il futuro dell’ospedale di larino
La pandemia ha messo a nudo le storture della sanità italiana. Il Servizio Sanitario Nazionale ha perso la sua unitarietà, la medicina nel territorio è stata smantellata, la prevenzione è rimasta solo una buona intenzione e un bene essenziale come la salute è stato piegato alla logica del privato e del profitto. In questa situazione e, anche per tutte queste ragioni, decine di migliaia di cittadini sono morti a causa della pandemia da coronavirus.
La prima scelta da fare è quella di garantire a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla regione in cui vivono, tutte le opportunità che il Servizio Sanitario Nazionale, istituito con la L. 833 del 1978, avrebbe previsto e che sono state ampiamente disattese.
Serve un nuovo rapporto tra il governo nazionale e i governi regionali che consenta, senza togliere alle regioni significative competenze in materia di sanità, di avere una strategia unica nell’ organizzazione di adeguati servizi socio-sanitari su tutto il territorio italiano.
Noi cittadini molisani vogliamo che il diritto alla salute, previsto dalla Costituzione, sia garantito dal governo nazionale, anche se la gestione dei relativi servizi resta affidata alla Regione Molise. Siamo stanchi di questa pantomima fatta di sforamenti veri, commissariamenti finti, decreti capestro e inconfessabili interessi economici.
La stella polare che ci deve guidare in questa battaglia è la certezza che bisogna cancellare una sanità ospedalocentrica, spesso generatrice di patologie e occasione di inaccettabili profitti. Molte malattie possono essere evitate con la prevenzione e con una efficace rete di servizi territoriali. Gli interventi ospedalieri, così come la lunghezza delle degenze, possono essere ridotti: ne trarrebbero giovamento sia la salute dei cittadini, sia la finanza pubblica.
Il passaggio ad un nuovo modello di sanità richiede risorse straordinarie e l’Europa le mette a disposizione con il MES. Tocca al nostro Paese utilizzarle sulla base di un progetto chiaro e ambizioso.
Per quanto riguarda il Molise proponiamo due obiettivi.
Il primo. Vi è la necessità di un piano nazionale contro le pandemie e l’esigenza di organizzare una rete nazionale di ospedali Covid. Larino può essere parte di questa rete ed essere riferimento di un territorio più vasto di quello molisano. È necessario disporre di centri di terapia intensiva per l’emergenza, ma non debbono essere delle cattedrali nel deserto. Come c’insegna l’esperienza di questi mesi è possibile ridurre drasticamente il ricorso alle terapie intensive, purché vi sia la tempestiva individuazione dei contagiati, purché si intervenga nei primi giorni di malattia e purché vi sia particolare attenzione per persone fragili e affette da serie patologie pregresse. Un ospedale dedicato alla lotta alle pandemie può svolgere al meglio la sua funzione se è separato fisicamente dalle altre attività di ricovero e cura, ma soprattutto se è funzionalmente collegato ai servizi socio-sanitari territoriali e alla rete ospedaliera regionale.
Il nostro secondo obiettivo è quello di rafforzare la rete dei servizi territoriali e di farne un robusto presidio di prevenzione e di salvaguardia della salute dei cittadini. Si tratta di un compito assai complesso che chiama in causa anche nuove professionalità che potrebbero essere acquisite negli stessi centri Covid.
La salute dell’uomo dipende in buona parte dalla salute dell’ ambiente, dalla fertilità del suolo, dalla bontà dell’aria, dell’acqua, e dalla alimentazione. L’obiettivo della prevenzione non può che essere una strategia complessa, per questo i princìpi che hanno ispirato Biomolise e il biodistretto, che ha sede a Larino, possono aiutare ed è di fondamentale importanza la mobilitazione di energie e intelligenze collettive. La strategia è quella di far vivere il dettato costituzionale che ritiene “la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Riaffermiamo l’esigenza di realizzare nel dopo coronavirus un vero Servizio Sanitario Nazionale che sappia prevenire e curare tutte le malattie – anche quelle di natura pandemica; che poggi, quindi, su una robusta rete di servizi territoriali. Gli ospedali, compresa la istituenda rete nazionale dei Centri Covid, devono offrire prestazioni di alta qualità, oltre la competenza dei presidi socio-sanitari territoriali.
Siamo di fronte ad un cambiamento che può essere epocale, che si realizzerà e potrà vivere solo con il protagonismo e il consenso attivo dei cittadini. La soluzione per i nostri problemi è ancora una volta la passione e la partecipazione democratica. Noi mettiamo in campo la nostra.☺
