la cassa delle beffe  di Pax Christi Molise (Antonio De Lellis)
30 Ottobre 2013 Share

la cassa delle beffe di Pax Christi Molise (Antonio De Lellis)

 

Nel consueto oblio degli organi di (dis)informazione nazionali, ha preso avvio, da alcuni mesi, il Forum per una nuova Finanza Pubblica e Sociale. Come ci ricorda l'esperienza referendaria per la ripubblicizzazione dell'acqua, l'iniziativa non nasce in modo improvvisato, ma è stata costruita da incontri, riflessioni, assemblee dal basso. Ricordiamo per tutte quella del Teatro Valle a Roma nel febbraio 2013 e l'avvio del Forum, infine, il 13 aprile scorso in una affollatissima Assemblea a Firenze cui hanno partecipato movimenti, realtà territoriali, organizzazioni politiche, sindacali, ecclesiali fra le quali Pax Christi che ha aderito ufficialmente.

Obiettivi del Forum sono: 1) definanziarizzare la società attraverso la campagna per l'inchiesta popolare sul debito pubblico (audit) 2) la riappropriazione della ricchezza sociale, attraverso la socializzazione di questo enorme salvadanaio pubblico (12 milioni di famiglie che depositano i propri risparmi alle Poste) che è la Cassa Depositi e Prestiti.

Cassa Depositi e Prestiti (CDP ) nasce nel 1850 come Ente dello Stato e come tale ha operato fino alla data fatidica del 2003 (governo Berlusconi). La sua funzione, una funzione pubblica, dunque, era quella di raccogliere i risparmi postali dei cittadini e di utilizzarli per finanziare a tassi agevolati (ben inferiori a quelli richiesti dalle Banche) gli investimenti degli Enti Locali. Concretamente: quegli investimenti pubblici che concorrono a migliorare la vita dei cittadini: strade, scuole, ecc. Attualmente CDP detiene il risparmio di 12 milioni di famiglie per un totale di 225 miliardi di euro (tutte le banche private del paese valgono 60 miliardi circa…).

Nel 2003 CDP cambia pelle: diventa una SPA, con il 70% detenuto dal Ministero del Tesoro e 30% da 66 Fondazioni bancarie. Con l'anomalia tutta italiana, che pur detenendo il 30% le Fondazioni hanno una presenza maggioritaria negli organismi di governance della CDP. Concretamente:  decidono. Da quel momento CDP entra in tutti i settori dell'economia del paese e su tutto il mercato finanziario internazionale, continuando a operare con un  bilancio  separato da quello dello Stato (riuscendo così  a non violare le normative europee).

Molte cose sono cambiate con questa trasformazione: l'obiettivo principale ora per CDP è produrre utili, con buona pace delle finalità pubbliche di sostegno agli enti Locali. Per i cittadini risparmiatori, invero, il risparmio viene remunerato con l'1,5%, alle Fondazioni vanno utili superiori al 10%. Con l'entrata delle Fondazioni CDP è di fatto, ora, una banca, anzi una merchant bank con accesso  al vasto mercato degli investimenti degli enti locali (prima, come si è detto, precluso alle banche).

A questo punto ci chiediamo: 1) come possono enti di diritto privato (SPA) e soggetti di diritto privato decidere per l'interesse generale? 2) si può lasciare decidere la strategia industriale di un paese a società private, libere di perseguire i propri interessi e senza alcun vincolo? 3) si può lasciare che le priorità di intervento nel sistema economico del nostro paese siano decise fuori dal parlamento e che i mezzi per perseguirle escano dal controllo pubblico?

La trasformazione di CDP in SPA confligge con la sua natura. Se più dell'80% delle entrate deriva dal risparmio dei cittadini, essi devono avere diritto alla informazione e diritto di partecipazione alle scelte .

Se per un secolo e mezzo la destinazione dei nostri risparmi agli Enti Locali (il livello di governo più vicino ai cittadini e alle loro esigenze) era scontato, ora nasce una questione di democrazia: i cittadini devono avere voce sulla destinazione dei soldi prestati e partecipare alla scelta degli investimenti da intraprendere, anche ponendo vincoli di destinazione a finalità sociali e ambientali.

La Campagna è aperta, le iniziative che si possono intraprendere sono diverse, per il secondo fine settimana di novembre è indetta una tre giorni di iniziative varie (dal volantinaggio di fronte alle Poste ai flash mob in strada, incontri con i lavoratori delle Poste, ecc.) in ogni regione vi sono gruppi che aderiscono alla campagna, in Molise Pax Christi è ovviamente fra questi.

È importante precisare che dalla nascita del Forum il 13 aprile scorso ad oggi le due campagne cui accennavamo sopra sono partite, in effetti, sui territori, anche se a diverse velocità, per così dire, seguite da una fisiologica interruzione estiva. In  Molise e Abruzzo vi sono stati varie iniziative, alcune hanno precorso i tempi: all'Assemblea Nazionale di Pax Christi a Termoli, infatti, il 26 aprile 2012 in una bella conversazione fra Marco Bersani e mons. Toso si accennò per la prima volta al tema della riappropriazione della ricchezza sociale e si ragionò per la prima volta di CDP. In seguito su indicazione dell'Assemblea, Pax Christi Molise ha organizzato tre incontri di Scuola Popolare di economia tenuti a Campobasso. Sempre  in Molise, nel giugno scorso, c’è stata la prima iniziativa pubblica indetta da un Comune, quello di Montefalcone nel Sannio con la partecipazione  di Marco Bersani. A Sambuceto (Ch) e L'Aquila, con Antonio De Lellis, di formazione sul tema Cassa Depositi e Prestiti. L'Arcidiocesi di Pescara-Penne ha indetto con il  gruppo locale di Pax Christi, un incontro pubblico con Marco Bersani su CDP.

Segnali importanti ed incoraggianti per una Campagna che non sarà breve né facile, è bene dirselo con tranquillità, ma che sarà decisiva per la democrazia nel nostro paese.

Pax Christi Molise

adelellis@clio.it

 

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