indice del numero di giugno 2026 http://www.lafonte.tv/
la fonte
indice del numero di giugno 2026 http://www.lafonte.tv/
In questo numero:
– un modo gentile…
di Carlo A. Roberto
– una slavina inarrestabile (Lettera aperta ai miei 25 lettori)
di Antonio Di Lalla
– verso la piena verità
di Michele Tartaglia
– paura del diverso
di Dario Carlone
– pittura: “Prigionieri (collage)”
di Ana Maria Erra Guevara
– da vinchiaturo un nuovo paradigma
di Patrizia Manzo
– un biodistretto che funziona
di Famiano Crucianelli
– capitale del libro ‘27: molise presente
di Marco Branca
– ritornare in molise
di Tiziana Antonilli
– restiamo umani
di Lucia Berrino
– la poesia civile di Enzo Bacca: “la casa di zaccheo”
di Enzo Bacca
– termoli-gilead solo andata
di Tina De Michele
– foto: “Termoli”
di Guerino Trivisonno
– donne e democrazia
di Antonio De Lellis
– foto: “Coloriamo il mondo”
di Antonietta Parente
– il bianco e il danno
di Alessandro Fo
– amore per cuba
di Christiane Barckhausen-Canale
– fabrizio de andré
di Francesco de Lisio
– il simbolismo nell’arte
di Gaetano Jacobucci
– “per amore del mio popolo non tacerò”
di Gabriella de Lisio
– shahrazad
di Franco Novelli
– dal neoliberismo alla destra estrema
di Michele Blanco
– è solo giustizia sociale
di Antonio De Lellis
– i manufatti di Cleofino Casolino: “In attesa”
di Cleofino Casolino
– ribellarsi è doveroso
di Giuseppe La Serra
– pittura: “Guerre”
di Antonio Scardocchia
– radici e algoritmi
di Andrea Barsotti
– opportunità per il molise
di Pasquale Di Lena
– libri: “La Cina spiegata all’Occidente” di Pino Arlacchi
di Michele Blanco
– l’albero della biodiversità
di Gildo Giannotti
– libri: “I nostri cuori invincibili” di Tala Albanna – Michelle Amzalak
di Dario Carlone
– l’epilessia
di Mara Carissimi
– più falò che stelle
di Filomena Giannotti
– pittura: “Il sogno”
di Giuseppe La Serra
– i conti non tornano
di Domenico D’Adamo
editoriale
una slavina inarrestabile (Lettera aperta ai miei 25 lettori)
– di Antonio Di Lalla a pag.3
Con questa lettera vorrei rivolgere direttamente un appello a voi lettori: aiutatemi a capire se sono io che ragiono in modo sconclusionato o se la gente ha portato il cervello all’ammasso.
A Taranto il 9 maggio un gruppo di giovinastri molesta un uomo che andava a lavorare, finché uno di questi lo accoltella mortalmente. Si dà il caso che i ragazzi siano italiani mentre l’assassinato fosse un immigrato, cacciato anche dal bar dove tentava di ripararsi.
