Il pianto di antigone
5 Maggio 2015
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Il pianto di antigone

Da un ‘intervista del 2004 a Judith Malina Chi è Antigone?

“Nello spettacolo confrontiamo la sua Antigone e la mia. Lei piange, la mia non piange mai, è troppo testarda. Ci chiediamo cosa vuol dire oggi essere Antigone. Io credo che Antigone è dentro tutti noi quando rifiutiamo di fare ciò in cui non crediamo, quando diciamo no, anche quando la legge minaccia di punirci. Siamo tutti Antigone: qualcuno vuole fare solo piccoli passi, altri grandi salti verso il cambiamento più radicale. Ma tutti contribuiscono a rifiutare il ruolo nelle forme della vita sociale”.

il pianto di Antigone

 

Già preparano nell’altro spazio

pugnali fini azzurri -affilati-

lacci d’amore, laser in rovina.

 

Credo non basti.

 

Non voglio illudermi d’essermi assopita

sotto i raggi d’argento della luna:

quattro soldati sotto il tetto

e quattro ancora nel cortile antico

 

E tu grida ancora, allora!

 

Credo non basti.

no – credo non basti -.

 

Cerco parole per dirvi

dell’unico incanto del sole:

credi non sappia andare oltre le dune

credi non sappia urlare che nessuno

proprio nessuno potrà portarmi

via le viscere del cuore

e il cuore è già piantato

quattro paletti in croce

dentro la terra e le promesse insieme.!

 

E tu grida ancora allora!

 

Credo non basti

no. Credo non basti.

 

Ci sono sempre belve che tormentano

bucano il buio nero della notte

con occhi grandi gialli di terrore

e mai si placano mai

neppure il giorno quando  il

sole  ha scaldato il cibo

la pelle il cuore.

Ti porti ad acquattarti

dentro uno spazio silenzioso

– fuori la notte il vento la

tua fantasia che chiama invano

 

Credo non basti.

no. no credo non basti.

 

Il nemico galoppa nel cervello

cerca la voce della differenza

ti stringe il cuore ti

rigetta il grido

spalancato il baratro

– l’occhio difeso solo

da una foglia caduta, una ventura.-

 

Credo non basti

credo no, no, no, non basti.

Loredana Alberti

 

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