera. A Isernia, il Sindaco ha appaltato un progetto per la realizzazione di un auditorium che costerà più di un’intera azienda di media dimensione.
Quando ascoltiamo proposte di questo tipo ci viene da sorridere, eppure è più facile che queste assurde “pensate” giungano a realizzazione e non che i cittadini del cratere escano dall’emergenza. ☺
Se il sub commissario Romagnoli annunzia che Di Pietro ha destinato 245 milioni di euro a favore dei terremotati molisani gli dobbiamo credere, non fosse altro che i due appartengono a schieramenti politici opposti, – almeno per il momento – né vorremmo pensare ad una panzana bipartisan. Sarebbe veramente troppo! Intanto il commissario Iorio già si sfrega le mani; pare anzi che, questa volta, abbia in mente di invitare al banchetto tutti quelli che sono rimasti a digiuno, cosicché, mentre con i fondi dell’art. 15 ha allargato il cratere ad ovest, ora per non fare torto a qualche pescecane (per la verità più cane che pesce!) propenda per un allargamento a nord-est: a decidere del bene e del male è lui soltanto! Qualcuno potrebbe chiedersi: ma che ci azzecca Tavenna con il terremoto? E sentirsi di contro rispondere: perché, a Isernia c’è stato il terremoto, o forse l’alluvione? Siamo tutti figli di Dio. La verità è che si sta preparando un’altra porcata e non ancora abbiamo digerito quella vecchia dell’art 15; parte dei fondi stanziati, sempre che sia vero – dopo gli annunci di capodanno ogni dubbio è legittimo – saranno destinati, ancora una volta, si fa per dire, allo sviluppo delle zone più colpite dall’evento sismico del 31 ottobre 2002.
Con la delibera 841 del 9 Giugno 2004 la Giunta regionale, in assoluta solitudine, si è arrogato il potere di approvare un programma di sviluppo per l’intera Regione, senza investire della questione il Consiglio Regionale, disattendendo di fatto, oltre le norme Costituzionali, anche il dettato contenuto nell’art. 15 dell’Ordinanza 3268, del 12/03/2003, che affida al Consiglio Regionale tale competenza.
Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, su proposta del Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione al quale, con la predetta ordinanza, è stato affidato il compito di verificare la regolarità degli atti, ha, con delibera 34 del 2004, ritenendo evidentemente sufficiente l’atto emesso dalla Giunta regionale del Molise, assegnato un fondo di 450 milioni di euro al Commissario delegato, da utilizzare per lo sviluppo di tutto il Molise, con i poteri straordinari conferitigli dall’ordinanza 3253/02, che di fatto limita l’azione commissariale alle sole aree incluse nello stato di emergenza. Per dirla in breve, un colossale pasticcio costruito nel silenzio di tutti.
A tale proposito, la magistratura contabile del Molise è in attesa dei risultati di una verifica sulla regolarità tecnico-amministrativa e contabile delle attività svolte dal Commissario delegato, disposta dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 Marzo 2007.
Agli ispettori è stato concesso il termine di due mesi per consegnare la relazione ma ad oggi, dopo circa un anno, non è ancora consentito sapere quale esito ha dato questa ispezione e, considerata la pesantezza degli enti interessati, farebbe bene il Procuratore Generale presso la corte dei Conti di Campobasso a procedere per conto suo, perché i cittadini molisani hanno diritto di sapere.
Quale trucco è in cantiere questa volta per scippare ai legittimi destinatari i fondi che il Governo destina loro?
Per contrastare l’avidità di famelici sciacalli sarà bene che gli amministratori delle zone interne, quelle veramente colpite dalla disgrazia di essere governate da tanto cinismo, si mettano intorno a un tavolo e costruiscano insieme un progetto di sviluppo rispettoso dell’ambiente e della cultura di ognuno; abbandonino i vecchi e nuovi campanilismi, le assurde ambizioni di avere tutto in ogni villaggio; confrontino i loro desideri con tutti i soggetti interessati; riportino a casa i loro giovani; ricreino l’orgoglio di essere molisani.
Antonello Caporale nel suo libro Impuniti spiega come un bisogno vero, tenuto in sospensione, consenta agli impuniti di rinnovare continue richieste di aiuto, salvo poi usare quell’aiuto per altre faccende che non avrebbero meritato alcuna attenzione.
Il Sindaco di Cantalupo del Sannio, alcuni mesi fa, ha sottoscritto un accordo con il presidente di una società per la realizzazione di un aeroporto nelle piane di Boiano, contando su un bacino di utenza di due milioni di persone, potenziali viaggiatori: mancano solo i soldi per realizzare l’opera. A Isernia, il Sindaco ha appaltato un progetto per la realizzazione di un auditorium che costerà più di un’intera azienda di media dimensione.
Quando ascoltiamo proposte di questo tipo ci viene da sorridere, eppure è più facile che queste assurde “pensate” giungano a realizzazione e non che i cittadini del cratere escano dall’emergenza. ☺
Se il sub commissario Romagnoli annunzia che Di Pietro ha destinato 245 milioni di euro a favore dei terremotati molisani gli dobbiamo credere, non fosse altro che i due appartengono a schieramenti politici opposti, – almeno per il momento – né vorremmo pensare ad una panzana bipartisan. Sarebbe veramente troppo! Intanto il commissario Iorio già si sfrega le mani; pare anzi che, questa volta, abbia in mente di invitare al banchetto tutti quelli che sono rimasti a digiuno, cosicché, mentre con i fondi dell’art. 15 ha allargato il cratere ad ovest, ora per non fare torto a qualche pescecane (per la verità più cane che pesce!) propenda per un allargamento a nord-est: a decidere del bene e del male è lui soltanto! Qualcuno potrebbe chiedersi: ma che ci azzecca Tavenna con il terremoto? E sentirsi di contro rispondere: perché, a Isernia c’è stato il terremoto, o forse l’alluvione? Siamo tutti figli di Dio. La verità è che si sta preparando un’altra porcata e non ancora abbiamo digerito quella vecchia dell’art 15; parte dei fondi stanziati, sempre che sia vero – dopo gli annunci di capodanno ogni dubbio è legittimo – saranno destinati, ancora una volta, si fa per dire, allo sviluppo delle zone più colpite dall’evento sismico del 31 ottobre 2002.
Con la delibera 841 del 9 Giugno 2004 la Giunta regionale, in assoluta solitudine, si è arrogato il potere di approvare un programma di sviluppo per l’intera Regione, senza investire della questione il Consiglio Regionale, disattendendo di fatto, oltre le norme Costituzionali, anche il dettato contenuto nell’art. 15 dell’Ordinanza 3268, del 12/03/2003, che affida al Consiglio Regionale tale competenza.
Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, su proposta del Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione al quale, con la predetta ordinanza, è stato affidato il compito di verificare la regolarità degli atti, ha, con delibera 34 del 2004, ritenendo evidentemente sufficiente l’atto emesso dalla Giunta regionale del Molise, assegnato un fondo di 450 milioni di euro al Commissario delegato, da utilizzare per lo sviluppo di tutto il Molise, con i poteri straordinari conferitigli dall’ordinanza 3253/02, che di fatto limita l’azione commissariale alle sole aree incluse nello stato di emergenza. Per dirla in breve, un colossale pasticcio costruito nel silenzio di tutti.
A tale proposito, la magistratura contabile del Molise è in attesa dei risultati di una verifica sulla regolarità tecnico-amministrativa e contabile delle attività svolte dal Commissario delegato, disposta dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 8 Marzo 2007.
Agli ispettori è stato concesso il termine di due mesi per consegnare la relazione ma ad oggi, dopo circa un anno, non è ancora consentito sapere quale esito ha dato questa ispezione e, considerata la pesantezza degli enti interessati, farebbe bene il Procuratore Generale presso la corte dei Conti di Campobasso a procedere per conto suo, perché i cittadini molisani hanno diritto di sapere.
Quale trucco è in cantiere questa volta per scippare ai legittimi destinatari i fondi che il Governo destina loro?
Per contrastare l’avidità di famelici sciacalli sarà bene che gli amministratori delle zone interne, quelle veramente colpite dalla disgrazia di essere governate da tanto cinismo, si mettano intorno a un tavolo e costruiscano insieme un progetto di sviluppo rispettoso dell’ambiente e della cultura di ognuno; abbandonino i vecchi e nuovi campanilismi, le assurde ambizioni di avere tutto in ogni villaggio; confrontino i loro desideri con tutti i soggetti interessati; riportino a casa i loro giovani; ricreino l’orgoglio di essere molisani.
Antonello Caporale nel suo libro Impuniti spiega come un bisogno vero, tenuto in sospensione, consenta agli impuniti di rinnovare continue richieste di aiuto, salvo poi usare quell’aiuto per altre faccende che non avrebbero meritato alcuna attenzione.
Il Sindaco di Cantalupo del Sannio, alcuni mesi fa, ha sottoscritto un accordo con il presidente di una società per la realizzazione di un aeroporto nelle piane di Boiano, contando su un bacino di utenza di due milioni di persone, potenziali viaggiatori: mancano solo i soldi per realizzare l’opera. A Isernia, il Sindaco ha appaltato un progetto per la realizzazione di un auditorium che costerà più di un’intera azienda di media dimensione.
Quando ascoltiamo proposte di questo tipo ci viene da sorridere, eppure è più facile che queste assurde “pensate” giungano a realizzazione e non che i cittadini del cratere escano dall’emergenza. ☺
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